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    Predefinito Zapatero, Nichilismo e squadristi rossi

    Sovvertimento in Spagna

    L'ossessione nichilista di Zapatero


    Giuseppe Savagnone

    Sono bastati sei mesi, al governo di Zapatero, per confermare la tendenza di certa sinistra, in Spagna e non solo in Spagna, a coprire l'annacquamento dei propri obiettivi originari con un anticlericalismo più o meno aggressivo, gabellato come «difesa della laicità dello Stato». Nel giro di pochi mesi, un vero gioco pirotecnico di proposte e di iniziative ha rimesso in discussione praticamente tutti i punti della legislazione spagnola che più direttamente hanno a che fare con la visione antropologica della persona e della società: liberalizzazione dell'aborto; blocco della legge che dava pari dignità - all'interno della scuola statale - all'insegnamento della religione cattolica; riduzione dei tempi per ottenere il divorzio; equiparazione delle unioni omosessuali ai matrimoni tra persone di sesso diverso, con il diritto anche per le prime di avere figli in adozione; legalizzazione dell'eutanasia; esperimenti sugli embrioni. Contemporaneamente, si è parlato di ridurre i finanziamenti alla Chiesa cattolica.
    Non è detto che tutte queste innovazioni vengano effettivamente realizzate, ma è significativo che proprio su questo fronte i responsabili del nuovo corso spagnolo stiano giocando la propria immagine.
    «Si vuole limitare il carattere ufficiale di qualsiasi religione», ha dichiarato solennemente il sottosegretario alla Giustizia. E, in effetti, è questo il punto. Lo si era visto anche in Italia, con la polemica sul crocifisso nelle aule: non si vuole combattere la religione come tale, solo negarne il carattere pubblico. Una fede privata, che resti confinata entro le mura dei templi e non pretenda di pesare in alcun modo sul quadro giuridico, sociale e culturale del Paese: questo è ciò che vogliono i socialisti spagnoli, in nome della laicità dello Stato e del pluralismo. Peccato che una fede che non ispiri la cultura non esiste. E qualora questo non l'avessimo ancora compreso, ciò che di aberrante accade oggi nel mondo dovrebbe illuminarci. Le religioni contano eccome, perché l'uomo è strutturalmente aperto al sacro. Il problema allora non è ibernare la religione nella speranza di sterilizzarla, ma di «prevederne» le espressioni, contribuendo nel giusto modo a una loro valorizzazione sociale.
    Il problema, ben inteso, non riguarda innanzitutto la Chiesa, ma la società civile e lo Stato spagnoli. Un popolo ha la propria identità in una cultura che si è sedimentata lungo secoli intensi e importanti, e nelle caratteristiche che oggi lo uniscono come pure lo distinguono dagli altri popoli. Il tentativo di rendere asettiche le istituzioni, per il nobile intento di rispettare la libertà di opinione e di azione di tutti, porta dritto al suicidio di questa identità. Una laicità così intesa sarebbe semplicemente l'elaborazione del nulla. Invece che della sinfonia delle voci, dove ciascuna si esprime per quella che è, si avrebbe un terribile silenzio, in cui rischia di imporsi all'adorazione collettiva la religione nuova del consumismo. Su una società così mutilata della propria anima, c'è veramente da temere che finisca con lo sventolare la bandiera di altre culture e altre religioni, le quali non si vergognano di se stesse e, pur essendo più povere materialmente, hanno l'esuberanza e l'intemperanza di chi si sente investito da un mandato pionieristico.
    A meno che qualcuno non abbia il coraggio di negare le radici proprie della Spagna, la politica di Zapatero non colpisce in primo luogo la Chiesa, ma il Paese tutto intero perché ne recide, appunto, le radici. Forse si è ancora in tempo a rettificare il tiro. E lavorare per una laicità che si coniughi con la fedeltà alla tradizione, e per un pluralismo che non sia anonimato: questa è la sfida oggi, per la sinistra spagnola (e non solo per quella). Si scoprirebbe, allora, che sono in gioco non i veri o presunti «privilegi» dell'istituzione ecclesiastica, ma gli elementi che compongono il Dna di una nazione, di una civiltà.

    http://www.avvenire.it

  2. #2
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    L’ossessioni nichilista spagnola si spinge fino ad aggredire chi non la pensa come loro, il Socialdittatore Borrell all’attacco di Buttiglione, “da spagnolo non lo vorrei come ministro”, allora chi è contro l’aborto in spagna non vorrebbe lui come ministro o eurodeputato. Tenuto conto del detto la mamma dei cretini è sempre incinta era meglio se invece di partorirlo un tale squadrista sua madr5e era meglio lo buttasse a mere: scherzo ma non è da scherzarci.

