Le radici giudaico-cristianeandranno inserite nella Carta dell’Europa” 11/04/2005 Il ministro Gianfranco Fini: “La Costituzione europea è un passo importante verso un’affermazione politica del Vecchio continente”
“Siamo stati uno dei primi paesi a ratificare la nuova Costituzione che regolerà il futuro dell’Europa. In gran parte è merito di Berlusconi e della maggioranza, che hanno mantenuto questo impegno. L’unico rammarico é il mancato riferimento alle radici giudaico-cristiane”. Antonio Tajani, vice presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo ha espresso a nome della maggioranza viva soddisfazione per il sì definitivo del Senato alla Costituzione europea. A suo avviso, si tratta di un passo importante, anche perché rappresenta “un forte invito in positivo alla Francia chiamata ad esprimersi con un referendum”. Dopo Lituania, Ungheria, Slovenia e Spagna, anche l’Italia, dunque, dà il via libera al trattato per la Costituzione europea. Anche il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini ha espresso un parere favorevole sulla nuova Costituzione e ha sottolineato: “Anche se non siamo stati i primi a ratificare il Trattato Ue, non ce ne rammarichiamo più di tanto. In un certo modo, siamo lieti che si sia aperta una sorta di benefica competizione alla ratifica, competizione che ha visto vincitori soprattutto i paesi ai quali l’Unione si è recentemente aperta”. Il bilancio fatto dal capo della diplomazia italiana è senz’altro molto positivo: il Trattato approvato rappresenta una “pietra angolare per le nuove sfide dell’Europa”. “Si tratta del logico sbocco - ha detto ancora Fini - del sostegno che il Governo italiano ha mostrato lungo tutte le fasi di un negoziato complesso. Abbiamo dato il nostro sì convinto per far compiere all’ Europa, finalmente riunificata sul piano politico, un salto di qualità istituzionale”. Soddisfazione per il voto bipartisan è stata espressa dal presidente del Senato: “è stata una bella pagina parlamentare - ha detto Marcello Pera - su un tema che ovviamente meritava”. Il semaforo verde del Senato è scattato con 217 sì e 16 no. Al plebiscito bipartisan verificatosi in Parlamento alla Carta europea si sono opposti due schieramenti in entrambi i poli: nel centrodestra la Lega Nord ha ribadito il suo compatto no alla Costituzione europea, sottolineando con il vice presidente del gruppo, Giorgio Stiffoni, che “tutti vogliono l’ Europa, ma il Carroccio vuole l’Europa dei popoli e non l’Europa dei burocrati”; uno stop nel centrosinistra è venuto da Prc. Per il capogruppo Luigi Malabarba, la Costituzione europea “é il frutto di un combinato disposto del mercato e del potere degli esecutivi degli Stati, che hanno obbedito alle politiche neoliberiste”. Nella Casa delle libertà non sono mancati però i mal di pancia, tutti attribuibili alla mancata citazione delle radici giudaico-cristiane nella Carta costituzionale. A maggioranza l’assemblea ha approvato un ordine del giorno dell’Udc, con il quale si impegna il Governo a non abbandonare nel futuro questa battaglia. Lo stesso Fini, intervenendo in aula, ha espresso il suo rammarico per gli scarsi riferimenti alla civiltà cristiana che è all’origine dei nostri valori europei. Per An, Riccardo Pedrizzi ha riferito di aver votato a malincuore la ratifica del Trattato perché il Parlamento “non ha saputo o voluto raccogliere l’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II, il quale fino all’ultimo ha chiesto all’Europa di riconoscere nella Costituzione le sue radici. A rammaricarsi per ilmancato inserimento delle radici cristiane nella Costituzione è stato espresso dal questore Mauro Cutrufo (Udc) che ha detto: “Si tratta di una lacuna fondamentale in un’Europa che si riconosce in tanti valori condivisi e comuni ma che nasce orfana alla radice, in quanto ha rinnegato le sue origini per le quali essa, come comunità di popoli esiste e senza le quali oggi non sappiamo quale coacervo di genti potrebbe rappresentare”. “Il nostro compito - ha concluso - è quello di recuperare quelle origini e far sì che vengano introdotte nel documento. La questione quindi resta aperta a possibili cambiamenti nel futuro”. Piena soddisfazione per la definitiva ratifica della costituzione europea da parte dell’Italia è stata espressa dal presidente dei senatori di An, Domenico Nania che ha affermato: “La definitiva ratifica è un fatto di grande significato. La Carta rappresenta senza dubbio un passo determinante verso l’affermazione dell’Europa politica. L’Europa politica non potrà non giovare al benessere ed allo sviluppo delle Nazioni che la compongono. Ecco perché auspichiamo che la ratifica da parte degli altri Stati arrivi in tempi rapidi”.
l'avanti
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