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  1. #51
    Viva la piadina!!!
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    L'uomo ha "modificato geneticamente" da quando ha inventato l'agricoltura, soltanto che ora lo fa piu' velocemente e con maggiore coscenza nel farlo.

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  2. #52
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    In Origine Postato da Amati75
    L'uomo ha "modificato geneticamente" da quando ha inventato l'agricoltura, soltanto che ora lo fa piu' velocemente e con maggiore coscenza nel farlo.
    Dire che l'incrocio è l'equivalente di una modificzione genetica, vuol dire ritenere un mulatto assolutamente equipollente, dal punto di vista eticobiologico, al mostro di Frankenstein.

    L'idea potrebbe pure essere carina .... se volete ne possiamo parlare ancora ... però mi sembra un po' una cazzata.

  3. #53
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da Decima Regio
    Dire che l'incrocio è l'equivalente di una modificzione genetica, vuol dire ritenere un mulatto assolutamente equipollente, dal punto di vista eticobiologico, al mostro di Frankenstein.

    L'idea potrebbe pure essere carina .... se volete ne possiamo parlare ancora ... però mi sembra un po' una cazzata.

    Le puo' sembrare uan cazzata...ma resta pur semprte uina mutazione genetica.. un incrocio fra due tipi di "grano" ne crea un terzo, il grano odierno non e' certo quello di 3000 anni fa, ne quello di 2000 anni era quello di 3000 anni fa, gl'incroci creano mutazioni.. Decima... non mi cada cosi in basso.

  4. #54
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    In Origine Postato da Amati75
    L'uomo ha "modificato geneticamente" da quando ha inventato l'agricoltura, soltanto che ora lo fa piu' velocemente e con maggiore coscenza nel farlo.
    I normali incroci effettuati dall'uomo finora erano ottenuti attraverso accopiamenti fra organismi appartenenti alla stessa specie. Se non compatibili questi incroci non davano i frutti sperati.

    I prodotti GM vengono spesso ottenuti incrociano geni di specie diverse fra loro. Proprio oggi leggevo di carciofi incrociati con geni derivati dai topi e di fragole incrociate congeni di pesci artici per ottenere maggiore resistenza al gelo. Interessante eh?

  5. #55
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    In Origine Postato da Amati75
    Le puo' sembrare uan cazzata...ma resta pur semprte uina mutazione genetica.. un incrocio fra due tipi di "grano" ne crea un terzo, il grano odierno non e' certo quello di 3000 anni fa, ne quello di 2000 anni era quello di 3000 anni fa, gl'incroci creano mutazioni.. Decima... non mi cada cosi in basso.
    No, veramente l'incrocio unisce cose che attualmente sono diverse, ma comunque - pur se non in quella combinazione - preesistenti. Come, appunto, il mulatto.

    L'alterazione crea - mi soccorra l'etimo di alter - qualcosa di nuovo, di diverso, di "altro", di non preesistente . Come, appunto, il mostro costruito.

    Il grano di 3000 anni fa non era quello odierno, però era grano. Nessun chicco può essere eterno (se vogliamo anzi è piuttosto effimero), ma l'idea - l'universale - tende alla trascendenza.
    Noi non siamo antichi Romani, pure dovremmo sforzarci di essere, come loro, Uomini.

  6. #56
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    Il pezzo di Fuori Schema e il pezzo della ricercatrice postato da silvioleo mi sono sembrati molto interessantio entrambi... evidentemente esplicano i diversi punti di forza e di debolezza dei pro e dei contro OGM.

    Io personalmente, ho una visione più vicina a quella della ricercatrice anche se non escludo che ci possano essere scenari distorti come quelli dell'agricoltore che tuttavia mi pare avere un aura di surreale, di esagerato... bisognerebbe indagare più approfonditamente sulla questione e sentire anche le altre campane perchè è facile ascoltarne solo una e dargli automaticamente ragione...e questa campana ha inoltre tutto l'interesse di essere verosimile se rischia di perderci tutti quei soldi... comunque la storia dell'agricoltore potrebbe anche essere vera e pazzescamente obiettiva...

    Per quanto rigiuarda la questione incroci o modificazioni genetiche... bhe... per parlarne si deve avere chiaro il concetto di mutazione genetica.

    La mutazione genetica avviene casulamente come conseguenza di molteplici fattori esterni come radiazioni ionizzanti, esposizione a talune sostanze, stress meccanici... ecc...

    Quando una mutazione avviene si può generare una miglioria o un danno... normalmente avviene un danno e la cellula muore... tuttavia, poichè le mutazioni che avvengono sono tantissime qualche volta accade che una cellula seminale (in grado cioè di riprdursi) sia soggetta a una mutazione genetica che porta una miglioria.

