Esce il disco «Pearl Days»


Elisa, nuovo album rock: «Voglio cantare la vita per denunciare la guerra»


MILANO - «Nella cultura di oggi così rumorosa e veloce abbiamo bisogno di artisti veri che esprimano cose di cui non abbiamo nemmeno il tempo di parlare. Artisti come Elisa». Così dice Glen Ballard, produttore di fama planetaria (basti pensare a Bad di Michael Jackson e poi Alanis Morissette, No Doubt, Anastacia e Dave Matthews Band) che firma l'ultimo lavoro dell'artista di Monfalcone (Gorizia) intitolato «Pearl Days», un fuoco d'artificio di intuizioni musicali e poetiche, molto rock e con un uso accattivante ma nello stesso tempo spregiudicato della voce. Spiega Elisa: «Il messaggio di "Pearl Days", brano che dà il titolo al mio disco è "quanto sono preziosi i giorni". Quindi vivere intensamente, restare svegli, coscienti e assaporare la vita. Anche nelle difficoltà».
«Together», che apre l'album in chiave rock, è illustrata da un video in clima bellico dove lei si veste da soldatessa.
«Il senso della canzone cerca di rappresentare la dualità che c'è in ciascuno di noi: forze costruttive e forze distruttive. Simboleggiata da versi come "le pallottole volano come uccelli nel cielo insieme e noi rimaniamo paralizzati dalla paura, insieme". Siamo sempre noi a pagare il prezzo di scelte sbagliate. Io odio la guerra ma non riesco a esprimermi in termini politici. Uso le canzoni».
Con questo album cerca di sfondare nel mercato americano. Che effetto fa a loro questa italiana che scrive e canta solo in inglese?
«Mi guardano con curiosità e stupore. La mia area geografica di provenienza, il mio sangue che, come la mia cultura, è un mix di Friuli, Puglia, Austria, Slovenia li affascina. Mi chiamano "Miss Triest" o "l'Ucraina". Per loro tutto quello che è a Est dell'Italia è in qualche modo esotico».
Nove anni fa Caterina Caselli, che firma anche questo progetto, la mandò a Los Angeles per la prima volta. Cos'è cambiato dentro di lei?
«Io ho paura del successo perché è una cosa complessa. Cerco di passarmi ai raggi X ogni giorno per la paura che mi cambi. Il successo è potente».
«Life goes on», «La vita va avanti», conclude l'album.
«E' la storia della mia famiglia. Mia nonna lavorava in una fabbrica di gelati a Monfalcone e durante la guerra aspettò il marito deportato a Buchenwald».
Quello di Elisa è un disco ambizioso, clamoroso nelle atmosfere musicali e nella vocalità, molto orecchiabile, con un clima rock mistico mai sentito prima, cesellato nei particolari compresi video e copertina. La stella italiana che crea in inglese è cresciuta. Debutto «live»: 10 dicembre, Forum di Assago.