    Saluti antisocialdemocratistoidi

    SCONTRO A BRUXELLES
    Il presidente Borrell: «Da spagnolo non lo vorrei come ministro». Gargani: «La mia commissione ha già dato l’ok, ma così interferisce sulla commissione Libertà civili che deve pronunciarsi»

    Attacco Ue a Buttiglione
    Ma i Popolari si ribellano

    Iniziativa preordinata e persino annunciata dai giornali della sinistra Mario Mauro (Fi): intollerante Borrell, non Buttiglione

    Da Bruxelles Franco Serra

    Un inaspettato attacco del presidente dell'europarlamento, il socialista spagnolo Josep Borrell, ha inasprito lo scontro sul giudizio da dare sulla designazione di Rocco Buttiglione a responsabile Giustizia e Interni nella Commissione europea che si insedierà il primo novembre sotto la presidenza di José Manuel Barroso. «In Spagna non vorrei avere un ministro della giustizia che difende le tesi del commissario designato», ha detto Josep Borrell alla radio francese, preoccupandosi poi di diffondere il testo. «Come spagnolo - ha proseguito - non vorrei avere un ministro della giustizia che considera l'omosessualità peccato, che pensa che la donna debba restare a casa a fare figli sotto la protezione del marito, sono parole che a dir poco offendono. Buttiglione si dovrà occupare di cose importanti, mica di barbabietole». «Anche le barbabietole avrebbero capito quel che Borrell non capisce», replica il ministro Carlo Giovanardi.
    In difesa del neo-commissario anche il segretario generale del Ppe Antonio Lopez Isturiz. «Sono, indignato, mai un presidente aveva osato tanto». Nelle audizioni parlamentari gli eurodeputati di centrosinistra avevano interrogato Buttiglione insistendo sulle sue idee a proposito di omosessualità, matrimonio, ruolo della donna, ma anche sulla prospettiva di creare in Nordafrica centri di prima accoglienza per immigrati, e ottenendo dal commissario designato risposte argomentate unite all'assicurazione che le sue ferme convinzioni morali non si tradurranno necessariamente in scelte politiche.
    Borrell si è espresso mentre la commissione Libertà civili ancora sta discutendo sul parere da dare sulla designazione di Buttiglione e la sua sortita ha suscitato una grandinata di critiche. «È un fatto grave - ha osservato anche Giuseppe Gargani di Fi, presidente della commissione giuridica -, una turbativa alle audizioni in corso». Gargani aveva appena comunicato a Borrell il giudizio «alla grande» favorevole a Buttiglione, in seguito a un voto a maggioranza dei membri della sua commissione.
    Indignato anche il commento del capofila degli eurodeputati di Fi Antonio Tajani, per il quale l'affondo di Josep Borrel costituisce «una ferita alle istituzioni parlamentari, per le quali egli denota assoluta assenza di rispetto, oltre a una mancanza di riguardo per la persona». «È inconcepibile - ha aggiunto - che il presidente del parlamento usi un linguaggio del genere, e oltretutto Borrell abusa del suo potere per influenzare i parlamentari europei, interferisce nell'attività delle commissioni e lo fa volontariamente: non solo rilascia un'intervista con toni sprezzanti e irriguardosi nei confronti di Buttiglione, che in Europa tutti conoscono e stimano, ma ne fa anche diffondere il testo». Buttiglione ha rifiutato di attaccare Borrell «per rispetto al parlamento».
    Si aspetta per lunedí il responso della commissione Libertà civili e il suo presidente Jean-Louis Bourlanges (del gruppo Liberali-Margherita) ha suggerito un voto su tre ipotesi: via libera a Buttiglione, bocciatura, richiesta a Barroso di assegnargli un diverso portafoglio. Quest'ultima veniva considerata ieri la piú probabile anche se difficilmente il successore di Romano Prodi vi darà seguito. A fine mese l'assemblea voterà, infatti, la fiducia alla Commissione Barroso nel suo insieme, non sui singoli commissari.

    http://www.avvenire.it

  3. #3
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    In origine postato da antonio
    ma e' proprio il popolo spagnolo che ha votato zapatero.
    spinto a questo anche dall'insulsaggine di Aznar, che prima ha voluto la guerra all'IRAQ contro il 90% degli spagnoli e poi ha cercato di coprire le responsabilita' di AL Qaeda.
    quanto alle religioni e scuola pubblica, dovrebbero poterci stare tutte, a richiesta dell'utenza:tu vuoi l'ora di religione cattolica? bene ti deve essere garantita...
    tu vuoi l'ora di religlione ebraica? bene, ti deve essere garantita...
    tu vuoi l'ora di religione islamica? bene, ti deve essere garantita...
    e' questa la sinfonia delle voci..