    Col passare del tempo le migliorie si accumulano (a seconda delle esigenze delle singole specie).

    Ora le piante non transgeniche, che sono giunte a noi dopo milioni di anni di evoluzione e di mutazioni sono molto "rodate" e quindi sono molto adattate all'ambiente... tuttavia con un po di astuzia si può fare in modo di introdurre qualche mutazione mirata per fare in modo che l'evoluzione vada un po' più in fretta che per milioni di anni ed ottrenere piante ancora più ricche di migliorie...

    In pratica si forza un po' la mano sul tempo e si producono genomi possibili anche se non realizzatisi... lasciando scorrere la clessidra all'infinoito però si sarebbero comunque realizzati.

    Sia gli incroci che le alterazioni sono sistemi per intrerferire artificialmente sul genoma e per fare in modo di apportare modificazioni sui vari DNA in un tempo molto ridotto rispetto a quello che impiegherebbe la natura.

    L'incrocio è più soft in quanto attinge a geni di piante molto vicine a quelle di origine... si ottengono solo risultati parziali, seppure apprezzabili.

    L'alterazione, invece, permette di incrociare e selezionare più liberamente i geni interessanti...

    Tra incroci e mutazioni c'è un po' la differenza che ci può passare dal suonare un pianoforte utilizzando una sola scala di 7 note (sette tasti sulla tastiera) ed utilizzare invece tutta la tastiera...

  7. #57
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    Predefinito Re: Re: Re: ...Fidel e le mutazioni genetiche..

    In Origine Postato da Banditore
    Il problema, secondo me, è che in questi casi non si tiene mai conto del fatto che l'UE ha tutto l'interesse a mantenere fuori legge gli OGM in quanto in questo modo attua una indiretta politica protezionistica nei confronti degli USA... analogamente si comporta con la Cina per ciò che riguarda alcuni componenti delle plastiche o i polli malati dello scorso anno o la questione SARS qualche tempo prima ed altri requisiti merceologici che vengono continuamente cambiati per cercare di mantenere il più a lungo possibile le merci straniere al di fuori dell'UE.

    Si tratta di una politica che ovviamente condivido in quanto sono contrario alla globalizzazione e alla libera circolazione delle merci.

    Tuttavia è triste constatare a che sotterfugi deve ricorrere l'Unione per poter limitare l'invasività delle merci straniere... inoltre non si tratta di certo di un sistema politically correct...

    tant'è!

    A difendere il nostro mercato rimangono solo la paura del transgenico e quella delle malattie e fomentare tali paure è sicuramente nell'interesse dell'economia dell'Unione Europea...
    C'e' anche il rovescio della medaglia. Difendere il mercato interno mettendo dei divieti al Progresso puo' portare a conseguenze disastrose. Fra qualche decennio ci saranno dei Paesi (USA e Cina) che saranno tremendamente avanti all'Europa in fatto di conoscenze scientifiche e di sviluppo, e a quel punto l'Europa rischiera' seriamente di diventare un'area sotto-sviluppata...

    In Origine Postato da Banditore

    Per quanto riguarda i pericoli reali degli OGM, sinceramente, non credo che l'uomo sia ancora giunto a produrre organismi più aggressivi ed adattabili di quelli protti da milioni di anni di evoluzione.

    L'esempio degli alberi con poca lignina mi pare calzante.

    Anche se dovessero sfuggire i loro geni (possibilità tutta da dimostrare), le specie che ne risulterebbero sarebbero deboli, e verrebbero sostituite dalla normale selezione naturale fino alla completa scomparsa del gene.

    Ma scusate vi pare che l'introduzione in Europa delle specie vegetali provenienti dal nuovo mondo nel corso del 1500 abbiano sconvolto il clima al punto di provocare l'estinzione dell'uomo?
    E li si parlava di specie veramente aggressive, veramente diverse da quelle locali... si va bene, qualche modifica l'hanno prodotta... tuttora ci sono piante infestanti provenienti dal Nord America come la Robinia ed alcune erbe arrivate in Europa con il fieno inviato via nave con i convogli umanitari del secondo dopo guerra... ma si tratta di modifiche minime... e noi siamo ben lungi dal poter apportare modifiche anche solo lontanamente paragonabili a quelle introdotte da una singola specie di quelle naturalmente presenti in Nord America.

