SIMONA T., MUSULMANA D’ITALIA?
ALLA MOSCHEA DI ROMA: CONVERTITA DA TEMPO ALLA FEDE ISLAMICA
La libertà, diceva trionfante il saggio barone Montesquieu, è un bene che fa “godere”. Ma “Corpo e Anima – osservava malinconico Paul Valéry - purtroppo non hanno gli stessi tipi di piacere, o almeno raramente ne godono allo stesso tempo".
Ben detto, al punto che il sommo Corrado Guzzanti satireggiò in un suo libro: “Abbiamo sempre immaginato la fine del mondo come un evento esterno: guerra atomica, poli che si squagliano, meteoriti giganti... E se invece arrivasse con un gigantesco esaurimento nervoso?”
E così in un mondo-cane in cui le ideologie sono frottole, le utopie chimere, le rivoluzioni eventi epocali ma deludenti, la storia un rebus indecifrabile, la politica un ramo dell'industria della menzogna, non ci rimane che attaccarsi a Dio. Nel senso di “essenza religiosa”, la cui migliore definizione resta: “Ciò che manca anche quando non manca niente”.
Se negli anni Settanta erano tutti maoisti con l’eskimo, negli anni Ottanta i giovani, periferici e no, scoprirono l’”essenza” vagabondando in India con tuniche arancione. Il fascino dell’Oriente, i versetti del Corano, Buddha di qua Buddha di là, il guru che diventa paraguru, eccetera. Perfino la turbolenta Madonna ha smesso di far la sporcacciona a tempo pieno e mette al mondo una bambina che chiama Lourdes Maria. Oggi si fa chiamare Easther ed è a disposizione della Kabbalah.
Si è entrati nella sezione "Spiritualità & Aldilà", dove siamo autentici abusivi, perché l’indiscrezione in nostro possesso coinvolge lo stato religioso di una eroina dei nostri giorni. Simona Torretta non è solo una ''veterana'' dell'Iraq - la sua prima volta a Baghdad risale al 1994 – ma è anche un “veterana” dell’Islam.
Alla Moschea di Roma giurano su Allah che Simona T. si sia convertita da tempo alla fede islamica. E, aggiungono, della conversione non se ne deve parlare perché ne è all’oscuro anche la madre (è orfana di padre).
Ps. L’eventuale status islamico di Simona T. può aver influito sulla liberazione?
Dagospia 30 Settembre 2004


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