Io nella prima adolescenza (fino ai 14-15 anni) leggevo con una certa partecipazione (anche intellettuale) Dylan Dog, che almeno fino al numero 100 è un capolavoro. Sarebbe troppo lungo descrivere tutti i pregi del fumetto, mi limito a citare l'eccezionale accostamento di tragico e comico.
Man mano che andavano avanti i numeri, comunque, mi piaceva sempre di meno, ed il canovaccio era sempre più banale e ripetitivo, e smisi di leggerlo. Se oggi prendo in mano uno di quelli nuovi mi viene da sboccare.
Albi preferiti:
L'alba dei morti viventi
Memorie dall'invisibile
I conigli rosa uccidono
Dopo mezzanotte
Incubo di una notte di mezza estate
Storia di nessuno
Partita con la morte
Il lungo addio
Finché morte non vi separi
Martin Mystere mi è sempre sembrato tremendamente stupido, mentre per Tex Willer non ho neanche il coraggio di iniziarlo sapendo quanti numeri sono usciti e quanti ne dovrei leggere.
L'anno scorso, giusto perché non avevo niente da fare, mi sono fatto prestare una collezione intera di Nathan Never e li ho letti in un paio di mesi d'estate. Nei primi numeri c'è qualcosa di interessante, ma nulla di eccezionale. Tutte le storie ricalcano in modo più o meno forte qualche romanzo/film di fantascienza degli anni '80.
Verso i 14 anni lessi di fila tutta la serie di Dragonball (molte buone idee, spesso utilizzate malissimo, e soprattutto una pessima abitudine a non voler far finire mai niente, peggio di beautiful), e quest'anno mi hanno fatto leggere i 23 numeri di Berserk usciti finora, che trovo un capolavoro.
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