DOC. 1 - IRAQ: UNA FANTASTICA MISTIFICAZIONE, di padre Benjamin (Assisi, 28 maggio 2004)

Le prime sequenze del processo di mistificazione della questione irachena sono state largamente approfondite da Michael Moore nel suo ultimo film ³Fahrenheit 9/11²: Una guerra all¹Iraq programmata ed organizzata ben prima dell¹11 settembre 2001 da una cricca di affaristi mascherati da politici. Una tribù pericolosa, pronta ad adoperare le strategie più morbose, a divulgare le bugie più deliranti, ad orchestrare la mistificazione più diabolica mai elaborata dall¹uomo dai tempi biblici ad oggi, con la strumentalizzazione degli organismi internazionali, la manipolazione delle coscienze, opera di un massacrante programma di pilotaggio dei media nella disinformazione e manipolazione dell¹informazione. La seconda parte, nella sua attuazione, era molto più delicata, difficoltosa e laboriosa: convincere la pubblica opinione mondiale che l¹Iraq era diventato un pericolo maggiore di quello di Al Qaeda, con armi di distruzione di massa pronte ad essere utilizzate contro l¹Occidente, il tutto sotto il comando del più terribile dei dittatori della Storia.
Convincere il Consiglio di sicurezza dell¹ONU a votare una nuova risoluzione (la 1441) per fare disarmare l¹Iraq del poco che gli era rimasto, nel segreto obiettivo, una volta ben disarmatolo, di rendere molto più facile l¹invasione del Paese, non era facile, per di più contro un Iraq che non aveva niente a che vedere con l¹11 settembre (non è stato arrestato un solo iracheno) e niente a che vedere con Bin Laden e Al Qaeda. Soprattutto contro un Saddam Hussein che odiava Bin Laden, il quale dichiarava: ³Baghdad, questa repubblica laica di miscredenti e infedeli². Duro, molto duro per l¹Amministrazione di Washington far ingoiare ai Paesi membri del Consiglio di Sicurezza che proprio l¹Iraq rappresentava un pericolo mondiale. Hanno dovuto tirare fuori l¹artiglieria pesante della macchina di propaganda, con quotidiane dichiarazioni in grado di spaventare il più tranquillo dei cittadini dell¹America profonda, diffondere spettacolari bugie ripetute giorno dopo giorno, presso la sede dell¹ONU, con grande show mediatico, foto satellitari e gadgets in una messi in scena hollywoodiana. Manipolazione delle coscienze: è bene ricordare come e quando è stata messa in opera:
(Tony Blair, 24 settembre 2002)
³L¹Iraq possiede armi chimiche e biologiche, Saddam ha continuato a produrle e prevede di utilizzarle²
(George W. Bush, 18 marzo 2003)
³Le informazioni che abbiamo ottenuto non lasciano nessun dubbio. Il regime irakeno continua a possedere e produrre alcune delle armi più mortali mai concepite²
(Donald Rumsfeld, segretario americano alla difesa, 30 marzo 2003)
³ Sappiamo dove si trovano le armi. Stanno intorno a Tikrit e ad Est, ad Ovest, a Nord e a Sud di Baghdad²
(Generale John Abizaid, 23 marzo 2003)
³ Penso che troveremo le armi di distruzione di massa quando avremo l¹occasione di occupare Baghdad e di parlare con gli irakeni²
(George W. Bush, 7 ottobre 2002)
³ L¹Iraq ha tentato di comprare dei tubi altamente concentrati di alluminio ed altre tecnologie necessarie alla centrifuga a gas per arricchire l¹uranio²
(Colin Powell, segretario di Stato americano davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, 5 febbraio 2003)
³ Abbiamo informazioni di prima mano su fabbriche di armi chimiche installate su ruote e su binari per evitare di essere scoperte dagli ispettori²
(George W. Bush, 30 maggio 2003)
³ Vi ricordate i laboratori mobili menzionati da Colin Powell. Ne abbiamo scoperti due².
(Rapporto del governo britannico, 24 settembre 2002)
³Saddam Hussein ha cercato delle quantità notevoli di uranio in Africa senza avere nessun programma di nucleare civile per giustificarlo².
(George W. Bush, 28 gennaio 2003)
³ Il governo britannico ha le prove che Saddam Hussein ha cercato rilevanti quantità di uranio in Africa².
(Rapporto del governo britannico, 24 settembre 2002)
³I nostri servizi di intelligence indicano che i militari irakeni hanno la capacità di impiegare armi chimiche e biologiche in 45 minuti².
(Jose Manuel Durao Barroso, Primo Ministro del Portugallo, Conferenza stampa delle Azores, 16 March 2003)
³ Il dittatore iracheno con le sue armi di distruzione di massa è una minaccia alla sicurezza delle nazioni libere. È un pericolo per i suoi vicini. È un sostenitore del terrorismo. È un ostacolo per il progredire nel processo di pace in Medio Oriente².
(Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri italiano nelle Comunicazioni del Governo sugli sviluppi della crisi irachena (ore 11,43).Stenografico Aula in corso di seduta
Seduta n. 283 del 19/3/2003).
³ onorevoli deputati, come è a tutti noto, il regime iracheno ha violato ripetutamente, nel corso degli ultimi dieci anni, gli ordini di disarmo che le Nazioni Unite gli hanno impartito con numerose risoluzioni. Il problema nasce da circostanze altamente drammatiche. Saddam Hussein non è l'unico autocrate nel mondo a possedere armi di distruzione di massa di tipo chimico, batteriologico e radioattivo².
Effettivamente, anche gli Stati Uniti d¹America possiedono armi di distruzione di massa e le utilizzano (Vietnam: agent orange; Afganistan, Kosovo, Iraq: uranio impoverito, plutonio, cadmio ed altri agenti chimici).
Votata la risoluzione per il disarmo dell¹Iraq dalle sue armi di distruzione di massa, restava da fermare il lavoro degli ispettori dell¹ONU con dichiarazioni sulla sua inefficacia, sulla lentezza degli ispettori, sulla sterilità del loro lavoro, il tutto con qualche documento falso e fabbricato in laboratorio, poi dato ad Hans Blix. Ne è un esempio il famoso documento che produceva le prove che l¹Iraq avrebbe comprato dell¹uranio dalla Nigeria. Documento poi denunciato come un falso dal Capo degli ispettori, Hans Blix e dal Governo nigeriano. Da parte sua, l¹Iraq, che aveva accettato senza condizioni tutte le richieste fatte dagli ispettori per il disarmo si vedeva accusato di non collaborare. Così fu deciso il bombardamento del Paese, l¹invasione e l¹occupazione militare: in nome della lotta al terrorismo, dell¹esportazione della democrazia e della pace.
