Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Alla fiera delle idiozie

    L'Europa in mezzo allo scontro di civiltà





    Alcuni anni fa un certo Samuel Huntington - uno di quei professori spocchiosi troppo certi di reggere la Verità a due mani - presentò una fantasiosa teoria definita "lo scontro di civiltà". Si trattava d'un troppo ardito volo di fantasia, persino mal congegnato (l'Europa - secondo Huntington - farebbe il paio con l'America: chi ha letto Kupchan, starà già ridendo!). Eppure, qualcuno l'ha preso sul serio, e ne ha fatto una realtà: il nome di questo qualcuno è George W.Bush, grande capo della selvaggia tribù degli Yankees. Be', in realtà Bush non ha mai letto Huntington in prima persona (è risaputo che l'unico libro letto dal Presidente, in una vita intera, è stata la Bibbia); per lui l'hanno fatto i suoi collaboratori (i vari e famigerati Rumsfeld, Cheney, Rove, Brzezinsky, ecc.). E non dobbiamo credere ch'essi siano stati persuasi dalle argomentazioni di Huntington: in realtà, le hanno semplicemente trovate adatte a fornire una giustificazione teorica al solito, sporco imperialismo americano - che non è certo iniziato con Bush jr., ma ha radici molto, molto più profonde (sarà un caso che negli ultimi cento anni nessun'altra nazione al mondo abbia fatto tante guerre quanto gli USA?). In fondo, la stessa dicotomia "Occidente-Oriente" non è nulla di nuovo: riprende pari pari i clichés della Guerra Fredda, solo sostituendo l'Islam al Comunismo (così come mezzo secolo prima fu sostituito il Comunismo al Fascismo). L'importante è che l'"Occidente" (per definizione giusto, libero e buono) abbia sempre un "Oriente" nemico (per definizione ingiusto, tirannico e cattivo) che penda minaccioso sul suo capo come una spada di Damocle, di modo da costringere tutti i popoli che - si dice - lo compongano a stringersi intorno all'autoproclamatosi "Impero del Bene" (ovviamente gli USA)... con tanti saluti alla libertà!

    Innanzi tutto va detto che l'Europa fu sì Occidente (è obiettivamente all'estremità occidentale del continente eurasiatico) ma solo fin tanto che non si scoprì, più ad ovest di essa, il "Nuovo Mondo". Da allora è geograficamente Oriente: Occidente le due Americhe, Oriente l'Eurasia e l'Africa. La geografia non mente. E neppure la Storia: il motore che ha animato l'epopea dell'Europa è, da sempre, situato ad est. Da oriente giunsero buona parte delle popolazioni i cui discendenti compongono oggi il quadro etnico europeo. E, mentre da un lato l'Europa ha scoperto l'America solo nel 1492, da almeno cinque millenni ha importanti e continui rapporti con l'Oriente (le steppe asiatiche, l'area mediterranea oggi musulmana, ed anche l'Asia gialla). Ma a dividere l'Europa dall'America è molto più di un oceano o di millenni di reciproca ignoranza dell'altro: a dividerci sono lo spirito, lo stile di vita, la mentalità. L'ideologia americana è un miscuglio d'intollerante puritanesimo e di fanatico millenarismo, elementi che nulla hanno a che spartire con noi. L'America è intolleranza, arroganza, xenofobia, ipocrisia, avidità, individualismo. L'Europa, invece, è tolleranza, moderazione, ospitalità, genuinità, collettivismo: se non nei fatti, perlomeno è questo l'ideale in cui si riconosce universalmente. Per quanto da decenni l'Europa subisca l'influsso colonizzatore degli Yankees, in noi sopravvivono ancora quei caratteri innati, frutto d'innumerevoli millenni di storia. In ognuno di noi c'è un istinto - forse represso, ma non eliminato - che ci spinge a ribellarci e gridare: noi non siamo come loro! Noi non siamo "Occidente"!

