[...] Oggi secondo la Banca mondiale valgono cento miliardi di dollari l’anno. Il flusso di denaro che i lavoratori immigrati mandano alle famiglie nei Paesi d’origine è ormai un fenomeno sotterraneo ma potente nell’economia mondiale. Rappresenta il 7% del reddito dell’India e delle Filippine. In pochi anni, supererà gli investimenti diretti verso i Paesi destinatari e già ora vale il doppio degli aiuti allo sviluppo mandati dai governi delle economie prospere.
Le rimesse degli immigrati sono una leva della globalizzazione, una risposta alla crisi delle economie emergenti, la quadratura del cerchio per l’apertura di nuovi mercati. In potenza. In pratica per mandare cento dollari a casa, un taxista pakistano a New York deve lasciarne fino a venti all’agenzia che li trasferisce. Per una colf filippina a Milano o a Roma i problemi non sono diversi. E il fenomeno è di prima grandezza: nel 2001 le rimesse dall’Italia valevano 2,6 miliardi, l’anno scorso erano più che raddoppiate a 6 [...] Su iniziativa del ministero dell’Economia e della Banca d’Italia, al vertice di Sea Island Roma presenterà un <<piano d’azione>> per i Grandi sulle rimesse [...] Le ricette si concentrano in realtà in buona parte sul sistema bancario. L’Italia e il G8 sosterranno che bisogna agevolare l’accesso degli immigrati agli sportelli e magari i gemellaggi fra banche <<corrispondenti>> nei diversi Paesi [...].
F. Fubini, Corriere della Sera, 3/6/2004




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