    Secondo me è evidente che la questione OGM ha avuto una campagna mediatica distorta ed esagerata, campagna che ragionevoilmente qualcuno ha sostenuto per motivi economici.
    Perfettamente d'accordo

    In Origine Postato da Banditore

    Trattamento analogo non è stato riservato invece ad altre innovazioni della scienza, come l'interruzione volontaria di gravidanza, questa si che ha contribuito a sconvolgere gli equilibri naturali apportando modifiche che realmente potrebbero portare il genere umano all'estinzione o quantomeno alla rapida decimazione... e per avere le prove di questo andamento basta vedere i dati di natalità nel mondo occidentale siamo ormai prossimi in Italia al valore medio di un figlio a coppia, valore che provocherebbe il dimezzamento della popolazione ad ogni generazione... e le difficoltà economiche che attualmente stiamo affrontando non fanno altro che accentuare il fenomeno che presto, con la progressiva occidentalizzazione interesserà tutto il mondo, e allora la popolazione mondiale precipiterà con una velocità maggiore di quella con cui e cresciuta nell'ultimo secolo e solo un cambiamento della mentalità potrà salvarci dall'estinzione...

    ...almeno, una volta estinti, le ideologie dei verdi finalmente troveranno pace in quanto l'uomo non potra modificare più alcun equilibrio...
    Ferma restano la condanna assoluta per l'abominevole pratica dell'aborto, non credo che questa arrivi a minacciare l'estinzione dell'Umanita'. Forse arriveremo all'estinzione di alcuni popoli e/o di alcune civilta', quelli che si ostineranno a considerare la crescita demografica come una cosa negativa, ma alla fine (come hai spiegato bene nel passo precedente) la Natura fara' il Suo lavoro, spazzando via i popoli deboli che odiano se stessi (voler diminuire la propria Popolazione significa odiare se stessi) e rimpiazzandoli con Popoli piu' forti e piu' adatti

  8. #58
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    In Origine Postato da Banditore
    Il pezzo di Fuori Schema e il pezzo della ricercatrice postato da silvioleo mi sono sembrati molto interessantio entrambi... evidentemente esplicano i diversi punti di forza e di debolezza dei pro e dei contro OGM.

    Io personalmente, ho una visione più vicina a quella della ricercatrice anche se non escludo che ci possano essere scenari distorti come quelli dell'agricoltore che tuttavia mi pare avere un aura di surreale, di esagerato... bisognerebbe indagare più approfonditamente sulla questione e sentire anche le altre campane perchè è facile ascoltarne solo una e dargli automaticamente ragione...e questa campana ha inoltre tutto l'interesse di essere verosimile se rischia di perderci tutti quei soldi... comunque la storia dell'agricoltore potrebbe anche essere vera e pazzescamente obiettiva...

    Per quanto rigiuarda la questione incroci o modificazioni genetiche... bhe... per parlarne si deve avere chiaro il concetto di mutazione genetica.

    La mutazione genetica avviene casulamente come conseguenza di molteplici fattori esterni come radiazioni ionizzanti, esposizione a talune sostanze, stress meccanici... ecc...

    Quando una mutazione avviene si può generare una miglioria o un danno... normalmente avviene un danno e la cellula muore... tuttavia, poichè le mutazioni che avvengono sono tantissime qualche volta accade che una cellula seminale (in grado cioè di riprdursi) sia soggetta a una mutazione genetica che porta una miglioria.

    Col passare del tempo le migliorie si accumulano (a seconda delle esigenze delle singole specie).

    Ora le piante non transgeniche, che sono giunte a noi dopo milioni di anni di evoluzione e di mutazioni sono molto "rodate" e quindi sono molto adattate all'ambiente... tuttavia con un po di astuzia si può fare in modo di introdurre qualche mutazione mirata per fare in modo che l'evoluzione vada un po' più in fretta che per milioni di anni ed ottrenere piante ancora più ricche di migliorie...

    In pratica si forza un po' la mano sul tempo e si producono genomi possibili anche se non realizzatisi... lasciando scorrere la clessidra all'infinoito però si sarebbero comunque realizzati.

    Sia gli incroci che le alterazioni sono sistemi per intrerferire artificialmente sul genoma e per fare in modo di apportare modificazioni sui vari DNA in un tempo molto ridotto rispetto a quello che impiegherebbe la natura.

    L'incrocio è più soft in quanto attinge a geni di piante molto vicine a quelle di origine... si ottengono solo risultati parziali, seppure apprezzabili.

    L'alterazione, invece, permette di incrociare e selezionare più liberamente i geni interessanti...