    Questo in primo luogo. Ma ce n'è anche un secondo, non meno importante, che riguarda il "nemico". Che l'Islam sia incompatibile con l'Europa, è un'assurdità bella e buona. Siamo vicini da più di 1500 anni e, a parte fisiologici momenti di tensione (più spesso provocati da noi, però: crociate, colonialismo, ecc.) la convivenza non è mai stata impossibile (basti pensare che già il cristianissimo Carlo Magno stipulò un'alleanza col Califfo!). Che l'Islam sia incompatibile con l'Occidente (gli USA)... be', su questo non ci piove. Il fatto è che l'Occidente vuole dominare, sfruttare, sottomettere e omologare ogni metro di terra e ogni uomo o donna su questo Mondo; ma l'Islam è una religione-cultura-civiltà troppo fiera per cedere alla barbarie di questi "crociati" senza storia e senza dio. Gli occidentalisti (come sono chiamati i fautori dello "scontro di civiltà") sostengono però che sarebbe stato l'Islam ad attaccare per primo, l'11 settembre 2001. Per inciso, ci sono troppe domande ancora senza risposta riguardo a quel giorno: ad esempio, come fecero dei personaggi incapaci persino di guidare un aereo da turismo, ad eseguire complesse manovre pilotando un Boeing; o perché l'aviazione militare non intervenne (violando così il protocollo d'emergenza); o, ancora, perché le strutture portanti delle Twin Towers cedettero in quel mondo, contravvenendo ad ogni legge della fisica. Ma su certe questioni possiamo soprassedere, invitando chi volesse approfondirle a consultare gli ottimi studi pubblicati a riguardo da Thierry Meyssan e Maurizio Blondet. Possiamo soprassedere perché - seppure la versione ufficiale sull'11 settembre fosse vera - l'argomentazione occidentalista crollerebbe egualmente davanti ai fatti, che negano senz'altro la ricostruzione "attacco Islam -contrattacco USA". Il colonialismo non è forse di molto antecedente all'11 settembre? (Vero che il colonialismo fu vergogna europea, ma non sono gli occidentalisti a fare d'Europa e USA una cosa sola? Ora ne accettino le conseguenze!). E il postcolonialismo non è forse iniziato ben prima dell'11 settembre? E il cinquantennale (e per nulla concluso) appoggio alla politica genocida di Israele? Come si fa a non mettere tutto questo in relazione all'antiamericanismo diffuso nel mondo musulmano? Come si fa a dimenticare che la prima invasione dell'Iraq e il susseguente embargo precedono l'11 settembre 2001? L'America ha attaccato, il mondo arabo e islamico si sta solo difendendo disperatamente con le poche armi che ha.



    Daniele Scalea

    http://www.italiasociale.org/Geopoli...ro_civilta.htm

    Seguirà un mio commento...Condensato, per il momento, nel titolo da me dato alla discussione...

  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    1) l'articolo s'impernia intorno a concetti altrui. Già è evidente l'accettazione aprioristica di uno scenario [lo scontro di civiltà] imposto da chi pure si vuole combattere. In pratica, l'articolo si pone in condizioni di subalternità sin dall'inizio


    2) l'articolista o non ha letto Huntington o non l'ha minimamente capito. Infatti Huntington nel suo libro critica ferocemente la pretesa universalistico-espansionista dell'Occidente, è fautore di un mondo policentrico e plurale, non è un 'pancoflittualista', non ritiene affatto inevitabile uno 'scontro di civiltà', in quanto giustamente afferma che gli esiti della storia sono imprevedibili, arriva a scrivere che ''la fede occidentale nella validità universale della propria cultura ha tre difetti: è falsa; è immorale; è pericolosa'' [S. Huntington, ''Lo scontro delle civiltà'', Garzanti, 1997, p. 462].
    Ergo, si può essere d'accordo o meno con ciò che Huntington chiama 'occidente' [e io sono in totale disaccordo], ma di sicuro le tesi huntingtoniane [compreso il suo aderire alla scuola del 'realismo politico'] sono ben altro dalle amenità esposte nell'articolo.