L¹impressionante industria della menzogna era già iniziata con la guerra del Golfo. Ricordiamo il filmato inviato alle reti televisive del mondo intero durante l¹occupazione delle forze armate irachene nel Kuwait. Il video mostrava i cattivi iracheni nell¹ospedale di Kuwait City staccare i tubi delle incubatrici per fare morire i bambini. Era da chiedersi da dove veniva il cameraman che faceva le riprese, ovviamente non poteva essere iracheno: non se lo sarebbero portato dietro per far vedere al mondo tale barbarie! Non poteva essere neanche un cameraman kuwaitiano: non l¹avrebbero certamente lasciato filmare. La risposta è arrivata nel 1999: la scena era stata ripresa in uno studio della periferia di New York, sponsorizzata da un¹importante azienda di propaganda mediatica al servizio dell¹Amministrazione di Washington, la Hill and Knowlton, e l¹infermiera che urlava terrorizzata non era nient¹altro che la sorella dell¹ambasciatore del Kuwait a Washington.
Per un paio di mesi prima del nuovo ed unilaterale attacco all¹Iraq si trattava di convincere l¹opinione pubblica che il milione e mezzo di morti dovuto ai dodici anni di embargo - che le Agenzie dell¹ONU avevano fortemente denunciato in numerosi rapporti come effetti delle sanzioni sulla popolazione (ufficio del programma umanitario a Baghdad, UNICEF, UNDP, UNEP, UNESCO) - in realtà, il milione e mezzo di morti, dei quali 600.000 bambini, non erano vittime dell¹embargo ma del regime di Baghdad. In Italia, in perfetta simbiosi con il partner americano, trasmissioni televisive operavano a trasfigurare la realtà, a manipolare l¹informazione in modo che fosse ben allineata sulla propaganda dei ³Signori delle bugie² di Washington. Si affermava che Baghdad non distribuiva i medicinali, che i bambini non erano vaccinati, che le scuole non funzionavano. Sarebbe bastato intervistare il capo dell¹ONU a Baghdad, o invitare a tale trasmissioni gli ex capi del programma umanitario in Iraq, Denis Halliday e Hans van Sponeck, entrambi ex assistenti di Kofi Annan e che rispettivamente nel 1998 e 1999 hanno dato le dimissioni dell¹ONU dichiarando che si trattava di un vero e proprio genocidio, denunciando una reale manipolazione dei funzionari dell¹ONU, con pressioni e varie forme di intimidazioni da parte dell¹Amministrazione di Washington. Sarebbe bastato invitare proprio questi funzionari dall¹ONU per conoscere la verità; ma certamente, non sono mai stati invitati perché la verità, all¹opinione pubblica italiana, bisognava tenerla ben nascosta. Avrebbero risposto e detto come erano e da chi erano distribuiti i medicinali, avrebbero dato la conferma che un veto inglese impediva all¹Iraq di comprare vaccini per i bambini motivandolo con la scusa che il regime di Baghdad avrebbe potuto fabbricare delle armi biologiche con questi vaccini, e avrebbero così anche detto all¹opinione pubblica italiana cosa stava accadendo realmente in Iraq. Chi diceva la verità, con prove in mano e testimonianze raccolte sul terreno, era accusato di essere pro Saddam o anti-americano, con spicchi ironici di denigrazione.
Poi venne il terzo bombardamento del popolo iracheno in 13 anni (guerra del Golfo del 1991, dicembre 1998 e marzo-aprile 2003), con l¹invasione e occupazione del Paese. Anche lì doveva essere curata l¹immagine dell¹America. Ad esempio la falsa liberazione della soldatessa americana Jessica Lynch, ferita in un incidente mentre guidava il suo camion, portata in un ospedale e curata dai medici iracheni, con il famoso e rocambolesco bliz organizzato per la sua liberazione. In realtà nell¹ospedale non c¹era nessun militare iracheno, solo i medici con i loro ammalati. Sempre nel marzo 2003, l¹ipocrisia americana si è fatta ancora una volta strada con il rimprovero, alla rete televisiva araba Al jazeera, di aver mostrato le immagini dei militari americani prigionieri degli iracheni e di aver violato la Convenzione di Ginevra. All¹indomani della scoperta nei media del mondo intero degli iracheni torturati dai militari americani nelle prigioni di Saddam, si può valutare il grado di violazione della Convenzione di Ginevra, la differenza tra le immagini di prigionieri americani, ben trattati dagli iracheni e quelli degli prigionieri iracheni torturati a centinaia nelle prigioni.
Oggi si parla di nuova risoluzione dell¹ONU. Di salvezza che viene dall¹ONU. Della grande Organizzazione in grado di pacificare l¹Iraq. Dopo aver preso in giro il Consiglio di Sicurezza con le armi di distruzione di massa di Saddam e l¹attacco unilaterale dell¹Iraq, dopo aver ingannato gli ispettori per il disarmo e reso ridicolo il ruolo dell¹ONU, oggi, si canta alla gloria delle Nazioni Unite. Bene. Su questo canto, siamo tutti d¹accordo. Ma se mi è concesso dirvi come la penso, credo di conoscere abbastanza sia gli iracheni che la situazione in Iraq per affermare che a loro, agli iracheni, ONU o non ONU, nuovo governo o no, passaggio o non passaggio di potere, fino a quando resterà sul terreno un solo militare della forza di occupazione (di Pace o di Guerra), per tutti gli iracheni sarà guerra. L¹attuale bozza di risoluzione non soltanto non è apprezzata da nessun membro del Consiglio di sicurezza (nemmeno dall¹attuale Governo provvisorio a Baghdad), ma presenta la stessa linea ipocrita con lo stesso contenuto nella pura tradizione dei maestri dell¹inganno. Se restano le forze militari di occupazione in Iraq, dopo il 30 giugno, la situazione rischia di peggiorare e di precipitare in una guerra di resistenza nazionale ad oltranza, con il passaggio dall¹attuale caos ad una situazione del tutto incontrollabile su tutto il territorio e esasperazione definitiva delle popolazioni dei paesi arabi e musulmani. In una parola: accontentiamoci di far finta, intanto il peggio deve ancora arrivare.

