Riporto una conversazione con Ucci Do iniziata in privato.
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Ucci Do:
E cos'è la Bhatki se non interrompere i flussi karmici indirizzando le proprie azioni a Dio?
Il discorso è molto semplice: Chi puo' mondare e cancellare gli influssi negativi del Karma?
Io credo in Dio, quando mi accosto ad un passo della Gita e quando mi accosto ad un passo del Vangelo.
p.s. non ho comunque interrotto i miei studi e approfondimenti sulle Tradizioni Spirituali Orientali.
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Primahyadum
Il flusso karmico non lo interrompi in alcun modo, se non attraverso l'identificazione con l'Agente e con lo stabilizzarsi integralmente nell'Agente, comunque tu voglia chiamarlo: poichè in questa stabilizzazione tu operi il ritiro dal mondo e dunque la partecipazione al mondo stesso, il quale continua a vivere in te e attraverso te, ma non è più partecipato e dunque non muove karma. Si tratta di una conquista assai elevata, di un traguardo che è di pochissimi.
La bhakti è un mezzo, una via. Il devoto dedica tutto sè stesso a Dio: atti, pensieri, volontà. Ma permane ancora nel duale: lui e Dio. Questo percorso indubbiamente conduce a cose anche meravigliose che i santi hanno conosciuto: siddhi, sospensione delle leggi conosciute, estasi e quant'altro. Ma finchè permani nella dualità non sei libero e soprattutto puoi sempre ricadere all'indietro.
Un maestro di alta levatura può, se crede e lo ritiene opportuno, distruggere il tuo karma negativo pregresso per facilitarti la via, ( lui sa come gestirlo), ma sta solo a te operare per l'uscita dal mondo manifesto.
Il Vangelo non è la Chiesa. Come la Gita non si identifica con la classe brahminica. Credo di essermi spiegata.
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Ucci Do
Ho letto e ti sei spiegata.
Come vanno interpretati quindi i versetti 27 e 29 del Capitolo IX della Gita?
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Primahyadum
27) Poco importa che mi si offra con devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell'acqua. Tutto quello che mi offre devotamente una creatura zelante, io volentieri lo accetto.
Mi sembra assai chiara l'interpretazione. La figurazione di Krishna non indica simbolicamente altro che il proprio SE' e tutto ciò che gli si sacrifica, anche secondo norme diverse, è ugualmente accettato. Perchè il fruitore di ogni sacrificio è sempre lo stesso per tutti, benchè coperto dalle spoglie di Ishwara, il dio teistico relativo ad ogni tradizione.
29) In tal modo ti sarai liberato dai legami dell'azione, fonte di frutti buoni o cattivi. Unito con lo yoga della rinuncia tu mi raggiungerai liberato.
Al quale versetto aggiungerei come complemento il
35) Fissa la tua mente su di me, siimi devoto, sacrifica a me, inchinati dinanzi a me e tu mi raggiungerai, essendoti così esercitato, dedito a me.
E' evidentissima l'essenza della bhakti: una dedizione totalmente completa e integrale da preludere ad una assimilazione con il dio.
La liberazione dai legami dell'azione è cosa conseguente a questo tipo di percorso, ma certamente ciò non avviene prima che l'assimilazione sia completa. Perchè solo così, identificandoti nell'atman, la rinuncia al mondo è compiuta e cadono i legami con esso, pregressi ed attuali.




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