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    3) assolutamente ridicola l'esposizione del rapporto ''Oriente-Occidente''. Che salta a piè pari praticamente tutto, dalle analisi di Mazzarino alla grande filosofia della storia sette-ottocentesca [da Voltaire a Condorcet sino a Hegel], alle analisi dei vari Tocqueville, Schmitt, Latouche ecc. Lascio stare le amenità sulla geografia.

    4) assolutamente ridicola la tesi di un quadro etnico europeo ''dipendente'' dall'oriente


    5) inconsistente la tesi della contrapposizione Europa-Stati Uniti giocata sul più elementare moralismo dualistico [schema tipicamente americano, oltretutto]. Evidentemente per l'autore dell'articolo gli statunitensi sono nati per partenogenesi...

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    6) lasciamo stare l'alleanza [sic!!] tra Carlomagno e ''il Califfo''. Basti pensare che all'epoca ''Oriente'' era già l'Impero bizantino...E non a caso una delle opere più importanti di Le Goff, intitolata "La civiltà dell'occidente medievale'', esclude l'Impero bizantino dalla sua trattazione.
    Per capire, infine, un pò meglio la situazione all'epoca dei Carolingi, compresi i reali rapporti tra mondo arabo-islamico e mondo carolingio, sarebbe bene leggere Dieter Haegermann, ''Carlo Magno. Il signore dell'Occidente'', Einaudi, 2004, che già dal sottotitolo indica dove fosse all'epoca...l'Oriente

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    7) siamo arrivati al clou dell'articolo, che merita di essere riportato per intero: "Che l'Islam sia incompatibile con l'Europa, è un'assurdità bella e buona. Siamo vicini da più di 1500 anni e, a parte fisiologici momenti di tensione (più spesso provocati da noi, però: crociate, colonialismo, ecc.) la convivenza non è mai stata impossibile".

    Lasciamo stare l'estraneità etnica, religiosa e culturale dell'islam, che già basterebbe da sola a liquidare ogni ''compatibilità''. Ma, evidentemente, l'articolista pensa di scrivere per degli incolti totali, se crede di poter supportare la sua ''tesi'' con gli ''argomenti'' suesposti.

    A) veramente, prima delle crociate ci sono almeno QUATTRO secoli in cui l'islam è stato all'attacco ad est [Bisanzio], a sud [Sicilia e coste del Mediterraneo settentrionale], a ovest [Spagna]. Dire, di conseguenza, che le ''tensioni'' [delizioso eufemismo...] sono state provocate da chi ha ''giocato in difesa'' per secoli [e non va dimenticato che le Crociate furono alla fin fine un completo fallimento rispetto agli ulteriori TRE secoli di offensiva ottomana] è davvero troppo...

    B) con l'accenno al colonialismo siamo alla mistificazione più crassa. Ricordo che la potenza che ''colonizzò'' il mondo arabo-islamico fu la TURCHIA, e sino praticamente alla prima guerra mondiale [tanto per dire la Libia passò all'Italia nel 1911]. Le regioni che si sottrassero nel corso dei secoli al potere ottomano furono la Persia, ma che passò sotto la dinastia Safavide, l'Egitto, che però rimase nominalmente sotto l'egida ottomana [e che fu retto dai vari Mohammed Alì, Ibrahim Alì, ecc.] sino al 1882, anno dell'occupazione inglese, e pochi altri territori [dei quali l'unico altro territorio occupato nel corso dell'Ottocento da una potenza europea fu l'Algeria, che tra l'altro venne inserita nel territorio francese a pieno titolo e non fu mai, quindi, una colonia]. Va poi ricordato che la stessa India passò con Babur, un timuride, quindi un turco musumano, sotto il dominio musulmano [Impero Moghul]. Le stesse mire inglesi sull'Afghanistan vennero totalmente vanificate in uno dei maggiori disastri coloniali inglesi.
    Tra l'altro, la vera forza del wahhabismo in Arabia Saudita fu la saldatura tra la predicazione di Ibn 'Abd al-Wahhab e la tribù di Ibn Sa'ud in funzione anti-turca. Quella stessa Turchia che, con Ataturk nel 1924 abolì il califfato in omaggio ad una politica nettamente ''occidentalista'', laica e anti-islamica.

