confermata l'origine bolognese dell'ordine in concorso con un eccesso delle autorita' americane
Giunge oggi la conferma dell'origine bolognese dell'ordine che ha portato al sequestro dei dischi dio due server di indymedia nella sede londinese di rackspace.
La pm Marina Plazzi che indaga sulla FAI e sui pacchi bomba a Prodi aveva chiesto l'acquisizione di alcune informazioni su notizie passate su indymedia (cosa che dimostra con quanta attenzione seguono indymedia i magistrati, a buon intenditor poche parole); questo ordine e' stato interpretato in senso quantomai estensivo da parte dell'FBI che ha proceduto a un sequestro vero e proprio, un eccesso molto grave, che non e' stato ovviamente convalidato.
A tutt'oggi non abbiamo ancora la possibilita' di vedere le carte degli ordini americani per capire esattamente cosa sia successo ma inizia a farsi lentamente luce su quello che e' accaduto.
Ma non finisce qui, perche' l'abitudine delle forze di polizia a sequestrare senza titolo materiali e ad andare molto al di la' delle necessita' repressive, gia' ingiustificabili di per se', non si esaurisce nell'intervento alla scuola Diaz e alla Pascoli, ne' con il sequestro del febbraio 2002, ne' con questo evento.
A presto nuove.
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'fbi restituisce i dischi a rackspace, ma e' ancora nebbia sui motivi del procedimento
Da Rackspace:
"Abbiamo ricevuto i dischi questa mattina, e sono stati rimessi nei server."
Precedentemente il titolare del contratto aveva ricevuto il seguente messaggio
da un indirizzo @yahoo.com (che non abbiamo potuto verificare fino al messaggio
di cui sopra)
"Jeff:
So che hai sofferto piu' di quello che io posso comprendere. Mi e' appena stato
detto che stiamo eseguendo un ordione della Corte e che i tuoi server a Londra
saranno on line alle 5 pm GMT
Vi girero' ogni informazione che sara' dispobibile e che mi sara' permesso di
girarti.
Di nuovo non ho parole per comprendere ne' per esprimere i sentimenti e le
emozioni che hai dovuto soffrire in questi giorni
Cordiali Saluti
Jason Carter
Business Development Consultant
jcarter@rackspace.com"
Abbiamo anche parlato con rackspace (Jacques) al telefono troppo presto questa
mattina
Rackspace quindi puo' riavviare le macchine. Stiamo in realta' trattenendoli dal
farlo. Considereremo le macchine compromesse e quindi dovremo verificarle a
fondo




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