DOC. 2 - Film documentario di 18 minuti realizzato da padre Benjamin nel 2001:

IL GOVERNO DI SADDAM E L'UNSCOM.


Importante documento, alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in Iraq.

Un documento video (archivi del governo di Saddam Hussein) delle riprese della riunione del 3 agosto 1998 tra la delegazione irachena e gli ispettori dell'UNSCOM (Commissione dell'ONU che ha disarmato l'Iraq dal 1991 al 1998).

Alla luce dei tragici eventi che si verificano oggi in Iraq, la visione di questo documento video mette in evidenza le bugie di Richard Butler (Capo dell'UNSCOM). Egli presentò al Consiglio di Sicurezza dell'ONU un rapporto falso nel contenuto e con informazioni manipolate. L'Iraq non possedeva più nessuna arma di distruzione di massa. In base a questo rapporto gli Stati Uniti d'America hanno giustificato nuovi bombardamenti dell'Iraq (16-19 dicembre 1998). Ci furono numerose vittime civili e furono nuovamente distrutte le centrali elettriche e di purificazione delle acque.

Prima dei bombardamenti e dell'invasione dell'Iraq del marzo-aprile 2003, Richard Butler aveva insistito presso l'Amministrazione americana e la Stampa internazionale sul fatto che l'Iraq avesse armi di distruzione di massa. Si sono rivelate altre menzogne.

Richard Butler, ammettendo pubblicamente che lavorava per la CIA non fu mai convocato davanti al Tribunale amministrativo dell'ONU per violazione di cinque articoli del regolamento del funzionari internazionali.

Le rivelazioni di Scott Ritter (capo degli ispettori UNSCOM): "Si, lavoravamo per la CIA" e quelle di Hans von Sponeck, Assistente di Kofi Annan e capo del programma umanitario in Iraq (1998), confermano il piano di manipolazione dell'ONU da parte dell'Amministrazione di Washington.

Per vedere e/o scaricare il filmato, click:
UNSCOM_IT (per modem _ 5,9 MB)
UNSCOM_IT (per DSL-low _ 14,5 MB)
UNSCOM_IT (per DSL-high speed _ 39,4 MB)

(Dal sito: www.benjaminforiraq.org)


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