  6. #6
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    8) ''Ovviamente'' l'articolista passa totalmente sotto silenzio il fatto, non proprio irrilevante, che il più feroce avversario dell'islam fu proprio il nazionalismo arabo nelle sue varie versioni [baathista, nasseriano, ecc]. L'esempio della Turchia di Ataturk l'ho già segnalato. Poi, Sayyd Qutb fatto impiccare nel 1966 da Nasser [il quale Nasser nel 1954 sciolse pure l'organizzazione dei ''Fratelli Musulmani''], la rivolta della ''fratellanza musulmana'' ad Hama contro Assad stroncata al prezzo di almeno 20.000 morti, Saddam che in Iraq non a caso si trovò la rivolta sciita in casa nel 1991 [a parte la guerra contro l'Iran], il golpe della cricca effellenista contro il FIS in Algeria, ecc.

  7. #7
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Che dire? L'hai praticamente sdrumato.
    Aspettiamo adesso l'intervento di Cornelio...

  8. #8
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    A conclusione

    L'articolo di Scalea è, per fortuna, non emblematico del livello medio di analisi dell'area [altrimenti saremmo davvero ai minimi storici], ma sicuramente è emblematico di un certo approccio ideologico, presente nell'area, totalmente mistificatorio che, pur di sostenere l'insostenibile, finisce per far violenza alla storia e all'intelligenza del lettore.

    Più nello specifico:

    1) confrontarsi con tematiche così complesse in assenza degli strumenti culturali adatti, è indice di incredibile immodestia intellettuale e di sconcertante superficialità

    2) distorcere in modo così impudente dei dati di fatto è indice di disonestà intellettuale

    3) passarne consapevolmente sotto silenzio altri, perché contrari alle proprie tesi, è ancor più grave [altrettanto grave è il non averne conoscenza alcuna]

    E mi fermo qui...

    Ovviamente, sarei ben contento se la discussione vedesse anche altri partecipanti.

  9. #9
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides

    2) l'articolista o non ha letto Huntington o non l'ha minimamente capito. Infatti Huntington nel suo libro critica ferocemente la pretesa universalistico-espansionista dell'Occidente, è fautore di un mondo policentrico e plurale, non è un 'pancoflittualista', non ritiene affatto inevitabile uno 'scontro di civiltà', in quanto giustamente afferma che gli esiti della storia sono imprevedibili, arriva a scrivere che ''la fede occidentale nella validità universale della propria cultura ha tre difetti: è falsa; è immorale; è pericolosa'' [S. Huntington, ''Lo scontro delle civiltà'', Garzanti, 1997, p. 462].
    Ergo, si può essere d'accordo o meno con ciò che Huntington chiama 'occidente' [e io sono in totale disaccordo], ma di sicuro le tesi huntingtoniane [compreso il suo aderire alla scuola del 'realismo politico'] sono ben altro dalle amenità esposte nell'articolo.

    E' vero, sono in molti a parlare di H. pur non avendolo letto.

    Altrimenti non si spiegherebbe perché a destra venga dipinto come un paladino dell'integralismo occidentalistico - manco fosse la fallace - e a sinistra come un truce guerrafondaio.

    O forse c'è una terza possibilità: H. è stato letto e digerito, ma il titolo 'The crush of civilizations' è un titolo talmente immaginifico da essere troppo ghiotto. E così H. viene distorto dagli 'esperti' (gente come ferrara...) confidando che il volgo sia sufficientemente ignorante da abboccare...

  10. #10
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Enrique, io credo proprio che qui non si è capito o non si è letto. La tua terza ipotesi è già troppo sofisticata per l'estensore dell'articolo

 

 

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