    Tra incroci e mutazioni c'è un po' la differenza che ci può passare dal suonare un pianoforte utilizzando una sola scala di 7 note (sette tasti sulla tastiera) ed utilizzare invece tutta la tastiera...
    Potrei postarti centinaia di pezzi sulla assoluta inutilità e falsità delle "bontà" decantate dei prodotti OGM, ormai chiaramente comprese sotto il profilo sia della resa che del prodotto, ma mi limito a farti verificare cosa succede, poi prova a farti qualche domanda...


    Brevetti sulla vita

    Nel 1980, il caso di Diamond Vs Chakrabarty ha rappresentato una pietra miliare nell’ambito della questione dei brevetti sulla vita; in questa circostanza, infatti, la Corte Suprema degli USA decretò che un organismo vivente, nel caso specifico un batterio in grado di degradare il petrolio, avrebbe potuto essere brevettato. In tale circostanza il Chief Justice Warren Burger dichiarò che la "differenza rilevante non è tra cose animate e inanimate, ma se dei prodotti viventi possano essere considerati come invenzioni costruite dall’uomo". Tale giudizio fu foriero di una nuova epoca, epoca in cui gli esseri viventi avrebbero potuto finalmente essere brevettati. Considerato in passato eredità condivisa, il pool genico di piante, animali e uomini rappresenta, ora, un bene commerciale in attesa di essere comprato e venduto.

    Il significato di questa sentenza non fu certo ignorato dagli investitori delle multinazionali. Pochi mesi più tardi, il 14 ottobre, una compagnia biotecnologica di recente formazione, la Genentech, offriva sul mercato un milione di azioni al costo di 35 dollari l’una. Dopo appena 20 minuti, le azioni stavano per essere vendute a 89 dollari e, alla fine della giornata, la compagnia era cresciuta di 36 milioni di dollari senza avere ancora immesso neanche un solo prodotto sul mercato. Utilizzando le parole di Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trend, i geni sono stati identificati come la "risorsa grezza di future attività economiche". Per quelli che posseggono la tecnologia e il capitale necessario, la corsa alla vita brevettata era iniziata.

    Un brevetto, che normalmente ha una validità compresa tra 17 e 20 anni, consegna al suo possessore i diritti esclusivi per sfruttare un’invenzione a fini commerciale. La qual cosa significa che, nel caso delle colture geneticamente modificate, per esempio, gli agricoltori devono pagare un diritto sul brevetto, delle royalties per l’uso dei semi ingegnerizzati, nonché le sementi prodotte dalle piante ingegnerizzate per tutta la durata del brevetto.

    Ma un organismo vivente può essere considerato propriamente una invenzione umana? I geni non sono creati dagli ingegneri genetici che, semplicemente, li spostano da una parte all’altra. Come ha sottolineato un gruppo di scienziati inglesi, "se questo principio fosse stato applicato alla chimica, sarebbero stati brevettati anche gli elementi " (1).

    Riferimenti bibliografici:

    Dalton, H. et al (1997) "Patent threat to research", Nature


    2. Brevetti allargati sulle specie

    Le multinazionali hanno continuato ad utilizzare le leggi sui brevetti per rivendicare la proprietà di intere specie animali e vegetali, puntando a liquidare come volontà di bloccare la ricerca e la competizione il significato delle rivendicazioni locali, senza riferimento alcuno all’invenzione (1).

    Stando al Wall Street Journal, negli Stati Uniti è stata creata almeno una multinazionale il cui "business principale è quello di comprare in blocco brevetti allargati e quindi di portare in giudizio altre compagnie per le violazioni connesse "(2).

    Nel 1994, è stata riconosciuta alla multinazionale Agracetus un brevetto europeo che copre tutte le varietà di soia geneticamente modificate. Le Compagnie concorrenti, compresa la Monsanto, si sono sentite oltraggiate e hanno immediatamente impugnato il brevetto affermando che un tale fatto avrebbe implicato l’effettivo monopolio su tutta la soia GM da parte di un’unica azienda. Monsanto argomentò dicendo che: "l’invenzione manca di un elemento inventivo" e che essa "non…(era) innovativa". Alla fine, la soluzione della Monsanto è stata quella di comprare l’Agracetus insieme con tutti i brevetti, lasciando cadere la vertenza. Come nel caso dei brevetti sulla soia, Monsanto detiene attualmente un brevetto su tutte le varietà di cotone geneticamente modificate, sia in Europa che negli USA.

    Negli Stati Uniti, alla Plant Genetic Systems, una compagnia biotech attualmente di proprietà della AgrEvo, è stato concesso un brevetto su tutte le piante modificate contenenti la tossina Bt.

