....cattolici
Roma. Le deputate bionde, olandesi e tedesche, si sono accasciate sui banchi dell’Europarlamento, risatine e battute. Questo aspirante commissario per la giustizia, libertà e sicurezza dice cose folli, hanno pensato in coro, e allora ecco il coro del politicamente corretto fischiare compatto Rocco Buttiglione.
“Meglio che si occupi di barbabietole” ha detto il presidente Josep Borrell, e quasi tutti gli italiani contro, con entusiasmo.
Invece Lilli Gruber è stata vista applaudire.
Ma Buttiglione ha osato dire l’indicibile:
“Come cattolico penso che l’omosessualità sia un peccato”, “Matrimonio significa protezione della madre, una protezione da parte dell’uomo che consente alle donne di avere figli”.
L’ha detto in parecchie lingue, visto che ne parla sette (“mastico anche un po’ di siciliano, perché sono stato parecchi anni a Catania”), ha guardato le facce scandalizzate e ha capito che la distinzione kantiana tra moralità e legge non avrebbe funzionato:
“Quando si fa politica non si rinuncia ad avere convinzioni morali, ma questo non ha alcun effetto sulla nostra fede di cittadini: lo Stato non ha diritto di ficcare il naso in queste cose e nessuno può essere discriminato sulla base dell’orientamento sessuale”. L’orientamento sessuale no, ma il cattolicesimo fa parecchio scandalo, e adesso in molti dicono che Buttiglione proprio non è adatto a rappresentare l’Europa, resti al paese e faccia il ministro, è già tanto.
Lui che da europarlamentare è stato tra i proponenti della Carta europea dei diritti fondamentali, adesso è sospettato di non rispettarli.
Lui che ha istituito l’osservatorio per la convenzione europea, che come una banca dati ha seguito l’iter della convenzione fino all’approvazione, potrebbe essere un cattivo europeo, e omofobo.
Il presidente francese della Commissione per le libertà civili è molto “perplesso”.
Però Barroso, il neo presidente della Commissione giustizia, su Buttiglione non ha dubbi (aiutato dal fatto che è uno dei pochi ad alzare il telefono e spiegarsi in portoghese), e alla fine la vicepresidenza sarà salva.
Berlusconi ha detto che “Rocco era e resta la scelta migliore per l’Italia”.
Anche se cattolico.
Anche se nel novembre 2003 ha detto: “Non vogliamo finanziare la ricerca sugli embrioni. Nulla vieta la ricerca sui cadaveri, ma no all’uccisione degli esseri viventi”.
E anche se al convegno di Comunione e Liberazione, l’estate scorsa, è stato scandaloso:
“Possiamo essere cacciati dal governo, ma non rinunceremo mai alla battaglia per riformare la legge sull’aborto, spostando l’attenzione sulla difesa della vita”.
Scandaloso a parole, ma poi non è successo nulla.
E in uno degli incontri riservati con il Papa, che avvengono circa ogni tre mesi, gli ha fatto presente, discorrendo in polacco, il problema delle radici giudaico cristiane della Costituzione europea, battaglia importante, e persa.
Perché Rocco Buttiglione parla con tutti, sempre, e vuole spiegare convincere mettere d’accordo.
Non sempre ci riesce, però il suo ministero era una cosa piccola, di coordinamento defilato, e “lui gli ha dato una dignità che prima non aveva”, dicono anche molti degli altri ministri.
Per esempio, Buttiglione nelle grane di Alitalia ha svolto un ruolo essenziale: facendo spola tra Loyola de Palacio e Pietro Lunardi, spiegava a lei la vessatorietà delle richieste lobbystiche, e intanto d’intesa con il ministro dei Trasporti varava il prestito ponte, intuizione di un “preconsiglio” che poi Buttiglione faceva digerire all’Europa.
Nel Mezzogiorno ha ottenuto altre forme di sostegno per le regioni che uscivano dal programma degli aiuti comunitari, si è insediato nel 2001 con i fondi già in scadenza ed è riuscito a far presentare i progetti in tempo, anche creando una task force di supporto tecnico alle regioni e enti locali, perché imparino a effettuare correttamente le richieste di finanziamento.
Non ha mai dimenticato nulla, Buttiglione, nemmeno i camionisti alle prese con il costo del gasolio italiano, ed è riuscito a ottenere dall’Europa la riduzione del deficit, e il non rinnovamento degli ecopunti.
Ha coinvolto tutti nel recepimento delle direttive comunitarie, per tre anni di fila la legge comunitaria è stata approvata all’unanimità.
Anche sul mandato di cattura europeo ha messo bocca, ponendo il problema dell’habeas corpus e dei diritti da non toccare mai.
“Ci sono regole sacrosante, da far valere sempre”, e però c’è anche la morale, e ognuno deve e può farci i conti. La sua, non l’ha nascosta mai: “Io vorrei fare di più, vorrei fare tutto quello che il Santo Padre desidera”, ha detto una volta.
Però poi ha fatto solo il ministro, bene, e adesso lo scandaloso vicepresidente del Parlamento europeo.
saluti...con applauso sincero




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