Il 28 settembre del 2000 il boia di Sabra e Chatila Ariel Sharon propose la sua candidatura a primo ministro d’Israele salendo, scortato dalla polizia, provocatoriamente sulla Spianata delle moschee di Gerusalemme dando il via alla seconda Intifada che ha preso il nome dalla moschea di al Afqa. Quattro anni in cui il Popolo palestinese ha generosamente e disperatamente lottato offrendo il suo sangue per difendere la sua indipendenza e la sua libertà . Sassi contro Tanks e quindi, a fronte della ferocia dell’aggressione sionista, brandelli di carne contro l’oro che tutto paga. L’Occidente ancora una volta è rimasto a guardare, pronto solo ad inorridire dinanzi al martirio delle giovani e dei giovani palestinesi che quotidianamente donano la vita per la causa del loro Popolo. L’Occidente che accetta a cuor leggero le guerre preventive contro i “popoli canaglia”, prono da decenni alla volontà di dominio degli S.U. L’Occidente complice degli stermini operati dalle “coalizioni” che di volta in volta si arrogano il diritto di esportare democrazia e uranio impoverito nei Balcani, in Afghanistan, in Mesopotamia. L’Occidente che tollera lo stravolgimento dello jus gentium e che plaude ai processi ai vinti. L’Occidente che non si oppone alle gabbie di Guantanamo Bay e delle decine di lager sparsi in giro per il mondo dove, contro ogni regola, si sequestrano e si torturano – come Abu Ghraib insegna - ignoti prigionieri. L’Occidente che ignora le “Guantanamo” israeliane dove da anni sono tenuti in ostaggio migliaia di Palestinesi. A Ketziot, a Ofer, nelle prigioni femminili di Ramle dove l’oltraggio è ignobilmente esercitato. L’Occidente che non parla dell’Olocausto del Popolo palestinese. Un Occidente che s’identifica in Italia nei “compagni di merende” di Bush e di Sharon, che hanno dismesso la casacca rossa e la camicia nera dopo essersi ripetutamente recati in pellegrinaggio a Wall Street, nella City, a Gerusalemme. Nei santuari, insomma, di Superfinanza e del liberismo selvaggio. Ma nonostante l’Intifada, Sharon si vanta di aver rafforzato l’economia di Israele. Nessuno poteva dubitarne. Mentre, infatti, i corazzati portavano la morte nei Territori ed i bulldozer spianavano le case a Gaza e Jenhina seppellendo sotto le macerie donne e bambini, mentre gli elicotteri eliminavano “miratamene” i leader della Resistenza palestinese ed uccidevano impunemente i loro oppositori in Libano o in Siria, Sharon andava rafforzando la sua posizione internazionale scambiando collaborazione economica e di intelligence con Putin, stringendo rapporti diplomatici con i paesi islamici “moderati”, sviluppando esponenzialmente gli scambi con la Cina. Tutto secondo le regole del mercato. Contro le loro regole, tutte le loro regole, noi per nostro conto ci schieriamo accanto ai Popoli in lotta per la loro indipendenza. Onore ai combattenti palestinesi!
di Paolo Signorelli




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