Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Post MT: "Ma io difendo quella croce"

    Ma io difendo quella croce

    Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

    Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.

    Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).

    Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).

    Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

    Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

    A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

    da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009

    Ma io difendo quella croce - Articoli | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  2. #2
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    cristo di è lasciato ammazzare perchè credeva di essere un dio e figlio di un dio e che quindi non gli avrebbe provato sofferenza,,,
    è stato il primo truffato dalla religione cristiana...:sofico:
    e ciò che ha detto era già stato detto da altri..
    sono stati gli imperatori romani a dar valore a quelle idee perchè conveniva loro avere sudditi rassegnati. :sofico:
    [B]per mantenere in pace un mondo caratterizzato da ingiuste concentrazioni di ricchezza ed enormi sacche di povertà è necessario trasformare i poveri in zombie con la propaganda e le religioni[/B]

  3. #3
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    La corte europea la pensa diversamente: dice che il crocefisso lo si deve togliere punto e basta, e l'Italia si deve adeguare.
    La qual cosa mi fa un po' male, ma tant'è...
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  4. #4
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    cristo di è lasciato ammazzare perchè credeva di essere un dio e figlio di un dio e che quindi non gli avrebbe provato sofferenza,,,
    Va bene tutto ,ma 'ste minchiate no.
    Definire Cristo un houdini della religione che si lascia crocifiggere perchè pensa ai suoi super poteri è da bifolchi, e te lo meriti.
    Il messaggio, prima umano che religioso, fu il sacrificio, il martirio per una idea e una visione del mondo, un gesto compiuto anche da altre persone a cui puoi solo portare rispetto.
    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    è stato il primo truffato dalla religione cristiana...:sofico:
    e ciò che ha detto era già stato detto da altri..
    sono stati gli imperatori romani a dar valore a quelle idee perchè conveniva loro avere sudditi rassegnati. :sofico:
    Vabbè..non hai proprio capito un cazzo.
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

  5. #5
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    Citazione Originariamente Scritto da matrix Visualizza Messaggio
    Ma io difendo quella croce

    Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

    Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.

    Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).

    Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).

    Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

    Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

    A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

    da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009

    Ma io difendo quella croce - Articoli | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog
    bello!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #6
    Can che abbaia morde
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    La corte europea la pensa diversamente: dice che il crocefisso lo si deve togliere punto e basta, e l'Italia si deve adeguare.
    La qual cosa mi fa un po' male, ma tant'è...
    Non entro nel merito.
    La catena delle conseguenze mi sembra velleitaria.

  7. #7
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    Predefinito Rif: MT: "Ma io difendo quella croce"

    Citazione Originariamente Scritto da Ochtopus Visualizza Messaggio
    Va bene tutto ,ma 'ste minchiate no.
    Definire Cristo un houdini della religione che si lascia crocifiggere perchè pensa ai suoi super poteri è da bifolchi, e te lo meriti.
    Il messaggio, prima umano che religioso, fu il sacrificio, il martirio per una idea e una visione del mondo, un gesto compiuto anche da altre persone a cui puoi solo portare rispetto.


    Vabbè..non hai proprio capito un cazzo.
    Bravo. Possiamo essere credenti o meno, ma il mondo in cui viviamo non cambia. E sia che l'ultraterreno esista realmente sia che sia solo una trasposizione etica di ciò che nasce e muore solo quì il crocefisso ha un importante significato, che ha radici profonde nella cultura italiana, sia religiosa che laica. Per questo vedo la decisione di strasburgo come uno strappo che non tiene conto delle ragioni esposte in questo thread
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

 

 

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