di Antimo Marandola
Pare proprio di sì: le due Simona il sequestro pare se lo sono inventato, o per meglio dire, pare abbiano inscenato una parvenza di sequestro con conseguente milione di dollari vero.
La storia del sequestro vero non è mai parsa credile per nessuno tanto che pure i pacifondai, da subito, hanno calcato la mano sulla cinematografica parvenza degli uomini che sono arrivati sui gipponi e che con perfetta sceneggiatura hanno fatto l’appello e hanno invitato a seguirli i nomi selezionati su una lista. Infatti se io avessi dovuto istruire i miei complici per inscenare un sequestro, per non correre rischi, avrei deciso di far loro leggere dei nomi che in una lingua diversa potevano rischiare di dimenticare al momento giusto. Prelevate con efficenza è proseguita la sceneggiata dell’Anonima Valtour.
Le credevano spie ed è stato evidentemente facilissimo convincerli del contrario. Infatti è bastato dire loro che erano pacifiste e quelli sono diventati perfetti ospiti. Proviamo ad immaginare che il problema fosse esistito per davvero e che i sequestratori avessero avuto veramente il sospetto, come fai a convincerli? Come si fa a dimostrare che non sei una spia?
Puoi facilmente dimostrare che non sei un medico o un ingegnere ma che prove puoi addurre per dimostrare che non sei una spia? Puoi provare a dire che sei dell’organizzazione Un Ponte per… ma siamo in Iraq e non in Italia per cui si presume che gli interlocutori sappiano che razza di affaristi trafficanti e intrallazzatori si nascondono dietro quella sigla e sappiano che due passati dirigenti che rispondono ai nomi di Valeria Castellani e Paolo Simeoni hanno preso il volo dalla loro iniziale copertura per diventare i due contractor con maggior portafoglio nel business della sicurezza – figurano tra i primi venti in Iraq – e che per mestiere arruolano i poveri disgraziati che dalle Misericordie italiane vanno in Iraq sperando di mettere da parte i soldi per comperarsi casa. Dalle loro tresche è passato pure quel poveraccio di Quattrocchi che per tale “colpa” ha avuto in regalo la morte, non i cioccolatini.
Sempre per dimostrare che non erano spie hanno potuto citare i loro curricula vitae? Meglio evitare, visto che, durante il governo D’Alema, quello guerrafondaio che ha fatto massacrare con i bombardamenti intensivi un altro popolo che faceva la “resistenza” contro gli americani, Simona Pari era la portavoce del sottosegretario alla Difesa Minniti, con delega ai servizi segreti, con la qualifica di esperta in aerei da guerra!!
Vagli a spiegare che quella era solo una delle patacche che la sinistra moralizzatrice ha usato per rubare fondi pubblici e intascare pacchi di euro per spassarsela!! Loro sono iraqueni, mica italiani e queste cose non le capiscono!!
Cosa avranno quindi mai detto per convincerli, in quattro e quattr’otto, che non erano spie? Il Sismi dovrebbe prelevarle e portarle a Forte Braschi per farselo spiegare e dirlo poi a tutte le sue spie.
Comunque sia hanno convinto i loro “sequestratori” che sono restati con loro a pregare e a cucinare manicaretti. Ma perchè la preghiera viene raccontata in terza persona plurale visto che almeno una Simona è convertita all’Islam? Perchè non sfoggiare la propria com-passione partecipando alle preghiere? Forse perchè la Torretta era troppo occupata a fare la corrispondente di Radio Onda Rossa dalla quale ha imparato negli anni che scendere in piazza con la P38 si chiama “resistenza pacifista”.
Era talmente idilliaca la residenza che non hanno saputo come fare per allestire il set cinematografico e registrare la tradizionale videocassetta e sicuramente era troppo pericoloso contattare i canali delicati per farla arrivare alle emittenti arabe per cui è stato il primo sequestro senza accompagnamento video. Ma sul finire della soap opera hanno voluto rimediare non riuscendo a rinunciare ad immortalare il momento della “liberazione”. Abbiamo infatti un video che si è girato da solo perchè nessuno è stato in grado di dire chi era l’operatore e i malfidati Procuratori della Repubblica insistono nel volerlo sapere non capendo che due giovani provette truffatrici hanno pure il diritto ad un piccolo peccato di vanagloria volendo immortalare il momento del loro trionfo. Un giorno dovranno pur raccontare ai loro nipoti come hanno ricettato un milione di dollari.
Protestiamo quindi perchè sono state trascinate sul palco dell’Ambra Jovinelli dove notoriamente sudano gli artisti dell’avanspettacolo in quanto la loro sceneggiata è opera di livello ben superiore tanto da acchiappare come utili idioti plaudenti tutti i rappresentanti delle istituzioni che si sono accalcati davanti alle telecamere per decretare la loro partecipazione come idioti che hanno fatto del tutto per regalare un milione di dollari alle autrici della stangata che nella vita non hanno mai steso un paio di mutande impegnate com’erano a stendere solo bandiere.
Ma adesso la stenderanno la bandiera della banda bassotti prima di tornare in Iraq e inscenare chissà quale altra diavoleria? Magari facendo tesoro degli errori cinematografici commessi. La prossima volta si ricordino delle scene del rilascio dei veri sequestrati che sono arrivati emaciati e distrutti e sono scoppiati in lacrime pur essendo omacci con molte traversie alle spalle. Loro sono arrivate ingrassate, abbronzate, con vestiti adattissimi alla circostanza, perfettamente truccate ed alla spasmodica ricerca della migliore posa per le inquadrature televisive.
Siamo un paese abituato ai ladri moralizzatori e l’avventura della corporation Simona & Simona, con i trascorsi di consulenze guerriere al Ministero della Difesa e quelle di pacifiste per la Presidenza del Consiglio ha solo offerto un ulteriore squarcio su una nuova forma di ruberia che, conoscendo l’andazzo italiano, presto finirà nel dimenticatoio perchè rubare, per molti, è uno sport nazionale che si perdona facilmente, ma che bisogno c’era di insozzare la parola Resistenza e oltraggiare i bambini massacrati dalle autobomba inventando appunto una resistenza che in Iraq non esiste? In Iraq ci sono tre categorie di persone: ci sono quelle che vorrebbero vivere in pace e sono andate a votare nelle elezioni amministrative e che hanno riaccompagnato finalmente i figli a scuola. Ci sono i macellai che fanno le stragi, sgozzano chiunque gli capiti a tiro e sequestrano uomini e donne. E ci sono i “carcerieri” delle Simona & Simona rimasti a fare il palo al milione di dollari. E’ questa la resistenza? La frase corretta potrebbe essere forse che i “carcerieri” stanno facendo “resistenza” alla tentazione di svanire nel nulla… Chi di coltello colpisce ….
Nella peggiore delle ipotesi l’unica consolazione è che con quel milione di dollari i macellai iraqueni non compereranno nessuno degli 83.000 fucili d’assalto ipotizzati dagli indignati giornali americani perchè finiranno tutti in vestiti firmati e viaggi esotici: mica sono sceme Simona & Simona!!
Ma un magistrato in Italia con un po’ di sale in zucca ci sarà pure per ritirargli il passaporto e sbatterle in una prigione italiana!! Ai cioccolatini ci penseremo noi.


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