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  1. #1
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito SINISCALCO:le misure sul sommerso NON SONO NUOVE TASSE

    SINISCALCO, NESSUNA SOVRASTIMA CRESCITA PIL
    Nel Dpef il governo non ha fatto ''alcuna sovrastima della crescita'' del Pil, e questa e' stata una scelta ''adottata deliberatamente'' dall'esecutivo. Lo ha detto il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco alla Camera illustrando le linee guida della Finanziaria.

    SINISCALCO, TETTO 2% CI AGGANCIA A MAASTRICHT
    ''Ci agganciamo alla nozione di indebitamento netto rilevante per l'Europa e per i mercati'': lo ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, intervenendo alla camera in merito al tetto del +2% alle spese della pubblica amministrazione.

    La forma che assumera' l'agganciato alla Finanziaria ''dipendera' in parte da quello che sara' il suo contenuto: non escluderei che alcune delle questioni saranno presentate in forma di emendamento ed altre in forma di collegato vero e proprio'': lo ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, replicando in aula alla Camera alle domande dei deputati sulla Finanziaria.

    ''Questa parte della manovra - ha precisato - non e' che ce l'abbiamo pronta e chiusa nel cassetto ma e' oggetto di discussione all'interno della maggioranza e con le stesse parti sociali. Lo strumento legislativo quindi dipendera', evidentemente, dalla forma che queste stesse cose prenderanno''.

    SINISCALCO, CI METTE AL RIPARO DA VALANGA DEFICIT
    La Finanziaria 2005 e' ''un esercizio equilibrato che leva il problema del tendenziale finito fuori controllo, il tendenziale, non i conti e ci mette al riparo dalla valanga che poteva caderci sulla testa'': lo ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, intervenendo in aula alla Camera sulla manovra 2005. ''Ora - ha aggiunto - si puo' parlare di politica economica di riforme e del potere d'acquisto che e' al centro delle preoccupazioni dei cittadini''.

    SINISCALCO, MANOVRA NETTA SU P.A. E' DI 5,5 MLD
    La manovra netta sulla spesa della Pubblica Amministrazione ''ammonta a 9,5 miliardi. 9,8 nella relazione tecnica, ridotti di 300 milioni per le tabelle''. Lo ha precisato il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, intervenendo in aula alla Camera. La cifra a cui ha fatto riferimento il ministro ''non e' di 6,2 miliardi - ha precisato lo stesso - come e' scritto in qualche presentazione. Quello non e' il numero giusto, la relazione tecnica e' quella che fa fede''.

    SINISCALCO, TETTO 2% NON SARA' GENERALIZZATO
    Il tetto del 2% alle spese della pubblica amministrazione ''non sara' generalizzato'': lo ha precisato, in aula alla Camera, il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Il ministro ha spiegato che ''Ci sono alcune categorie, 6 o 7, su cui ci sara' una diversa applicazione. Questa rideterminazione - ha aggiunto - potra' riguardare anche alcuni investimenti di spesa fissi lordi''.


    04/10/2004 17:23

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  2. #2
    brescianofobo
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    Predefinito

    E chi ce li caccia, allora, i soldi, babbo natale?

    Lunedì 4 Ottobre 2004, 14:02


    Finanziaria, da revisione studi di settore 3,8 mld - Relazione
    ROMA (Reuters) - E' di 3,808 miliardi il maggior introito in termini di cassa atteso nel 2005 dalla revisione degli studi di settore.


    E' quanto si legge nella relazione tecnica del ministero dell'Economia alla Finanziaria, distribuita con il testo oggi alla Camera, nel commento all'articolo 34, commi 1-20 riguardante la cosiddetta manutenzione della base imponibile.


    Il dato comprende i 3,314 miliardi di imposte dirette e Iva ed i 494 milioni dell'Irap.


    La relazione dice che "prudenzialmente non si è tenuto conto dei possibili incrementi derivanti da una più efficace azione di contrasto all'evasione che trova fondamento nell'introduzione nell'ordinamento di più efficaci norme per l'accertamento".

  3. #3
    Silvioleo
    Ospite

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    appunto...LOTTA ALL'EVASIONE,STRUMENTO DI ACCERTAMENTO CHE POSSA MEGLIO FAVORIRE IL "DIALOGO"FISCO-CONTRIBUENTE...NON NUOVE TASSE

  4. #4
    brescianofobo
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    In Origine Postato da silvioleo
    appunto...LOTTA ALL'EVASIONE,STRUMENTO DI ACCERTAMENTO CHE POSSA MEGLIO FAVORIRE IL "DIALOGO"FISCO-CONTRIBUENTE...NON NUOVE TASSE
    Ma và a dà via i ciapp, dialogo fisco-contribuente

    Toglieteci l'IRAP se volete dialogare, buffoni.

