C'è da chiedersi come sia stato possibile che in oltre cinquanta anni di regime falsamente democratico ed oggi avviato verso una falsa riforma federalista dello Stato, con tutti gli esperti di diritto costituzionale che abbiamo, solo pochissimi coraggiosi abbiano osato alzare la voce contro gli abusi di potere dei partiti, dei sindacati, della Corte Costituzionale e di vari presidenti della Repubblica che sono succeduti negli anni, per denunciare le violazioni della Costituzione e dei Diritti naturali dei cittadini, che sempre più vistosamente sono emerse nel tempo.

La spiegazione è molto più semplice di quel che si creda.

Chiunque poteva essere scomodo, è stato comprato dai partiti: vuoi con una carica di prestigio, con un posto in Parlamento, con una poltrona ben remunerata, con una cattedra universitaria, con un qualsiasi posto di lavoro o con una pensione fasulla o ancora con sostanziosi contributi dello Stato a fondo perduto.

Altri, più timidi, più riservati, hanno avuto paura di ciò che intimamente pensavano e si sono rifugiati all'interno del gregge sotto il mantello di morbida lana, in paziente e rassegnata attesa di essere tosati sempre più a fondo dallo Stato dei padroni, sperando in qualche occasionale privilegio, sempre dovuto ai vassalli.

C'è dunque da chiedersi per quale ragione, davanti alla grave crisi istituzionale e morale del Paese, non si sia proceduto speditamente verso le riforme tanto declamate, eliminando, correggendo o rinnovando le parti della Carta che si sono dimostrate di impedimento al buon funzionamento dello Stato ed al progresso civile dei popoli che compongono l'Italia.

Ancora una volta la risposta è semplice: nessuno vuole rinunciare ad una Costituzione che ha splendidamente garantito il potere politico ed economico ai clan di interessi incarnati nei professionisti della politica e nelle consorterie mafiose dalle quali dipendono.

La strada del grande inganno è sempre la stessa: far credere alla gente, per mezzo dei mass media, che tutto sta per cambiare, mentre ognuno sa perfettamente che niente è destinato a cambiare.

Chi mai può avere interesse, nel Parlamento, nei Consigli regionali, provinciali e comunali a cambiare un regime che garantisce ai politici che dipendono dai partiti i privilegi e gli stipendi più alti del mondo civile?

Basta illudere il popolo che tutto cambia in base alle "promesse": il trucco è sempre stato questo!

Adesso i politici stanno riempiendo la testa della gente con la "riforma federale" dello Stato.

Giornali e televisioni fanno a gara a parlarne, ma nessuno dice alla gente che si tratta dell'ennesima grande truffa politica.

Sull'argomento della riforma federalista dello Stato proposta dai partiti, infatti, basta leggere i giornali stranieri per rendersi conto dell'inganno che stanno nuovamente perpetrando.

Di "federalista", nel testo proposto dalla maggioranza ed in parte condiviso dall'opposizione, non c'è assolutamente niente: non c'è autogoverno della gente, non c'è sussidiarietà, non c'è "contrattualismo politico".

C'è solo la "parola", l'apparenza del federalismo, ma sotto ci sono, puntuali, tante certezze di cui la gente non sa nulla: aumenteranno le competenze delle Regioni, aumenteranno i Consiglieri regionali, aumenteranno gli uffici e gli impiegati, aumenterà l'accentramento regionale, che si aggiungerà a quello statale e di sicuro aumenteranno le tasse per pagare i nuovi impiegati, i nuovi uffici e per soddisfare le nuove competenze, mentre niente sarà fatto per impedire lo spreco l'inefficienza e la corruzione.

E' l'ennesima truffa con la quale si espropria la gente della garanzia, sempre promessa, del rispetto dei Diritti naturali, mentre si aumenta la dimensione dello Stato e le tasse, rendendo asfittica l'economia e fallimentare il Paese.

La storia truffaldina è cominciata molti anni fa, appena finita la guerra, quando si mise mano alla riforma dello Stato Fascista per restituire al popolo italiano, si disse, la libertà, la giustizia e la pace che aveva perduto.
Il grande prof. Miglio lo aveva capito benissimo,purtroppo convincere la gente quando stà andando nel fosso che deve cambiare strada, e questa ti manda bellemente a ...quel paese,trovi disdicevole continuare.
Il circolo Miglio continuerà con quel poco che può ,a cercare di aprire gli occhi a chi non vuol vedere.