Ieri, durante la trasmissione del TG3 Primo Piano, abbiamo assistito al dibattito fra Letta e Baldassarri. Quest'ultimo ha di fatto monopolizzato il poco tempo a disposizione, con la conseguenza di sbilanciarsi in affermazioni che ci lasciano esterefatti.
Una su tutte: "...il PIL aumenta del 4,4%". Si trattava di giustificare flussi fiscali in aumento del 3,5% che - secondo Letta (e secondo chiunque abbia un minimo di sale nella zucca) - comporteranno un aumento della pressione fiscale.
Baldassarri può senza dubbio sperare che questa semplice operazione aritmetica si realizzi: PIL + 4,4 - Fisco (+3,5%) = + 0,9% soldi in tasca o benessere o risparmio o comunque disponibilità per consumi ed investimenti.
Peccato che esistono fatti esogeni ed endogeni già determinanti a contraddire questa affermazione. Anzi che lasciano riporre questa affermazione nel ripostiglio dei sogni (o delle puttanate, se preferite).
IMF stima la crescita occidentale complessiva non superiore al 2,5%; la BCE fra l'1,9 ed il 2,4%. Per l'Italia, la Banca d'Italia (conoscendo i suoi polli) è leggermente più pessimista.
Qualora Baldassarri volesse rinsavire, gli offriamo un bagno di verità. Oltretutto non ci vuol molto, anzi considerata la statura (politica) per lui basterebbe una bacinella.
Informauro




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