    Negli Stati uniti, alla Sungene è stato rilasciato un brevetto su una varietà di girasole caratterizzata da un elevato contenuto di acido oleico. Il brevetto non solo include i geni che determinano il contenuto di acido oleico, ma si estende anche a questa caratteristica in quanto tale. La Sungene ha fatto sapere agli altri produttori che lo sviluppo di qualsiasi varietà di girasole caratterizzata da un alto contenuto di acido oleico verrà considerato come una violazione del brevetto (3).

    Riferimenti bibliografici

    (1) GRAIN (1998) From Patenting, Piracy and Perverted Promises, briefing published by Genetic Resources Action International (GRAIN), Barcelona, Spain.

    (2) Lambert W., Hayes A.S. (1990) Investing in patents to suits is curbed. In: Fowler C. (1996) Biotechnology, Patents and the Third World, in Shiva V. and Moser I., eds., Biopolitics: A Feminist and Ecological Reader on Biotechnology, Zed Books, pp.214-225

    (3) Shiva, Vandana, Biopiracy: "The Plunder of Nature and Knowledge", Green books, 1998, p.58


    3. Biopirateria

    I brevetti danno un incentivo commerciale allo sviluppo di Organismi geneticamente modificati e incoraggiano le multinazionali a ricercare per il mondo i geni che potrebbero avere delle applicazioni proficue dal punto di vista commerciale.

    Per i Paesi del Terzo Mondo la diversità genetica rappresenta una ricchezza di per sé stessa. Nelle foreste pluviali del Sud vive più della metà delle specie animali e vegetali del mondo.

    Nell’ambito di ciò che l’industria chiama "bioprospezione", i ricercatori vengono inviati in queste zone per scovare organismi o piante di valore, spesso sopraffacendo la saggezza delle popolazioni indigene. Quindi riportano ai laboratori i campioni dai quali vengono isolati i principi attivi o le sequenze geniche che saranno brevettate come "proprie" invenzioni.

    Per la legge sui brevetti, i sistemi di conoscenza tradizionali e la gente che ha mantenuto e sviluppato la biodiversità nel corso di migliaia di anni contano meno delle normali procedure di laboratorio. In molti casi, alla fine, le comunità devono pagare alle multinazionali i diritti per usare qualcosa che precedentemente era parte integrante della loro eredità.

    In India, l’albero di Neem è stato utilizzato ed apprezzato per migliaia di anni a causa delle sue proprietà antibatteriche ed insetticide. Le multinazionali occidentali hanno ottenuto dozzine di brevetti su queste caratteristiche.

    La bacca dell’oblio, originaria del Gabon nell’Africa Occidentale, contiene un composto dolce che è stato brevettato dalla Università del Wisconsin nella speranza di fare quattrini nel lucrativo mercato dei dolciumi. Nonostante il gusto dolce delle bacche sia ben noto nell’Africa Occidentale, l’università afferma che la sostanza dolcificante (brazzeina) è una sua propria invenzione e non riconosce connessioni con il Gabon.

    Riferimenti bibliografici:

    (1) Shiva V. (1998) Biopiracy: The Plunder of Nature and Knowledge, Green books, pp 73-75.
    - Hirsh M, "Fight For the Miracle Tree", Bulletin,Sep 26,95,pp. 70-71.
    - K.Vijayalakshmi et al (1995), Neem: A User's Manual, Centre for Indian Knowledge Systems and Research foundation for Science, Technology and natural Resource Policy, New Delhi.

    (2) Vandana Shiva as quoted in V.Reyes (1997), "Sangre de Drago: la comercializacón de una obra maestra de la naturaleza", Biodiversidad y Derechos de los Pueblos Acción Ecológica, Quito, pp. 98-11

    (3) GRAIN (1998) Patenting, Piracy and Perverted Promises, briefing published by Genetic Resources Action International (GRAIN), Barcelona, Spain


    Libero mercato

    Molti farmaci moderni provengono da piante tropicali e le comunità indigene hanno una ricca familiarità con le piante medicinali presenti nei loro habitat nativi. Tuttavia l’industria biotech afferma che tale conoscenza assume un valore solo dopo che siano stati spesi i soldi per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti commerciali ed usa tale affermazione per giustificare il fatto che le terre e le comunità da cui hanno origine queste risorse genetiche raramente ricevono alcun compenso. Il brano seguente sembra, però, suggerire che le conoscenze tradizionali hanno per l’industria biotech un peso maggiore di quanto riconosca:

