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  1. #1
    Abraxas
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    Predefinito Sulle scelte da compiersi in relazione alla Tradizione

    Pax Pleroma,

    La Tradizione Universale e Perenne, non ha qualità determinate da pesi e misure quali il tempo e lo spazio, per la semplice ragione che queste ultime sono relazioni, assieme ad altre, che si pongono in essere nella manifestazione creativa (dispiegamento polare), che è il sensibile, il percettibile della Tradizione stessa.
    Nel corso degli anni ho maturato l'assoluta e granitica convinzione che la Tradizione Universale e Perenne, altro non rappresenti il pensiero divino: la sfera ontologica.

    Essa è la Barbelo gnostica, dal cui sottostante tutto discende, essa è il Phat egizio, essa è l'ipostasi neoplatonica, o la Lux Increata cabalistica.

    Ma l'uomo si trova, in prima istanza, ad agire su di un piano fenomentico, sensibile, dove immancabilmente tutto è relativo, come è relativo il pretendere di rapportare l'universo interno ad uno spillo su di un tavolo.

    E' attraverso i nostri sensi che percepiamo la realtà(?), ed in base al nostro pensiero razionale che la decodifichiamo. Un colore, una sensazione, un odore, o quanto altro, non ha valore di oggettività fra uomini, ma di sfumatura peculiare e personale.

    Ciò accade anche quando, taluni uomini, hanno l'ardire di interrogarsi attorno alla manifestazione del pensiero divino, che tutto ha regolato, loro stessi compresi. Ecco quindi che l'intelletto, frutto di quel rizoma perenne dell'animo umano, percepisce con distinguo, in base a quanto è frutto del patrimonio esperienzale.

    Ho sempre definito, e continuerò a farlo, la Tradizione Universale e Perenne come un fiume carsico che ogni tanto affiora, generando laghetti, e corsi d'acqua, in prossimità di singoli illuminati, o di comunità iniziatiche. Ma quando esso affiora, il corso che si determina è quello dettato dall'ambiente circostante, e non certo quello disegnato da ambiente riscontrabile a mille e mille chilometri di distanza.

    Ecco quindi che impossibilitati, a prescindere dai vaneggiamenti teosofici, nel comprendere la filosofia Universale e Perenne, dobbiamo cimentarsi, con gli strumenti di cui disponiamo, le qualità che ci animano, e le interfaccie innate, allo studio di quelle tradizioni particolari, che altro non sono il riverbero della prima, come un raggio di Sole che colpendo diverse anfore di cristallo colorato, genera difformi e cangianti armonie luminose.

    Quello che però a molti sfugge, è che noi siamo le stesse anfore, della metafora di cui sopra, e siamo stati impastati con sabbia ed acqua di un luogo. Il nostro corpo fisico, il nostro vettore, è frutto del connubio quaternario, che trova miscela e composizione qui, e non altrove. Cosa facciamo ? Auspichiamo di essere altra anfora perchè il gusto dell'esotico anche in esoterismo è sempre alla moda, oppure con il fare del bimbo che copia i compiti dal compagno accanto, di cui ignora, essendo il primi giorni di scuola, l'effettiva preparazione, correndo il rischio che esso sia ben più asino di se medesimo.

    Nei fatti l'Oriente ha perso in modo più grave la propria aurea di spiritualità dell'Occidente , in quanto se è vero che globalizzazione e consumismo sono mostri partoriti dalla nostra fervida mente, è anche vero che i figli di oriente si sono prostituiti ad un idolo che neppure hanno avuto l'inferino ingegno di modellare con le loro mani. Palesando una debolezza spirituale, pari e al contempo diversa, rispetto a quella occidentale. Non dimentichiamo la volgarizzazione del sistema delle caste, non dimentichiamo come certi chiaccherati maestri trovino i loro natali proprio in tale porzione del mondo, non dimentichiamo gli odi e le barbarie commesse ancora oggi fra illuminati induisti, o fra gelosi monaci buddisti.