    Vogliono far pagare 3,8 miliardi di euro in più alle imprese, già spremute dal condono "quasi obbligatorio", se no' Tremonti ti mandava la Guardia di Finanza, come ha scritto nero su bianco nelle istruzioni al modello.

    Non si farebbe prima a tagliare gli sprechi di Palazzo Chigi, che ci costa 4,1 miliardi di euro l'anno, come denunciato dalla Corte dei Conti?

  5. #5
    Silvioleo
    Ospite

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    In Origine Postato da brunik
    Ma và a dà via i ciapp, dialogo fisco-contribuente

    Toglieteci l'IRAP se volete dialogare, buffoni.

    Vogliono far pagare 3,8 miliardi di euro in più alle imprese, già spremute dal condono "quasi obbligatorio", se no' Tremonti ti mandava la Guardia di Finanza, come ha scritto nero su bianco nelle istruzioni al modello.

    Non si farebbe prima a tagliare gli sprechi di Palazzo Chigi, che ci costa 4,1 miliardi di euro l'anno, come denunciato dalla Corte dei Conti?
    la lotta all'evasione non doveva essere una priorita'?affinare uno strumento di accertamento accordandosi con le categorie da quando vuol dire aumentare le tasse?menti sapendo di mentire....



    Lettera al “Corriere della Sera” - BERLUSCONI: SUL TAGLIO DELLE TASSE STO ANDANDO AVANTI

    Egregio direttore,
    la perentorietà con cui il professor Panebianco, nell’editoriale di ieri, dichiara ¬archiviata la promessa con cui Berlusconi vinse le elezioni del 2001, una generalizzata riduzione delle tasse», mi ha francamente sorpreso. Panebianco è un osservatore attento e scrupoloso della vita politica e mi colpisce che, in questa occasione, gli siano sfuggiti molti, evidenti fatti. Vale la pena allora ricordarne alcuni, a beneficio non solo di Panebianco, ma dei lettori del Corriere. ¬Meno tasse per tutti» non è stato solo uno slogan elettorale, ma una linea costante dell’azione di governo in questi tre anni. Con la Legge finanziaria per il 2003 il governo ha tagliato le tasse sui redditi personali per quasi 6 miliardi di euro, a beneficio dei redditi medio- bassi al di sotto dei 25 mila euro all’anno.

    Ed è stato anche un modo per difendere le famiglie meno fortunate dalla fiammata dei prezzi determinata dal passaggio dalla lira all'euro, le cui modalità non sono state definite dal nostro governo che invece ha varato una vasta area di totale esenzione, la ¬no tax area», l'abolizione dell'imposta di successione, dell'imposta sulle donazioni, e altre numerose facilitazioni per i contribuenti. Accanto a questi provvedimenti per le persone, il governo ha adottato una serie di misure di riduzione fiscale a favore delle imprese, come ad esempio la legge Tremonti-bis, l'abbassamento al 33% della tassa sul reddito delle società, una prima riduzione dell'Irap, l'esenzione dalla tassazione delle plusvalenze, il nuovo regime semplificato dei dividendi e delle plusvalenze dei gruppi di imprese. Tutti questi provvedimenti, insieme al primo taglio delle tasse, hanno abbassato la pressione fiscale al 41,3%, rispetto al 42,1% a cui l'avevano portata i governi precedenti, e ciò al netto dei condoni, che sono ad adesione spontanea e rappresentano il recupero di somme non pagate a tempo debito.

    Ma veniamo all'oggi. Con il Documento di programmazione economica e finanziaria, il governo ha deciso di ridurre, nel biennio 2005-2006, l'imposizione fiscale per 12 miliardi di euro, un punto del prodotto interno lordo. E ha stabilito di ridurre, dal 1° gennaio 2005, le aliquote sul reddito personale a tre: 23%, 33%, 39%. (Una ulteriore riduzione di 12 miliardi, se gli italiani ci confermeranno la loro fiducia, sarà realizzata nel 2007 e nel 2008, in modo da arrivare ad abbassare la pressione fiscale globale al 39% del Pil). Questo obiettivo - che è e che resta al primo posto degli impegni del presidente del Consiglio, del governo, della maggioranza ed è pienamente condiviso dal Tesoro - sarà realizzato attraverso due strumenti: la legge finanziaria e un provvedimento ad hoc per il taglio delle tasse e il rilancio della competitività. I due provvedimenti procederanno insieme in Parlamento e saranno approvati entro il 31 dicembre, per entrare in vigore il 1° gennaio.

