Australia: si avvicinano le elezioni
In vista della consultazione elettorale dell’ottobre 2004, il Labor di Mark Latham e il governo conservatore di John Howard si sfidano su tutti i maggiori temi della società e della politica australiana, e per la prima volta dopo molti anni la sinistra pare in vantaggio.
(Francesco Defferrari)
Il Labor può vincere?
John Howard, attuale primo ministro australiano, è al potere ormai dal 1996, e la sua coalizione di centro destra ha finora vinto in tutti gli appuntamenti elettorali degli ultimi anni. Ma a fine 2004 si terranno le prossime elezioni federali in Australia, e questa volta sembra che il Labor, l’opposizione di centro sinistra, abbia finalmente una possibilità di infrangere il lungo monopolio conservatore. .
Un impegno militare impopolare
L’impegno internazionale dell’Australia effettivamente è cresciuto molto negli ultimi anni, per decisione del governo di Howard, che ha inviato truppe non solo in varie zone del sud est asiatico, come le Isole Salomone e Papua Nuova Guinea, territori strategicamente vitali per l’Australia, ma anche nel lontanissimo Iraq, una decisione che ha provocato proteste e manifestazioni in tutta la nazione. L’Australia del resto è stato uno dei pochi paesi che aveva deciso di inviare truppe ancora prima che scoppiasse la seconda guerra del golfo, nel gennaio 2003.
La decisione dei conservatori, osteggiata dalla maggior parte della popolazione australiana ma approvata dal parlamento, fu in parte dovuta allo shock dell’ottobre 2002, quando 92 cittadini australiani morirono in un attentato di estremisti islamici contro una discoteca di Bali, in Indonesia. La decisione del governo tuttavia è stata abbastanza impopolare fin dall’inizio, tanto che nel febbraio 2003 il senato ha votato contro il primo ministro Howard condannando la guerra e chiedendo il ritorno a casa dei 2.000 soldati australiani, il primo caso nella storia australiana in cui un primo ministro in carica subisce un simile voto di condanna ad una sua decisione. In Australia però un voto del genere non obbliga il primo ministro alle dimissioni, e Howard è rimasto in carica senza troppi problemi. Dopo il recente attentato di Madrid però le cose stanno cambiando e la recente proposta di Mark Latham di ritirare le truppe dall’Iraq entro la fine del 2004 in caso di vittoria del Labor pare incontri un certo favore presso l’opinione pubblica. I conservatori naturalmente hanno risposto che le truppe devono restare fino a quando la situazione in Iraq non sarà più stabile, ma il Labor ha accusato il governo di non avere nessun piano che preveda il disimpegno delle truppe dalla zona, e che quindi l’impegno australiano sia in pratica a tempo indeterminato.
La scottante questione dell’immigrazione
Un altro tema che divide Labor e conservatori è quello dell’immigrazione. Il governo di Howard è stato criticato da più parti, e anche dall’ONU stessa, per il suo trattamento degli immigrati clandestini, anche di quelli che fanno richiesta di asilo politico. Ormai da molti anni tutti gli immigrati che richiedono asilo vengono ospitati in campi speciali in zone isolate dell’outback australiano, cioè il territorio al margine del deserto. Sia nel 2001 che nel 2002 si sono succedute in questi campi fughe, ribellioni, scioperi della fame e manifestazioni di protesta da parte dei gruppi australiani per i diritti civili. Nel 2001 inoltre il governo di Howard fu aspramente criticato per aver rimandato indietro una nave carica di clandestini, che poi sono stati ospitati a Nauru con l’aiuto finanziario del governo australiano stesso.
La linea dura contro i clandestini riflette in realtà un forte timore dell’opinione pubblica australiana nei confronti dell’immigrazione, tanto che il Labor stesso è stato molto cauto in questa materia e non ha mai dichiarato di voler cambiare radicalmente la politica di Howard. Mark Latham da una parte ha assicurato una politica di tolleranza zero con i trafficanti di clandestini, spesso indonesiani, quelli che in Italia vengono chiamati scafisti, ma ha tuttavia dichiarato di non voler mandare via le navi dei clandestini come ha fatto il governo di Howard in questi anni, almeno non fino a quando non viene esaminata la loro posizione e il loro status. Inoltre Latham ha proposto di garantire la residenza agli immigrati regolari che abbiano avuto il permesso temporaneo di restare in Australia per almeno due anni.
Il primo ministro Howard ha criticato questa politica del Labor dicendo che il suo risultato sarebbe quello di vanificare tutti gli sforzi fatti dal governo fino ad ora per scoraggiare i clandestini dal venire in Australia. Il Labor da parte sua ha iniziato a criticare duramente il trattamento governativo degli immigrati che chiedono asilo e ha recentemente proposto di affidarli ad organizzazioni come la Croce Rossa o la Chiesa australiana in attesa che il governo decida se hanno il diritto di ricevere asilo in Australia.
Conclusioni
Nonostante lo stato invidiabile dell’economia australiana (almeno dal nostro attuale punto di vista italiano), il Labor ha davvero la possibilità di vincere le prossime elezioni battendo il governo conservatore di Howard. Naturalmente questo non avverrà di certo per motivazioni economiche, ma più che altro sui temi sociali e politici. Il Labor di Mark Latham infatti ha ottenuto i maggiori successi finora soprattutto criticando il recente e notevole impegno internazionale, giudicato succube della politica estera statunitense
Solo ad ottobre 2004 sapremo davvero se Latham riuscirà a far leva su questi temi in misura sufficiente da riportare il Labor alla vittoria dopo molti anni di dominio conservatore.
Equilibri.net
Segnalibro:
Il Labor può vincere?
Tutto come previsto(o sperato) vero?
e allora , sinistrati, come la mettiamo?




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