Lombardo appoggia il governatore Cuffaro
"E' venuto a mancare l'uomo più amato..."
Sicilia, finto manifesto funebre
per il segretario dell'Udc
Affisso nella sede dell'incontro dei dissidenti
CATANIA - Scherzo, goliardata o macabro tentativo di satira politica, sta di fatto che l'Udc siciliana - già travagliata da un duro scontro interno - è in subbuglio. Questa mattina sono stati affissi davanti alla sede del Palazzetto dello sport di Catania manifesti listati a lutto che annunciavano la morte del segretario regionale del partito Raffaele Lombardo. Combinazione gli annunci erano proprio nel luogo dove era prevista per il pomeriggio la manifestazione del gruppo dei cosiddetti "quarantenni'" del partito che contestano la linea politica del segretario regionale e del governatore Salvatore Cuffaro.
Nei manifesti listati a lutto è riprodotta la foto del segretario siciliano dell'Udc e la scritta: "Ieri è venuto a mancare l' uomo più amato dei siciliani: il Presidente Raffaele Lombardo, di 54 anni. Con immutato dolore i siciliani tutti ne danno il triste annuncio. La camera ardente verrà allestita alle ore 14 di oggi nel palazzetto dello Sport. La presente vale come ringraziamento".
I manifesti sono stati rimossi. Sul posto è intervenuta la Digos della Questura e dell' accaduto è stata informata la prefettura. Lombardo non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma dal suo entourage sottolineano "la volgarità dell'iniziativa si commenta da sola e definisce anche chi l'ha realizzata".
Ma l'episodio non si è chiuso, anche perché questa esibizione di dubbio gusto non è che il punto di arrivo di una guerra intestina che sta travagliando il potentissimo partito centrista dell'Isola. Se la vittima degli annunci non ha parlato, c'è chi lo ha fatto per lui.
"Spero in cuor mio - dice il capogruppo all'Assemblea siciliana, Antonino Dina, fedelissimo del presidente della Regione Cuffaro e di Lombardo - che i cosiddetti dissidenti non c'entrino nulla, ma è certo che al di là del fatto in se stesso, la responsabilità politica di questa aggressione, che rimanda alle pagine più buie della storia della Sicilia, ricade su tutti coloro che in questi mesi hanno fomentato la polemica con modelli aspri e oggi persecutori". E poi, un messaggio recapitato direttamente a Roma: "Anche il segretario nazionale Follini deve riflettere sul degrado della lotta interna e non certo per colpa di Raffaele Lombardo".
Comunque Marco Follini si fa sentire quasi subito. "Si tratta di una manifestazione di inciviltà che tutta l'Udc respinge e io per primo", dichiara dopo aver espresso a Lomabrdo la sua solidarietà in un colloquio telefonico.
Ma i nove parlamentari nazionali dell'Udc, dissidenti rispetto alla linea politica della segreteria regionale del partito prendono le distanze da quei manifesti e in una nota contestano l'accaduto: "Chiunque abbia affisso quei volantini ha inteso fare una provocazione che viene stigmatizzata e condannata".
Spiega il parlamentare ed ex presidente della Regione Beppe Drago: "Abbiamo chiesto alla polizia di trovare gli autori di questo gesto che turba l'incontro di oggi. Ma invito tutti all'equilibrio, escludendo ogni nesso con l'iniziativa del pomeriggio e con persone a noi vicine".




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