    rapporti preferenziali tra UNA religione a le Isituzioni pubbliche non vanno bene perche' implicherebbero lo snaturamento della stessa religione. e' il modello islamico quello che pretende rapporti preferenziali.

    e' dunque nell'interesse della stessa religione cattolica farsi carico della difesa della sua originalita', che non passa per tutele giuridiche speciali.

    in definitiva: Zapatero sbaglia..la liberta' e' inclusiva..non esclusiva.
    Concordo pienamente, se non fosse per il fatto che l'occidente come dice la Fallaci, di cui non condivido tutto quel che scrive, è pervaso da un'overdose di nichilismo; infatti io sono parzialmente a favore della multirazzialità e del multiculturalismo, ma certamente non oltre un certo limite; io non voglio una società nichilista priva di valori, colui che segue i precetti cristiani sa benissimo qual'è la verita, distingue benissimo il bene dal male, quindi si alla multiculturalità e si anche alla multirazzialità, ma favorendo la nostra cultura, tenendo conto del fatto che tutte le religioni non sono uguali, rispettando purtuttavia anche l'islam che conosco molto bene per avere anche un'amico Magrebino.

    Saluti Antisocialdemocratistoidi

  4. #4
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    Un'articolo interessante a quetso proposito:

    Il Papa: chi darà continuità alla nostra cultura?

    L'Occidente si taglia il futuro E allegro va incontro allo zero

    Nella frenesia ovunque avanzante del contrastare la famiglia naturale sembra farsi strada il nichilismo

    Marina Corradi

    Il futuro dell’uma-nità «si attua perché la coppia offre al mondo nuove creature», ha detto ieri il Papa in udienza. Parrebbe naturale. Non lo è così tanto. Ai figli, si è ormai abituati a pensare come una questione puramente affettiva e privata: quanto di più privato ci sia la scelta del perché, come e quando averli, e privato e familiare l’orizzonte entro il quale il generare trova un senso. Si fa un figlio oggi «perché è bello avere un bambino», perché in due dopo un po’ la vita è vuota, per avere un sostegno, un domani. Insomma, per giuste, lodevoli questioni personali. In una dimensione chiusa su di sé e sul proprio appartamento di tre locali più servizi. Raramente, anche al di là delle risorse economiche, ci si avventura in famiglie numerose. Il figlio unico basta a riempire il bisogno affettivo. E pochi sono quelli che avvertono dentro di sé questa voglia di continuare, attraverso i figli, la propria umanità e la propria storia. Spesso è gente che fa più figli di quanti se ne potrebbe ragionevolmente permettere. Che semina fiduciosamente, confidando in un destino buono. Il Papa ieri ha continuato, a San Pietro, con un monito a «un Occidente spesso incapace di affidare la propria esistenza al futuro attraverso la generazione di nuove creature, che continuino la civiltà dei popoli e realizzino la storia della salvezza». Inevitabile a questo punto che nel meccanismo dei media si siano volute leggere queste parole come un riferimento esclusivo alla deriva radicale del governo Zapatero: divorzio "veloce", matrimoni gay – in pochi mesi lo sradicamento forzato delle radici cattoliche del Paese. Eppure, quell’Occidente avaro di futuro di cui parla il Papa sembra in realtà molto più grande della Spagna di Zapatero. È l’Occidente nostro, di chi pensa e calcola i figli in rapporto alle necessità affettive private, e non come altri da sé, da gettare in avanti, generosamente, gratuitamente – perché continuino la storia da cui provengono. La storia di un grande continente, di millenni di arte e bellezza e meraviglie, e anche guerre, e miserie – la storia dell’Europa cristiana. Tantomeno si ha in mente, oggi – fatta eccezione naturalmente per chi ci crede davvero – di avere figli «per realizzare la storia della salvezza». Uomini dentro un disegno di Dio, pedine sia pure, inserite però in una trama tendente a un destino di redenzione. Immersi come siamo in un mondo che si accontenta di matrimoni veloci, amori necessariamente sterili, agonie "dolcemente" soffocate anziché accompagnate con umanità, che fatica ricordarsi e affermare che vogliamo qualcosa di infinitamente più grande. Che quei figli non sono solo per una tenera compagnia, ma per continuare la storia, e la speranza cristiana. «Noi siamo per la morte, voi siete per la vita», ci hanno mandato a dire gli assassini di Madrid. Ma, nella frenesia ovunque avanzante del contrastare la famiglia naturale, del garantire come inviolabile l’aborto, del promuovere la selezione degli embrioni oppure l’eutanasia, viene il penoso dubbio che quel «voi siete per la vita» sia un errore dei nostri nemici: e noi si sia già ampiamente rosi da un inconscio, penetrante nichilismo.