    Con la legge finanziaria - che, detto per inciso, non contiene, come invece asserisce Panebianco, le "manette agli evasori" né l'aumento della pressione fiscale da parte degli enti locali - si rispettano, per il quarto anno consecutivo, gli impegni previsti dal Trattato di Maastricht: contenimento del rapporto del deficit sul Pil sotto il 3% e riduzione del debito pubblico. Con la riduzione fiscale in preparazione si realizzerà la politica economica del governo. Che è esattamente quella che Panebianco, nel suo articolo, descrive e che io per primo ho sintetizzato nella equazione per lo sviluppo: meno Stato, meno tasse sulle persone, sul lavoro e sulle imprese, uguale: più competitività, più sviluppo, più lavoro. Quindi, maggiori entrate dell'erario, nuova ricchezza e più risorse per trasformare lo Stato sociale in un vero ¬Stato amico». La scelta di presentare prima la Finanziaria e poi la riduzione fiscale è dettata da un'unica esigenza: dare immediatamente un segnale forte ai mercati internazionali sull'affidabilità finanziaria del nostro Paese, gravato dal terzo debito pubblico del mondo che abbiamo ereditato dai precedenti governi e che abbiamo ridotto al 106% del Pil. E quindi, una volta incassata la credibilità sui conti pubblici, realizzare gli obiettivi di politica economica.

    Questo è il programma del governo. C'è un punto, però, degli argomenti di Panebianco che condivido e che mi sta particolarmente a cuore. Esiste un partito delle tasse e degli sprechi, un complesso blocco sociale che è trasversale ai blocchi politici. Questo partito è ben rappresentato dall'opposizione che in queste settimane sta discutendo se proporre, nel suo programma elettorale, la reintroduzione dell'imposta sulla successione e una tassa sul patrimonio.
    Concordo anche sull'affermazione che le maggioranze disorganizzate difficilmente prevalgono sulle minoranze organizzate. E il partito delle tasse è una sommatoria di quelle minoranze. Mi limito a dire, però, che se dieci anni fa decisi di lasciare la mia attività di imprenditore, che pure non mi aveva lesinato soddisfazioni, e decisi di affrontare quella che considero la più impegnativa fatica della mia esistenza, è perché ho voluto e voglio organizzare - e mi pare di esserci finora riuscito - quella maggioranza degli italiani che sono convinti della necessità di cambiare profondamente l'Italia. Come intendo farlo? Con le 24 riforme che abbiamo in parte realizzato e che stiamo portando a termine. E con la riduzione della pressione fiscale, che comprende anche la riduzione delle aliquote che sarà in vigore dal 1° gennaio 2005. Soltanto allora vedremo se il partito del benessere e dello sviluppo, per il quale mi batto, sconfiggerà definitivamente il partito delle tasse.

    Cordialmente,
    Silvio Berlusconi
    Lettera al "Corriere della Sera" del 3/10/2004

  6. #6
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    In Origine Postato da silvioleo
    la lotta all'evasione non doveva essere una priorita'?affinare uno strumento di accertamento accordandosi con le categorie da quando vuol dire aumentare le tasse?....
    .....
    .....
    E C O N O - T R A D U Z I O N E




  7. #7
    brescianofobo
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    In Origine Postato da silvioleo
    la lotta all'evasione non doveva essere una priorita'?affinare uno strumento di accertamento accordandosi con le categorie da quando vuol dire aumentare le tasse?menti sapendo di mentire....

    lotta all'evasione? Con 16 condoni in due anni? E che evasione vuoi recuperare, adesso, che è tutto condonato fino al 2002 compreso?

    Te la dico io la furbata del lottatore all'evasione: il concordato preventivo triennale.

    In pratica l'Agenzia delle Entrate ti dice quale dovrebbe essere il tuo reddito dei prossimi tre anni: se è più basso di quello di adesso, ti adegui e paghi meno tasse, se è più alto non ti adegui e continui a pagare come ora.

    Se paghi la mazzetta come ai bei tempi della Vanoni allora l'ufficio delle imposte è buono e ti accerta un reddito basso, altrimenti no.

    Si torna indietro di 30 anni. Voglio vedere come fanno ad aumentare le entrate di 3,8 miliardi di euro con questi sistemi.

    E poi perchè se la prendono sempre con le piccole imprese? Dici che c'entra qualcosa il fatto che Mediaset è una grande impresa?


  8. #8
    Silvioleo
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    se non avete nemmeno una nozioncina di base x quanto riguarda il diritto tributario beh,mica è colpa mia...quindi lotta all'evasione,revisione degli studi di settore sarebbero nuove tasse?FALSITA'

  9. #9
    brescianofobo
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    In Origine Postato da silvioleo
    se non avete nemmeno una nozioncina di base x quanto riguarda il diritto tributario beh,mica è colpa mia...quindi lotta all'evasione,revisione degli studi di settore sarebbero nuove tasse?FALSITA'
    Allora, me lo dici o no chi li dovrebbe cacciare i soldi per risanare i buchi di bilancio dovuti agli sprechi di Berlusconi?

  10. #10
    Silvioleo
    Ospite

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    In Origine Postato da brunik
    Allora, me lo dici o no chi li dovrebbe cacciare i soldi per risanare i buchi di bilancio dovuti agli sprechi di Berlusconi?
    x esempio chi finora ha evaso le tasse....è un esempio

 

 
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