    " Quando decidiamo di sviluppare un farmaco, questo è stato già usato dalle persone per lungo tempo, in certi casi per centinaia di anni e anche di più. Abbiamo una ragionevole certezza che ci sia una minore responsabilità e (minori preoccupazioni) rispetto al problema della sicurezza…. E quando si sta lavorando su piccole molecole, questo solleva sempre un problema potenzialmente molto significativo e sconosciuto, almeno fino a che non le introduci in qualche sperimentazione alquanto dispendiosa sugli animali o negli stessi esseri umani"

    G. Kirk Raab, board chairman and advisor della Shaman Pharmaceuticals

    Un rapporto commissionato da Christian Aid ha valutato che la biopirateria sta drenando risorse dal Terzo Mondo per un valore equivalente a 45 miliardi di dollari l’anno. Nelle rare occasioni in cui l’industria biotech paga lo sfruttamento delle risorse genetiche, i termini dell’accordo rimangono iniqui e sproporzionati.

    A marzo del 1991, la Merck Pharmaceuticals ha firmato un accordo con il Costa Rica che si stima sia la patria del 5-7% di tutte le specie mondiali. In cambio del diritto esclusivo di monitorare, sviluppare e brevettare nuovi prodotti originati da vegetali, microorganismi ed animali viventi nelle foreste tropicali del Costa Rica, la Merck ha pagato 1.1 milioni di dollari per sostenere un programma di protezione della biodiversità. Con una varietà stimata di 500.000 specie, è come se il Costa Rica avesse ricevuto una quota pari a 2 dollari per ogni specie: e non è molto per una multinazionale che vanta un tornaconto di 8.6 miliardi di dollari l’anno. La Merck si è anche accordata per riconoscere una percentuale non specificata (ritenuta tra l’1 e il 3%) per ogni diritto brevettuale pagato sui nuovi prodotti sviluppati a partire dagli organismi originari di queste foreste. Tale accordo, che è stato sponsorizzato dal governo USA e dalla Banca Mondiale come un "modello" per i Paesi del Terzo Mondo, ha molte delle qualità che hanno caratterizzato lo stile commerciale coloniale negli ultimi 500 e più anni. Certe attitudini sono cambiate poco da quando i coloni europei offrivano regali agli Indiani d’America in cambio del possesso dell’isola di Manhattan. Al tasso di cambio della Merck, le risorse genetiche mondiali potrebbero essere comprate per 20 milioni di dollari americani.

    Riferimenti bibliografici:

    Hoke F. (16 October 1996) Recently Ousted Genentech President G. Kirk Raab Named Board Chairman At Shaman Pharmaceuticals, The Scientist, Vol: 9, #20, pg.17.
    Madeley J. (1996) Yours For Food, Christian Aid, UK.
    BNA International Environment Daily (30 June 1993) Biodiversity: Protections Provided in International Pacts Seen As Best Framework for 'Bioprospecting.
    - Blum, E. (1993) Making Biodiversity Conservation Profitable: A Case Study of the Merck/INBio Agreement, Environment 35/4, 16-20 and 38-44.
    - Convention on Biological Diversity. United Nations Environment Programme. United Nations Doc. Na.92-7807: 9-12.
    - Gardner R. N. (1992) Negotiating Survival: Four Priorities After Rio. Council on Foreign Relations Press, New York.
    - GATT Focus 98 (April 1993): 1-4.
    - "If Biological Diversity Has A Price, Who Sets It and Who Should Benefit?." Nature 359 (October 15, 1992).
    - Joyce, C. (1992) Western Medicine Men Return to the Field: Tropical Forest Loss and Fast Lab Techniques are Propelling the Search for Therapeutic Phytochemicals, BioScience 42/6, 399-403.
    - McNeely J. A. et al. (1990) Conserving the World's Biological Diversity. The World Bank, World Resources Institute, International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, Conservation International and the World Wildlife Fund: Gland, Switzerland and Washington, DC.
    - BNA International Environmental Daily (21 July 1992) New Measure Would Cover Extraction of Genetic Resources from Rain Forest.
    - Public Affairs Department, Merck & Company, Inc. (1993) The Merck Story: Serving Society. Roberts, L. (22 May 1992) Chemical Prospecting: Hope for Vanishing Ecosystems?" Science 256, 1142-3.
    - Report from the Instituto Nacional de Biodiversidad (INBio). December, 1992.
    - Sheppard Jr. N. (August 12, 1993) Costa Rica Makes Conservation Pay Country to Benefit From Research Using Its Resources, Chicago Tribune.
    - "The Biodiversity Treaty; Pandora's Box or Fair Deal?" Science 256 (June 19, 1992): 1624.
    - Thernstrom S. (19 April 1993) Jungle Fever: Lost Wonder Drugs of the Rainforest, The New Republic 208, p 12.
    RAFI, Bioprospecting/Biopiracy And Indigenous Peoples: RAFI Communique, published by the Rural Advancement Foundation International.
    Rifkin. J (1998) The Biotech Century, Tarcher and Putnam, p.54.



