Lecco, 128


Il prefetto di Lecco, Roberto Aragno, ha annullato l'ordinanza del sindaco di Calolziocorte, Paolo Arrigon, con cui - sulla scia di quella del collega di Drezzo, in provincia di Como - vietava l'uso nella cittadina della Valle San Martino del burqa, il tradizionale abito indossato dalle donne di fede musulmana, e in particolare l'uso del "nekab", ovvero il velo islamico che copre totalmente il volto. La decisione del prefetto è arrivata al termine di un incontro durato circa mezz'ora e definito dalle parti "franco e leale, tra uomini delle istituzioni".
Aragno ha ritenuto di annullare l'ordinanza con motivazioni pressoché analoghe a quelle addotte dal collega di Como, Guido Palazzo Adriano: in pratica l'ordinanza "è superflua e rappresenta una duplicazione di leggi già esistenti in materia". Inoltre secondo Aragno "nel lecchese non si sono finora verificati episodi tali da giustificare una simile ordinanza". Formalmente l'ordinanza sarà annullata tra un paio di giorni, non appena l'intervento del Prefetto sarà notificato via posta ordinaria al Comune di Calolziocorte. Aragno spiega di aver "consultato attentamente i provvedimenti adottati dai suoi colleghi di Como e Milano che hanno rispettivamente cassato le ordinanze dei sindaci di Drezzo e Biassono".

I rilievi mossi al testo firmato da Arrigoni non si discostano di molto da quelli firmati dagli altri primi cittadini incappati nell'altolà delle prefetture: "Si tratta di rilievi formali e sostanziali - spiega Aragno -. Il sindaco di un Comune non è competente a emettere ordinanze di carattere generale. Può emettere ordinanze contingibili e urgenti per risolvere problemi specifici come il possibile crollo di una casa o per interrompere una strada". (A)