18.10.2004
L'Europa boccia la Tremonti-bis: è fuorilegge
di Sergio Sergi
Annunciato. E confermato. La proroga della Tremonti-bis è stato un provvedimento «illegale» e, pertanto, dovrà essere soppressa. Il governo italiano non ha risposto a Mario Monti, non ha fornito i chiarimenti necessari e, di conseguenza, dovrà adesso provvedere, e dimostrare che i beneficiari degli aiuti sulle calamità naturali restituiscano i contributi indebitamente incassati.
Il commissario alla Concorrenza l'aveva detto, in settembre, al simposio di Cernobbio: «In assenza di elementi decisivi, non potró che proporre una decisione negativa». É finita proprio cosí. La proroga della cosiddetta Tremonti-bis è stata rigettata dalla Commissione perché ritenuta del tutto incompatibile con le regole dell'Ue sugli aiuti di Stato. L'Italia, perció, deve «sopprimere» la normativa. Non c'è altra soluzione.
La Commissione prenderà formalmente la sua decisione nella riunione settimanale di domani. Ma non ci saranno obiezioni in quanto la «sentenza» degli uffici Antitrust di Mario Monti è stata già pienamente condivisa da tutti gli altri commissari, secondo le procedure interne. I capi di Gabinetto hanno vagliato il provvedimento e dato il loro assenso.
Per l'Italia è un colpo serio. Il capogruppo Ds alla Camera, Luciano Violante, ha detto che adesso «molti imprenditori e molti professionisti saranno costretti a restituire quanto avevano ottenuto e su cui, anche legittimamente, contavano». Per Violante si tratta dell'ennesima catastrofica conseguenza della politica economica del centro destra fatta di «illusioni fiscali e contorsioni conbtabili». Una politica economica che, detto per inciso, produce una Finanziaria che, secondo le sue stime, «costerà agli italiani 10mila miliardi di vecchie lire».
Il rigetto della Tremonti bis è un disastro. Perchè si tratta di aiuti ricevuti in seguiti ai danni provocati, al Nord, da calamità naturali. Il provvedimento firmato da Monti e che sarà inviato al governo italiano sarà accompagnato da un formulario con cui si chiederanno gli elenchi nominativi dei beneficiari della Tremonti-bis, la somma da loro percepita e il danaro che è stato recuperato.
La bocciatura della proroga prevede, tuttavia, delle concessioni. Secondo il testo di Monti, non tutte le detrazioni dovranno essere restituite. Fermo restando che il regime della Tremonti-bis prorogata è decisamente «illegale», gli «aiuti individuali accordati sono giudicati compatibili nella misura in cui non superano il valore dei danni effettivamente subiti da ciascuno dei beneficiari».
In buona sostanza: la Commissione non pretenderà nulla se sarà dimostrato che esiste un «legame certo» tra danno e aiuto, tra l'evento che provoca il danno e l'aiuto versato per compensarlo.
La Commissione ha obiettato ad alcune osservazioni del governo italiano che il rapporto tra danno e aiuto deve essere stabilito a livello di ciascuna impresa e non a livello macroeconomico. Vale a dire che saranno ritenuti corretti gli aiuti concessi per risarcire il danno davvero subito dalle imprese in seguito all'alluvione, ma dovranno essere restituite, con documentazione inoppugnabile, le compensanzioni in più concesse.
L'Italia adesso ha due mesi di tempo per rispettare la decisione della Commissione. Cioè per dar corso ai rimborsi, che dovranno essere effettuati - secondo anticipazioni di stampa diffuse ieri - anche con l’applicazione degli interessi.
Alla base della bocciatura del provvedimento, decretata dall’Unione europea, c’è il fatto che le autorità italiane non hanno provveduto a quantificare i danni materiali diretti provocati dalle calamità naturali, ma si sono limitate ad indicare «che il regime di aiuti prevede una nozione indiretta di danno espresso a livello macroeconomico, giustificando questo approccio con l’impossibilità di stimare il danno a livello di impresa senza rendere la misura inefficace e più rapida». Un’impostazione che, come detto, è stata dichiarata inaccettabile da Bruxelles.
Della Tremonti-bis, viene ricordato in sede Ue, beneficia ogni impresa che effettua investimenti oltre una certa soglia nei comuni definiti dalel autorità italiane. Alcuni di questi sono molto grandi e molto popolati e realizzano un’attività economica considerevole, è quindi «evidente che molti beneficiari del regime non hanno subito alcun danno diretto e niente prova con certezza l’esistenza di danni diretti».
Secondo Bruxelles, inoltre, l’ammontare concesso a ciascun beneficiario «non ha alcun rapporto con i danni effettivamente subiti, ma dipende dal volume degli investimenti realizzati in un certo periodo». Cosicchè, anche se un’azienda avesse effettivamente subito dei danni dal maltempo, l’ammontare degli aiuti potrebbe superare quell odei danni.




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eppoi ci vengono a dare lezioni sul conflitto d'interesse che il baffino ha evitato di toccare.