    5. TRIPs

    Nel 1993, nel Bangalore, mezzo milione di contadini indiani protestarono contro i piani di realizzazione di un sistema internazionale dei diritti di proprietà intellettuale favorito dalle corporazioni transnazionali. Questo accordo, il Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPs), doveva essere firmato nel 1994 e sarebbe stato amministrato dalla World Trade Organization (WTO) il cui primo obbiettivo in programma è quello di rimuovere le barriere al "libero mercato". Tutti i paesi che non sottostanno agli Accordi del WTO sono soggetti ad essere perseguiti e possono andare incontro ad sanzioni onerose.

    I TRIPs rappresentano il frutto di un’iniziativa di una coalizione di multinazionali dall’esplicito nome Intellectual Property Committee che si è imposta sulla vigorosa opposizione dei paesi del Terzo Mondo ricchi di risorse genetiche.

    James Enyart, della Monsanto, così si è espresso:

    "L’industria identificò un problema grosso per il mercato internazionale. Abbiamo ricercato una soluzione, abbiamo formulato una proposta concreta e l’abbiamo presentata al nostro governo e agli altri. Le industrie presenti sul mercato mondiale hanno giocato contemporaneamente il ruolo di pazienti, di diagnostici e di medici in grado di fornire delle ricette".

    L’Accordo TRIPs non impone che le compagnie biotech chiedano un permesso prima di accedere alle risorse biologiche, né richiede che i proprietari dei brevetti condividano i benefici con le popolazioni che abitano le terre da cui hanno origine i geni. Sotto questo accordo, i diversi paesi sono obbligati a modellare le proprie leggi sui brevetti in base alle caratteristiche della legislazione delle nazioni industrializzate, estendendole in modo da includervi gli organismi viventi o attraverso la messa a punto di sistemi equivalenti di proprietà intellettuale.

    I governi di tutto il mondo devono urgentemente richiedere che abbiano fine i brevetti sulla vita e le leggi di libero mercato che minano gli sforzi volti a tutelare la biodiversità.


    Riferimenti bibliografici:

    Enyart J. (1990) A GATT Intellectual Property Code, Les Nouvelles, June 1990, pp 54-56.



    Brevettazione di animali

    Nel 1987, ad un biologo di Harvard veniva assegnato il primo brevetto su un animale. L’"oncotopo" e tutta la sua progenie erano ingegnerizzati per essere geneticamente predisposti a sviluppare il cancro e per essere usati come modelli di ricerca.

    Oggi, per la produzione di prodotti farmaceutici, sono stati geneticamente ingegnerizzati molti animali. Alla pecora Tracey sono stati introdotti geni umani nelle ghiandole mammarie in modo che produca nel suo latte una grande quantità della proteina umana inibitrice dell’elastasi detta alfa-1-antitripsina che, negli esseri umani è prodotta soprattutto dal fegato. Il brevetto è stato concesso dalla Pharmaceutical Proteins Ltd. (PPL) i cui portavoci hanno descritto pecore tipo Tracey come: "piccole industrie pelose che camminano per i prati". E’ stato detto che il successo di Tracey avrebbe fornito "un forte impulso agli ulteriori sviluppi di pecore transgeniche in qualità di bioreattori per la produzione di grandi quantità di proteine farmacologicamente attive".

    La PPL ha anche fatto domanda per un brevetto di ampia portata che copre tutti i mammiferi clonati. Dolly è stato il primo mammifero ad essere clonato con successo nel febbraio del 1997. Un nucleo prelevato da una cellula della mammella di una pecora adulta è stato impiantato in un ovulo privo di nucleo e, trasferito in un’altra pecora, si è sviluppato in Dolly, geneticamente identica alla pecora dalle cui mammelle derivano i nuclei impiantati nelle cellule-uovo.

    Recentemente, un gruppo di ricercatori statunitensi ha annunciato di aver clonato una cellula umana e di averla distrutta nelle prime fasi della divisione, appena dopo "il quarto stadio cellulare, quello dello sviluppo in cui un embrione in provetta viene rimesso nell’utero dove, successivamente, si sviluppa". I consiglieri del governo inglese hanno detto che la clonazione di esseri umani completi dovrebbe essere proibita, ma questi esperimenti che utilizzano "la sostituzione di nuclei cellulari" servendosi di cellule umane dovrebbero essere consentiti nell’ambito della ricerca medica.