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  5. #5
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    Zap ha legalizzato definitivamente l'aborto...e allora? Negli USA, in GB, anche in Italia l'aborto è legale, anche se con legislazioni diverse...niente di strano dunque. Ha fatto il matrimonio gay, anche qui non ha inventato nulla (vedasi Olanda). In più, Forse il governo USA finanzia la chiesa cattolica o quella protestante? E perchè devrebbe farlo la Spagna? L'opera di Zapatero non è nichilista, ma progressista. Sebbene l'idea di progresso abbia subito dei danni non indifferenti negli ultimi anni, se a contrapposrsi ad essa, in epoca di scontri di civiltà, devono esserci opposti tradizionalismi, entrambi oscurantisti, anche diversamente opprimenti, sia benedetto il progressismo (e stramaledetti i conservatori, aggiungo).

  6. #6
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    sempre pericolosi e ipocriti questi cattolici...
    se non si seguono tutti i loro precetti siamo nichilisti,
    se non diamo alla chiesa il privilegio esclusivo di insegnare nelle scuole pubblcihe siamo nichilisti;
    se non diamo i finanziamenti dell'8% siamo nichilisti;
    se in televisione non si ficca un prete anche tra nani e ballerine, e mai un ateo, siamo nichilisti;
    se non rendiamo esentasse tutti i business della chiesa siamo nichilisti;
    le nostre basi sono cristiane solo perchè un imperatore romano, dopo aver bollito la madre e avvelenato il figlio, ha deciso che i suoi sudditi diventassero più quieti e ossequienti al potere facendo diventare il cristianesimo religione di stato e perseguitando chi non accettava il suo editto.....
    .....e in simile modo si è comportata la gerarchia per lunghi secoli .....uilizzando quell'investitura e rimuovendo con la violenza tutte le voci contrarie.. che però avevano tanta forza e verità che alla fine si sono fatte sentire...... tanto che ora fanno parte delle nostre radici e della nostra cultura.
    l'accusa di nichilismo, purtroppo, è l'ultimo strumento utilizzato dalla chiesa per mettere a tacere le voci contrarie alla sua pretesa di dominare la società e mantenere il potere e i oprivilegi oltre che le sue ricchezze.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
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    In origine postato da cciappas

    .....e in simile modo si è comportata la gerarchia per lunghi secoli .....uilizzando quell'investitura e rimuovendo con la violenza tutte le voci contrarie.. che però avevano tanta forza e verità che alla fine si sono fatte sentire...... tanto che ora fanno parte delle nostre radici e della nostra cultura.
    Purtroppo non sei meglio di Zapatero o di Borrell, ti nascondi dietro l'anticlericalismo ma è l'anticristianesimo dove vuoi andare a parare, come ti ho già detto i vostri attacchi anticlericali non servono a niente, la chiesa dei privilegi se ne fa un baffo, non per niente è un'istituzione bimillenaria che è nata con i primi seguaci oppressi e perseguitati, tutto quel che è europa lo dobbiamo al cristianesinmo non ai socialisti, ma purtroppo viviamo in una società dove il dominio culturale impresso in tutti i suoi gangli ha fatto addirittura pronunciare a un papa. "Comunismo male necessario"


  8. #8
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    In origine postato da tigermen
    Purtroppo non sei meglio di Zapatero o di Borrell, ti nascondi dietro l'anticlericalismo ma è l'anticristianesimo dove vuoi andare a parare, come ti ho già detto i vostri attacchi anticlericali non servono a niente, la chiesa dei privilegi se ne fa un baffo, non per niente è un'istituzione bimillenaria che è nata con i primi seguaci oppressi e perseguitati, tutto quel che è europa lo dobbiamo al cristianesinmo non ai socialisti, ma purtroppo viviamo in una società dove il dominio culturale impresso in tutti i suoi gangli ha fatto addirittura pronunciare a un papa. "Comunismo male necessario"

    ==
    io sono anticlericale solo per la pretesa della chiesa di voler mettere il becco nella cosa pubblica e la pretesa di avere privilegi rispetto al laicismo e alle altre religioni di pari dignità.
    se si limitasse a parlare di spiritualità nelle sue chiese e anche nei giardini pubblici avrebbe tutto il mio rispetto.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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