PRESIDENZIALI USA
Vince Edwards il faccia a faccia dei vice
Secondo i sondaggi , il senatore democratico ha prevalso nettamente sul vicepresidente Cheney.
Il faccia a faccia che si è tenuto in tarda serata a Cleveland in Ohio, nella sede della Case Western Reserve University tra il vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney e lo sfidante senatore del Nord Carolina John Edwards si è concluso, secondo i sondaggi, con la netta affermazione dell’aspirante numero due della casa bianca. Un sondaggio al volo, on the fly, come dicono gli americani, condotto dal Wall street journal ha dato la vittoria nello scontro verbale a Edwards. Su 4.261 votanti, il 96% ritiene che il senatore abbia prevalso, mentre solo il 3% sostiene che Dick Cheney sia riuscito a convincere il pubblico. I risultati del sondaggio del “Wsj” sono particolarmente incoraggianti per i democratici in quanto il quotidiano è schierato su posizioni più vicine a quelle dei repubblicani. E la conferma della vittoria del candidato alla vice-presidenza arriva da un altro sondaggio realizzato, sempre a caldo, dall’emittente televisiva Nbc, secondo il quale John Edwards si sarebbe aggiudicato per tre a uno il dibattito-scontro con il vicepresidente Dick Cheney. La Fox, tendenzialmente favorevole alla campagna del presidente George W. Bush, riconosce che Edwards è stato «efficace», ma i commenti della Cnn suggeriscono, invece, una sostanziale parità fra i due sfidanti. Edwards si è aggiudicato il favore dei sondaggi perché è riuscito a partire in vantaggio fin dalle prime battutte, mostrandosi determinato nell’attaccare i grandi temi della politica Usa, Irak in testa, e ha costretto Cheney a stare sulla difensiva. Ma non sono bastati i colpi sulle difficoltà della situazione a Baghdad, Edwards ha affondato un colpo da knock-out ponendo in discussione la spinosa questione della Halliburton. La multinazionale delle infrastrutture petrolifere (della quale Cheney è stato amministratore delegato prima di essere chiamato alla Casa Bianca) nella bufera per irregolarità e appalti gonfiati in Iraq. La prima metà del dibattito è stata focalizzata sulla politica estera, temi dove si attendeva un vantaggio di Cheney che secondo i sondaggi dei media Usa non vi è stata. Edwards ha poi risolto affrontando questioni politiche, economiche e sociali interne: sanità, occupazione, difesa dei diritti dei lavoratori. Edwards dunque è stato capace di riportare la discussione sui temi che rappresentano i cavalli di battaglia della sua campagna elettorale e della sua conduzione al senato. Edwards ha avuto una vittoria schiacciante grazie anche alla capacità di mettere in imbarazzo l’avversario. In almeno due occasioni Cheney è rimasto senza parole rimanendo senza argomenti di fronte agli attacchi del giovane senatore, ma il nucleo vincente della dialettica del senatore, avvocato di fama con grande esperienza oratoria, è stato la questione Irakena, dove ha accusato Bush e Cheney «di non essere sinceri con il popolo americano» sulla situazione in Iraq, continuando a dipingere un quadro non realistico su quanto sta accadendo nel paese e rifiutandosi di ammettere gli errori commessi. La palla adesso passa a Bush e Kerry che venerdi prossimo a St. Louis in Arizona si affronteranno nel secondo dei tre incontri diretti.
Intanto la Camera degli Usa ha bocciato, martedì sera, la proposta di reintrodurre la leva nel Paese, a causa della guerra in Iraq. Anche il presentatore del progetto di legge, il democratico di New York Charles Rangel, ha votato contro la sua idea, che, ha detto, voleva solo essere provocatoria.
Il Sole 24 ore 6 ottobre 2004




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