Sabato 9 Ottobre 2004, 14:26
Terrorismo: Pera, 'Loro' Fanno La Guerra Santa e Noi?
(ASCA) - Palermo, 9 ott - ''Da oltre 10 anni il terrorismo islamico e' un pericolo. E da oltre 10 anni gli obiettivi della Sharia, cosi' come ha indicato Bin Laden in alcuni video mandati in onda dalla Tv Al Jazeera, sono l'America, Israele, l'Occidente intero, i Paesi arabi e islamici moderati. Cio', indubbiamente, e' sotto gli occhi di tutti''. Lo afferma il presidente del Senato, Marcello Pera, durante la sua relazione alle 'Giornate internazionali del pensiero filosofico' organizzate dalla fondazione Liberal a Palermo. ''Dieci anni di guerra santa, di teorie, proclami e massacri - aggiunge Pera - sulla pelle dell'Occidente, di Israele, dei Paesi arabi. Questo vogliono, dicono e fanno. Vogliono la guerra santa, predicano la guerra santa, fanno la guerra santa. E noi - si interroga il presidente del Senato - che cosa vogliamo, diciamo, facciamo?''. ''In Europa - analizza il presidente del Senato - anche dopo l'11 settembre 2001 c'e' stato un ritardo generalizzato nel capire la portata della minaccia del terrorismo islamico. Si e' mostrata, rispetto agli Usa, una minore capacita' di analisi del fenomeno e, di conseguenza, la maggiore riluttanza a contrastarlo con decisione''. ''Neanche i 200 morti di Madrid - ricorda Pera - hanno piegato la ferma volonta' del nostro continente di continuare a far finta di nulla, e hanno cambiato la tenace intenzione di addossare agli Stati Uniti tutto il peso del terrorismo, unita spesso alla zavorra dell'accusa di essere loro stessi responsabili di questa piaga''. Il presidente del Senato quindi si chiede: ''alla luce di tutto questo sapra' la vecchia Europa riconoscere i propri doveri? E vorra' soprattutto adempiervi? Che lo sappia - segnala - e' impossibile dubitare. Che lo voglia, ad oggi, e' tutt'altro che certo. Ma se cosi' non accadra', allora c'e' da scommettere che quel Trattato costituzionale europeo che da qui a poco sara' firmato a Roma non sara' solo macchinoso, ma sara' anche inefficace, perche' sui temi fondamentali della difesa e della sicurezza, dove i cittadini cercano l'Europa, questa continuasse ad essere assente, il destino dell'Unione sarebbe gramo e il nostro incerto''. Infine Pera, parlando dell'Iraq, spiega che ''innanzitutto l'Europa deve prendere coscienza della posta in gioco. Per i terroristi l'Iraq e' il fronte della Guerra santa. Per noi occidentali invece e' la frontiera della resistenza alla Guerra santa. Perdere in Iraq - ricorda il presidente del Senato - vuol dire abbandonare il Paese al fondamentalismo e consegnare il suo popolo ad una dittatura teocratica, destabilizzare un'intera area strategica, aggravare non risolvere, il conflitto israelo-palestinese. Insomma - conclude Pera - una sconfitta amara e tragica per noi e per lo stesso mondo arabo''.





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