    La Cina, patria del Tao, si conforma alle leggi di mercato, dopo che a suo tempo aveva piegato la schiena e la mente al comunisto, anch'esso figlio dell'occidente. L'India è divorata dal cancro della povertà, della miseria, della fame, della perenne baratro atomico con il vicino Pakistan, mentre i suoi figli più dotati, fuggono negli Usa in cerca di lavoro qualificato, e del sistema di vita occidentale. Il Giappone ha da 150 anni rinunciato alla propria tradizione, e rappresenta oggi il Modello Occidentale. Nel Tibet a poco sono valse le preghiere e i riti sciamanici, innanzi ai fucili e alle bombe dell'esercito comunista cinese. Stendiamo un velo pietoso sul sud-est asiatico..... Cosa si dovrebbe fare noi occidentali andare ad elemosinare spirito e saggezza, da chi non è in grado di infondere ne l'una e nell'altra nella propria terra ?

    Se tutto il mondo è paese, allora io preferisco ancora oggi il mio di paese, a cui sono legato sicuramente da una linea di sangue che mi ha portato a nascere in Italia, in Europa, affinchè la mia anima potesse apprendre, ciò che è velato nella mitologia e filosofia greca, a calcificare le mie ossa nel diritto e nell'organizzazione romana, a edificare un tempio ricorrendo ai pesi e alle misure dei misteri egizi, e a bere e mangiare il sangue e il corpo del Cristo, lo gnostico perfetto.

    Dell'oriente non mi curo, se non marginalmente. Avrò avuto altre vite, e avrò altre vite per studiarlo. Non mi va di comportarmi come colui che giunto in terra straniera come turista, corre in libreria a si compra la cartina geografica di un paese terzo, e pretende di percorre le strade della prima con l'ausilo di essa, oppure ipotizzare di essere altrove.

    MilleNomi

  2. #2
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    Predefinito

    Quello che è vero è che l'universo sensibile non ha valore oggettivo, finisce sempre per risolversi in una proiezione mentale individuale in mancanza della Gnosi che è in grado si sollevare quel "velo" che nasconde la vera essenza delle cose.

    Ricordiamoci che in questo eone la bellezza è una illusione essendo copia imperfetta della Verità.

    Ho trovato nella Dottrina del Vedanta e del Samkhya, ma anche i certi filosofi come Schopenhauer e nel poeta G. Leopardi molte intuizioni che mi hanno aiutato ad inquadrare molti problemi.

    Spero di poter approfondire.

    Saluti.
    2010:

  3. #3
    Abraxas
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    Nessuno può mettere in dubbio quanto di cui sopra. Ma permettimi di ricordare che l'uomo occidentale ha come primo obiettivo quello di apprendere, dal frutto che l'albero della conoscenza, ha riservato per lui, in ottemperanza delle comuni radici...............

    Se il rizoma del tempo e dell'anima qui mi ha portato, e non altrove, non è forse perchè qui deve vivere la mia vita ? Oppure siamo così foglie al vento, che un solo alito ci porta da oriente a occidente ?

    Vi è una continuità storica e metafisica da ricercare e preservare, e non certo da disperdere e da annacquare.. Altrimenti dove risiede la differenza, fra il nostro doveroso modo di essere, e i tanto vituperati sincretisti o new ageer ?

  4. #4
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    Predefinito

    Hai ragione, non possiamo discostarci dalla nostra radice che risiede nello Gnosticismo classico antico. Ci appartegono molto poco certe derivazioni come l'Ermetismo, i Rosacroce, gli Alchimisti o i Cabbalisti... per non parlare della Massoneria!
    2010:

  5. #5
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    Predefinito Re: Sulle scelte da compiersi in relazione alla Tradizione

    In Originale postato da millenomi
    Pax Pleroma,


    La Cina, patria del Tao, si conforma alle leggi di mercato, dopo che a suo tempo aveva piegato la schiena e la mente al comunisto, anch'esso figlio dell'occidente. L'India è divorata dal cancro della povertà, della miseria, della fame, della perenne baratro atomico con il vicino Pakistan, mentre i suoi figli più dotati, fuggono negli Usa in cerca di lavoro qualificato, e del sistema di vita occidentale. Il Giappone ha da 150 anni rinunciato alla propria tradizione, e rappresenta oggi il Modello Occidentale. Nel Tibet a poco sono valse le preghiere e i riti sciamanici, innanzi ai fucili e alle bombe dell'esercito comunista cinese. Stendiamo un velo pietoso sul sud-est asiatico..... Cosa si dovrebbe fare noi occidentali andare ad elemosinare spirito e saggezza, da chi non è in grado di infondere ne l'una e nell'altra nella propria terra ?

