Oh madonna, questi se non son matti non li vogliamo, ma di notte anzichè dormire sognano di combinare stronzate?
L’ipotesi di un quotidiano doppio: in Meridione attacchi a Roma ladrona, al Nord resta antimeridionalista
«Servono voti al Sud, facciamo una Padania a Napoli»
Il direttore Leoni si è ispirato alle numerose lettere di solidarietà e di affetto arrivate a Bossi dal Mezzogiorno
MILANO - La compri al Lorenteggio e ci trovi puntualmente una sparata contro «i soliti meridionali che vogliono portare i loro rifiuti al Nord». La compri al Vomero e l’articolo in questione magicamente sparisce, sostituito da un più opportuno affondo contro la Roma ladrona che taglieggia i settentrionali e i meridionali. Dovrebbe funzionare più o meno così la doppia Padania che sogna Giuseppe Leoni, direttore dell’attuale (singolo) quotidiano leghista. Un giornale bifronte, stampato a Milano e a Napoli, con una pattuglia di redattori magari inviati dal Nord, e pronti a interpretare la vera o presunta ribellione meridionale contro la «Capitale corrotta» Un’idea all’apparenza stravagante che si fonda su solide radici politiche: sono in arrivo le elezioni regionali e un modo per sfondare il muro del Nord e raccogliere voti in altre parti d’Italia potrebbe essere proprio quello di realizzare un quotidiano sdoppiato che concentri il fuoco da due fronti opposti, il Nord e il Sud, uniti nel bombardamento contro il centralismo assistenzialista romano.
Leoni, che guida il quotidiano dallo scorso giugno, sa bene che la sua idea di una Padania duplex è di difficile realizzazione, viste le acque non proprio tranquille nelle quali naviga il giornale, a corto di copie e di pubblicità. Ma la proposta ha un suo fascino che potrebbe far breccia nei dirigenti del partito. E trova ulteriore alimento nelle molte lettere di solidarietà e di affetto arrivate a Bossi proprio dalle regioni meridionali.
I media padani da tempo hanno già superato il confine. Paradossalmente Telepadania è ricevibile a Milano solo dal 50 per cento della popolazione, mentre si vede benissimo in Toscana e Lazio. Ma c’è il satellite che porta il segnale ovunque, così come accade per la radio, ricevibile in ogni parte d’Italia grazie a Internet.
Il primo a credere nell’idea di portare il verbo lumbard anche fuori dalla cosiddetta Padania è stato il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, tornato entusiasta dalla spedizione primaverile, quando si inoltrò nei territori di confine, da Napoli a Gela, da Barletta a Palermo: «C’è una risposta incredibile, trovo ovunque grande simpatia per noi - spiegava allora - La questione meridionale e la questione settentrionale del resto non sono contrapposte». Sulla stessa linea lo slogan della campagna elettorale: «Per far volare il Sud alleati con il Nord».
Anche l’idea di differenziare il messaggio non è nuova. Gli organizzatori di via Bellerio in occasione delle scorse elezioni hanno usato slogan e cartelloni diversi a seconda della realtà geografica. Un modo per annacquare i toni antimeridionalistici di molte frasi d’ordinanza del Carroccio. Frasi che la Padania ha ospitato a lungo. Come quando scriveva che «il meridionale che viene a studiare a Milano ha una sola cosa in testa: fregare a un padano un buon posto di lavoro». Frasi che un eventuale «terrone» (o «italiota») interessato all’acquisto della Padania potrebbe non apprezzare.
Alessandro Trocino
Politica Corriere




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