L'inaudita bocciatura di Buttiglione
ATTO SCHIFOSO PER FORMA E SOSTANZA
Cosa sarebbe accaduto se un commissario Ue fosse stato "respinto" perché
quacchero, musulmano, o valdese?
Giorgio Ferrari
La cosa sarebbe accaduto se un commissario europeo in pectore fosse
stato bocciato dalla commissione parlamentare perché quacchero, o
musulmano, o valdese? Che cosa avrebbero detto i difensori delle piccole
patrie e grandi identità, delle differenze, delle diversità? Che cosa
avrebbe pronunciato l'Europa dei Giusti di fronte a una censura basata
su un carattere personale e privato come la razza, la religione, o il
censo che ogni Costituzione democratica - nuova o antica che sia -
s'incarica di tener rigorosamente fuori dalla porta?
Ci sarebbe stata certissimamente una levata di scudi, le vie e le piazze
del civilissimo continente avrebbero evocato l'affaire Dreyfus, fiaccole
e ceri avrebbero illuminato la notte della ragione con il bagliore della
protesta silenziosa e il nome del Grande Discriminato sarebbe rimbalzato
per ogni dove, fino ad assordare di vergogna quel sinedrio che assai
poco onorevolmente lo aveva bocciato.
Ma niente di tutto questo avverrà per Rocco Buttiglione. Ieri la
commissione Libertà civili (quanta ironia in quel nome...) ha bocciato
la proposta di un cambio di portafoglio per il commissario designato nel
futuro governo europeo, dopo che lo stesso Buttiglione era già stato
bocciato quale commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza.
Zeppa di europarlamentari italiani, la falange di 53 auditori bruxellesi
ha dunque cassato il commissario. Fatto e procedura inaudita (commissari
erano stati precedentemente censurati, ma per atti avvenuti nel corso
del loro mandato e la stessa Commissione Santer era caduta per
malversazioni e leggerezze cinque anni fa), ma soprattutto inedita, in
quanto il bersaglio - Buttiglione - assomma caratteristiche un po'
troppo vistose perché non se ne faccia menzione: è italiano, è
cattolico, è moderato.
Di questi tre "peccati originali" ha fatto premio probabilmente il
secondo. È il suo credo (ancorché espresso con un certo crudo
compiacimento) verosimilmente ad aver impensierito il sinedrio dei
deputati che lo esaminavano. Gli stessi che non fiatano mai di fronte ai
fondamentalismi di altro conio, ma che si affrettano a dare del
fondamentalista a Buttiglione quando giova alla lotta politica.
Ripetiamo allora la domanda iniziale. Se Buttiglione fosse stato
musulmano, se avesse pronunciato commenti sul velo o sulla sharia,
sarebbe stato ugualmente censurato? Non possiamo saperlo con certezza,
ma ci vien da dire di no. Il suo sarebbe stato considerato il
rispettabile parere di un esponente di una minoranza religiosa.
A Mister Barbabietola invece (è stato l'illustre presidente del
Parlamento europeo Borrell a bollarlo così) è andata meno bene.
Già si vocifera di un'ennesima brutta figura dell'Italia sul proscenio
europeo. Non è vero. La brutta figura stavolta l'hanno fatta loro,
quegli auditori che hanno abbattuto un candidato non perché incapace o
inadatto ma perché cattolico doc. Certo, nei felpatissimi corridoi di
Bruxelles difficilmente lo si ammetterà mai. Come difficilmente si potrà
dimostrare che dietro quel voto di censura non vi sia la longa manus di
poteri (laici e forti) disturbati da quella candidatura. O che magari
l'hanno affossata per pura ripicca. Accade, nella peggiore politica. Per
questo non accettiamo.
Fonte: Avvenire - 12/10/2004




Rispondi Citando
)
)
