Secondo me di ingresso della Turchia nell’UE almeno a breve termine non se ne dovrebbe proprio parlare. Nonostante tutta la buona volontà che ci possiamo mettere chiunque ne conosca la situazione politica, economica e sociale sospetta che il minimo di coesione relativa di cui l’UE ha goduto fin’ora uscirebbe semidistrutta da un simile colpo. Il fatto che non si è capito o si finge di non capire è che qui non è questione di Turchia islamica o non islamica oppure di Turchia storicamente europea o non europea: anche a trascurare le varie questioni geografiche e culturali si parla di un paese di grandi dimensioni e reddito molto basso, in cui la corruzione politica è piuttosto forte ad ogni livello dell’amministrazione, la criminalità organizzata è padrona di mezza economia, l’esercito (di dimensioni spropositate per un paese del genere) ha un forte potere di controllo sul parlamento, l’inflazione viaggia intorno al 25%, il debito estero intorno ai 60 miliardi di € e i diritti umani sono rispettati solo sulla carta, come recentemente confermato più di una volta da Amnesty International.
Contando anche che un sistema politicamente fragile come l’UE nella sua organizzazione attuale avrà già molto da fare a digerire l’allargamento all’Europa dell’est, la Turchia rappresenta un mattone troppo pesante sullo stomaco, in un futuro che per l’Europa è già troppo indefinito e incerto. Esiste un limite alle possibilità del nostro sistema di assorbire nuove unità, a meno che non si concepisca l’UE come un semplice strumento da sfruttare, che mai dovrà progredire verso una forma di organizzazione politica decente… ed è proprio questo il punto.
Non è certo per amore della Turchia che la maggior parte dei politici la vuole dentro: la verità è che anti-europeisti e finti europeisti hanno ideato proprio un bel piano per fare quello che non è politicamente corretto dire apertamente: cercare di far affogare definitivamente anche il poco di buono che c'è nella famosa "questa Europa che non vogliamo" del loro tipico slogan-cantilena standard in un bel brodino annacquato, semplice mercato economico e nient'altro di più, che secondo alcuni dovrebbe comprendere addirittura anche Russia, Ucraina, Israele e chissà chi altri. Su questo direi che non ci sono dubbi, visto anche il caloroso appoggio di Gran Bretagna e USA alla Turchia, anche se non è l’unico motivo. La questione è anche e soprattutto economica: la Turchia importa dall’UE il 40% circa dei prodotti importati in totale ed esporta nell’UE il 50% della produzione esportata, quindi è chiaramente interesse e premura di un gran numero di lobbies economiche e commerciali europee fare in modo che gli affari con la Turchia siano agevolati.
Poi nell’opinione pubblica c’è anche chi ritiene opportuno l’allargamento per questioni puramente geopolitiche o presumibilmente solo per quelle: per alcuni sarebbe un modo di rafforzare l’influenza dell’UE sul medio oriente, per gli estremisti un modo per fare massa a livello europeo in funzione anti-americana o anti-israeliana oppure contro il resto del mondo islamico, questioni tutte piuttosto teoriche che non tengono conto dello stato di fatto in cui si trova l’UE e della sua scarsa o nulla consistenza attuale nella politica estera.
Facciamo il punto della situazione:
1) Di solito si parte dall'assunto principale che la Turchia moderna è storicamente europea perchè la sua storia è prevalentemente europea, cosa che poi è vera ma che in termini concreti non vuol dire assolutamente niente ai fini del suo ingresso (allora a questo punto perchè non far entrare anche paesi come USA, Canada o Australia? Discendono dagli europei e sono stati molto legati alle faccende europee, oltre a non trovarsi nel continente europeo come la Turchia).
2) Se si ritiene che la distanza socio-culturale con la Turchia sia troppo elevata e si fa notare che c'è un limite a quello che dovrebbe essere considerato "europeo", perchè oltre alla storia contano anche altri fattori, le tattiche sono fondamentalmente 2:
- alcuni, sia in buona che in cattiva fede, la buttano tutta sullo scandalo del razzismo o presunto tale di chi non vuole la Turchia perché islamica, metodo molto sfruttato ultimamente anche perchè negli ambienti dell’estrema destra si cominciano ad alzare grandi voci di protesta nel tipico stile intollerante verso gli islamici.
- altri cercano di minimizzare le differenze che ci sono con la cultura turca, magari portando esempi di quelle che ci sono all'interno dell'Europa stessa, o la buttano addirittura sulla paura che anticamente la Turchia faceva agli europei… un po’ scarsina come argomentazione però…
3) L'altra colonna portante (e relativo slogan da ripetere come grammofoni incantati in ogni discussione) è che la Turchia sarebbe un "ottimo ponte verso il mondo islamico", ma nessuno si azzarda mai a spiegare cosa vuol dire in termini concreti quest'affermazione...
Il discorso è lungo, ma in generale dati gl'interessi e i legami profondi della Turchia con l'area mediorientale e dato che nell'UE di oggi gli stati mantengono comunque il diritto di anteporre i propri comodi all'interesse comune non vedo proprio in che modo la Turchia possa fare da "ponte" dentro l'UE più di quanto lo faccia oggi fuori dall'UE...
Comunque la musica cambia quando si arriva a questioni più concrete, quando alle discussioni storico-filosofiche si aggiungono i “dati scientifici” e i fatti:
4) Se si cita lo stato dei diritti umani in Turchia, quello della democrazia, della criminalità e quello economico di storia ce n'è davvero poca e i pro-turchi di quelli in malafede si sentono più di tutti con le spalle al muro. Di solito cercano di glissare facendo finta di niente o la buttano all'istante in confronti approssimativi con i candidati all'ingresso dai redditi più bassi, quasi sempre Romania e Bulgaria.
5) Alcuni liquidano in fretta tutta la questione dicendo che in ogni caso e tutto considerato noi abbiamo preso impegni con la Turchia e non possiamo più tirarci indietro, pena soprattutto dimostrare agli islamici che l'Europa è una "fortezza chiusa" o il rischio di creare cataclismi politici e altre idiozie del genere, oppure accusano di perbenismo o addirittura di “euroscetticismo”, forse non sapendo che le perplessità su quest’allargamento sono molto forti anche fra europeisti e federalisti europei.
L'unica critica veramente sensata e condivisibile è che escludendo la Turchia si farebbe un bel danno ai democratici turchi ma c'è un limite a quello che può fare l'Europa, almeno nella pessima forma in cui si presenta oggi… insomma, è meglio dire le cose come stanno e rimanere con i piedi per terra. In ogni caso non me la prendo con chi vuole l’ingresso della Turchia perchè pensa realmente che sia vantaggioso per tutti: le mie accuse sono rivolte più che altro a chi non lo pensa ma per interesse personale fa finta di crederlo, a chi considera l’UE solo come un bel giocattolo che può essere buttato quando non serve più…e secondo me sono in molti, molti più di quanto non appaia a prima vista.




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