Il Premio Per Anger 2004 è stato assegnato a S.E.R. Monsignor Gennaro Verolino.

Venerdì 1 ottobre 2004, presso l'Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, il governo svedese ha premiato S.E.R. Mons. Gennaro Verolino per il suo impegno disinteressato e per il suo eroismo. La cerimonia di assegnazione si è svolta alla presenza del Primo Ministro di Svezia Göran Persson.

Per il 2004, il Premio Per Anger per l'impegno umanitario e in favore della democrazia è conferito a S.E.R. Mons. Gennaro Verolino, perché ha dato il meglio che un uomo può dare, in un'epoca in cui la nostra storia mostrava invece gli esempi più terribili di cosa la mente umana possa produrre.

Con questa motivazione il Forum di Storia Contemporanea Svedese assegna il riconoscimento per l'ingegno e lo spirito eroico che consentirono a Mons. Verolino di salvare tanti ebrei durante l'occupazione tedesca a Budapest nel 1944. Il Premio è stato istituito in memoria del diplomatico svedese Per Anger, il quale durante la seconda Guerra Mondiale a Budapest insieme a Raoul Wallenberg aveva salvato molti ebrei dalla persecuzione nazista rilasciando "passaporti di protezione" svedesi. A quei tempi Monsignor Gennaro Verolino era segretario presso la Nunziatura Apostolica a Budapest. A distanza di 60 anni l'Arcivescovo Gennaro Verolino vive a Roma. L'impegno e l'altruismo dimostrati da Mons. Gennaro Verolino e dall'Ambasciatore Per Anger costituiscono un esempio di grande importanza sia oggi che per il futuro

Riuscì a salvare, nella Budapest del 1944, quasi 25 mila ebrei dai campi di sterminio nazisti. Ma il nome di mons. Gennaro Verolino, allora giovane segretario di nunziatura vaticana nella capitale ungherese, era rimasto finora del tutto sconosciuto.

Ieri, in una cerimonia affollata a Roma, il primo ministro svedese, Goran Persson, gli ha reso giustizia, consegnandogli di persona il premio "Per Anger", istituito quest'anno a Stoccolma in rinoscimento dell'impegno umanitario.

Gennaro Verolino ha oggi 98 anni. E' dal 1986 in pensione dopo una vita trascorsa al servizio della diplomazia vaticana. Nonostante l'età, è ancora lucidissimo e ricorda perfettamente quei mesi tragici sotto l'occupazione nazista. "Rifarei tutto daccapo", proclama.

Insieme a Raul Wallenberg ( il diplomatico svedese che salvò migliaia di ebrei e probabilmente morì in un lager sovietico) e a Per Anger ( anche lui un funzionario di ambasciata), Verolino distribuiva salvacondotti e organizzava case sicure per proteggere gli ebrei. Adesso il suo premio, ventimila euro, lo destinerà ad un centro di cura per ragazzi palestinesi.