Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia e della Digos di Brescia e Cremona, hanno portato all’arresto di alcuni nordafricani e all’iscrizione di una trenita di loro nel registro degli indagati.
Al centro di questa indagine, la moschea di Cremona, frequentata da molti degli indagati.
La cellula radicale islamica, sviluppatasi a Cremona era nota dagli inquirenti già dal 1998, e si dedicava alla predisposizione di documenti falsi, aderiva all’organizzazione terroristica “gruppo islamico marocchino combattente”, procedeva a raccogliere ogni possibile documentazione tecnica utile a costruire ordigni esplosivi, alla fabbricazione, costruzione e assemblaggio di armi, anche da guerra.
Si incitavano inoltre i musulmani alla lotta armata, diretta all’espugnazione cruenta del mondo occidentale.
La cellula islamica di Cremona era in grado di utilizzare anche armi pesanti e di colpire con tecniche e strategie preparate a tavolino.
I suoi imam avevano in moschea tutto quanto serviva.
È quanto emerge dalle carte che i magistrati della Procura Distrettuale di Brescia hanno sequestrato dal 1998 al 2002.
Una molte di pubblicazioni e di disegni che raffigurano scenari da vero e proprio terrore a partire proprio da un opuscolo di 15 pagine intitolato “dispensa sul carro armato”.
Trovati perfino i disegni per assemblare i missili RPG7
(Fonte: Libero, giovedì 7 ottobre 2004, pag. 11)




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