    Se tutto il mondo è paese, allora io preferisco ancora oggi il mio di paese, a cui sono legato sicuramente da una linea di sangue che mi ha portato a nascere in Italia, in Europa, affinchè la mia anima potesse apprendre, ciò che è velato nella mitologia e filosofia greca, a calcificare le mie ossa nel diritto e nell'organizzazione romana, a edificare un tempio ricorrendo ai pesi e alle misure dei misteri egizi, e a bere e mangiare il sangue e il corpo del Cristo, lo gnostico perfetto.



    MilleNomi
    ---------------------------------------------------------------------------------

    Giudicare le millennarie Tradizioni Orientali con quanto accade a livello politico oggi in quelle zone è assolutamente aberrante, è come paragonare gli asparagi e l'immortalità dell'anima ( per citare un divertente titolo di un libro di qualche anno fa ). Se si usasse lo steso metro per l'Occidente ci sarebbe solo da sotterrarsi , possibilmente senza epitaffio.

    La vera differenza non è tra Occidentale e Orientale moderno, ma tra uomo antico e uomo moderno. Non siamo nati in Italia, siamo nati nel mondo moderno, nel fondo del Kali-Yuga o dell'Età del Ferro...e si cerca la propria palingenesi con quello che abbiamo a disposizione, sia esso occidentale o orientale. Guenon, autore per altri versi sopravvalutato, si accorse che negli ultimi tre secoli l'occidente ha prodotto molta ciarlataneria occultistica e ciò che veramente poteva esservi di serio si è estinto o completamente occultato...L'Oriente esoterico è stato deformato dai teosofi sempliciotti e dagli ebeti della new age, ma ha anche conservato, meglio e più diffusamente dell'occidente, dottrine e palingenesi quasi inalterate lungo i secoli, sia nella trasmissione regolare sia nella profondità e applicabilità palingenetica delle dottrine. Ciò che è adatto per un orientale non lo è per un occidentale ?? Ci si basa solo sul rapporto sangue-suolo ? Ma non è questo rapporto una condizione incatenante alla quale sfuggire ? 4000 anni fa avrei dato ragione a chi crea artificiosamente queste "impossibilità", ora, in questa epoca di caos, credo che occorra aggrapparsi a funi salde e sicure, che vengano da Est o da Ovest, senza illudersi più di tanto e con un certo "grano salis".
    L'Uomo è Uno, e ricordiamoci che forse il fatto che il mondo sia sempre " più piccolo" e senza barriere ha anche un suo riscontro in piani superiori al semplice divenire storico.
    In ambito occidentale forse gli ultimi rimasugli seri di tradizioni sapienziali autentiche sono quella Rosacrociana ( non credo smarrita , ma occultatasi completamente, soprattutto in centroeuropa), quella italica pitagorica ( ma credo che dopo Armentano-Reghini la faccenda si sia esaurita )...e poi ? Quella egizio-italica del kremmerz s'è parecchio intorbidata ed ha smarrito ogni chiave, la massoneria è inconsistente, i vari martinismi spesso sono frutto di invenzioni personali di questo o quell'altro personaggio ( vedi Papus)....L'Alchimia merita un discorso a parte : è un Donum Dei, non vincolabile a trasmissioni iniziatiche, ed è esistita in Oriente ed in Occidente. Esagerare la dicotomia fra questa due categorie geografico-culturali , nel mondo moderno, significa dare una grossa mano al Velo di Maya.

    Cordialmente

    Eliodoro

 

 

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