    Riferimenti bibliografici:

    European Patent Office, Method for producing transgenic animals, Harvard College, European Patent No. 0169 672.
    From Patenting, Piracy and Perverted Promises, briefing published by Genetic Resources Action International (GRAIN), Barcelona, Spain.
    Coghlan A. (1 March 1997) One small step for a sheep. New Scientist.
    Correspondence from Ma Yong-woon, Biosafety Campaigner at the Environmental Policy Department, Korean Federation for Environmental Movement (KFEM), 251 Nooha-dong, Chongno-gu, Seoul, Republic of Korea. Tel: 82-2-735-7000 fax: 82-2-730-1240. Reported on the 14th December 1998 in the South Korean Newspaper, "Chosun-Ilbo".
    Cookson C. (9 December 1998) Cloned body parts, not babies, may get the thumbs up, The Financial Times, London. The Human Genetic Advisory Commission and the Human Fertilisation and Embryology Authority (1998) Cloning issues in reproduction science and medicine. DTI: London.



    Brevettazione di esseri umani

    In seguito alle forti pressioni esercitate al fine di adeguare la legge europea sui brevetti a quella di paesi come gli Stati Uniti, l’UE ha approvato nel Luglio 1998 la "Direttiva sulla Protezione delle Invenzioni Biotecnologiche". L’industria ha convinto il parlamento Europeo che i brevetti sui geni e sulle linee cellulari umane sono essenziali ai fini dell’innovazione e del progresso della ricerca medica. In molti casi, comunque, i brevetti stanno portando alle multinazionali i profitti derivanti dalla ricerca effettuata nel settore pubblico. Piuttosto che promuovere la ricerca per il bene di tutti, i brevetti hanno il potenziale di trasformare in un’industria dai segreti strettamente vigilati, un settore che prima incoraggiava la condivisione delle informazioni e delle risorse.

    Negli UK, il Manchester Regional Genetics Centre ha ricevuto da una multinazionale canadese la parcella per un test di screening della fibrosi cistica; il conto era di 5.000 dollari per i diritti di sfruttamento, più 4 dollari per ogni volta che la tecnica veniva usata (1) .

    Una multinazionale con base negli USA, la Biocyte, ha ottenuto un brevetto su tutte le cellule originate dal cordone ombelicale dei feti e dei neonati. Questo le dà il totale controllo sul prelievo e sull’uso delle cellule ombelicali e su ogni altra terapia sviluppata che sia connessa con tali cellule (2).

    Nel 1996, il mercato mondiale delle linee cellulari e delle colture di tessuti portava a 426,7 milioni di dollari i profitti delle multinazionali (3). Il Progetto sulla diversità del genoma umano, soprannominato dai critici "progetto vampiro", è concentrato sulla raccolta di campioni di DNA provenienti da 722 popolazioni umane, molte delle quali sono popolazioni indigene (4). I ricercatori, tra l’altro, stanno collezionando campioni di sangue, di capelli e di tessuti provenienti dalla popolazione San del Kalahari, dagli aborigeni australiani, dai Penan del Sarawak, dagli Indiani Latino Americani e dai Saami della Scandinavia settentrionale (5).

    E’ difficile fare una stima di quanti geni umani siano stati brevettati, ma una compagnia valuta a 1.250 i brevetti che il Patent and Trademark Office americano ha rilasciato sulle sequenze geniche umane (6).


    Riferimenti bibliografici:

    A Corner House Briefing (1997) No Patents on Life! A Briefing on the Proposed EU Directive on the Legal Protection of Biotechnological Inventions, The Corner House.
    GRAIN (1998) From Patenting, Piracy and Perverted Promises, briefing published by Genetic Resources Action International (GRAIN), Barcelona, Spain Also http://www.parliament.the-stationery...t/70728-35.htm and http://www.usnews.com/usnews/issue/29cord.htm
    RAFI Communique (1997) The Human tissue trade, published by the Rural Advancement Foundation International.
    Rafi Communique, "Patents, Indigenous Peoples, and Human Genetic Diversity", May 1993,
    Indigenous People Coalition Against Biopiracy (1998) The Human Genome Diversity Project,
    - Kreeger, K.Y. (1996) Proposed Human Genome Diversity Project still plagued by controversy and questions. The Scientist, Vol. 10, No. 20, pp.1-8.
    RAFI (1995) "Corporations receive patents on human genes and their products" RAFI communique.
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