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Discussione: Parco di Portofino

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    Predefinito Parco di Portofino

    Il parco probabilmente passerà sotto l'ala dello Stato, già "proprietario" di quello marino. Qualcuno spero si ricordi come è sorto quest'ultimo: un ex ministro dell'ambiente, già militante di una formazione moderata come Democrazia proletaria, una sera viene quatto quatto a cenare al Carillon, fa due più due e decreta la nascita di un'area protetta inizialmente pensata per assassinare deliberatamente il diportismo. Miracoli di un paese in cui lo Stato può tutto, in cui la consuetudine non è diritto, in cui andando a dormire alla sera con un progetto, ci si alza alla mattina e ci si accorge che tutto è cambiato. Miracoli di una Roma ben lontana dal diritto romano.
    Venendo alla questione, negli Stati Uniti gli ecologisti sarebbero insorti, a ragione, dicendo che l'ambientalismo burocratico i parlamentari se lo possono mettere laddove non picchia il sole. Leggere Kirpatrick Sale o Edward Goldsmith per credere. Qui in Italia, dove l'ecologismo è né più né meno che statalismo, si applaude. Eppure non credo di ingannarmi dicendo che è proprio con l'affinamento dello Stato, con l'inflazione della produzione legislativa e del diritto amministrativo, con la sottrazione del territorio alla "consuetudine" e in sostanza alle comunità (ben distinte dalle amministrazioni), che l'ambiente è andato talmente a bagashe da suggerire interventi di museificazione. Se lo Stato diverrà proprietario dell'ente parco non avremo più fondi (manco ci sono per la ricerca contro il cancro), ma sicuramente meno strumenti di difesa rispetto agli pseudo-ambientalisti, meno possibilità di intervenire con efficacia per rendere umanamente "abitabile" il monte. Saremo in balia di qualche satrapo, sempre meno sovrani della nostra terra, laddove la sovranità non credo debba essere esercitata a un altro livello politico, ma dal buon senso di chi il monte lo vive, lo conosce e ha tutto l'interesse di proteggerlo.
    La proposta di legge, per informazione, è co-firmata dall'on. Bottino.

  2. #2
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    Predefinito Re: Parco di Portofino

    Originally posted by ZENA
    Il parco probabilmente passerà sotto l'ala dello Stato, già "proprietario" di quello marino. Qualcuno spero si ricordi come è sorto quest'ultimo: un ex ministro dell'ambiente, già militante di una formazione moderata come Democrazia proletaria, una sera viene quatto quatto a cenare al Carillon, fa due più due e decreta la nascita di un'area protetta inizialmente pensata per assassinare deliberatamente il diportismo. Miracoli di un paese in cui lo Stato può tutto, in cui la consuetudine non è diritto, in cui andando a dormire alla sera con un progetto, ci si alza alla mattina e ci si accorge che tutto è cambiato. Miracoli di una Roma ben lontana dal diritto romano.
    Venendo alla questione, negli Stati Uniti gli ecologisti sarebbero insorti, a ragione, dicendo che l'ambientalismo burocratico i parlamentari se lo possono mettere laddove non picchia il sole. Leggere Kirpatrick Sale o Edward Goldsmith per credere. Qui in Italia, dove l'ecologismo è né più né meno che statalismo, si applaude. Eppure non credo di ingannarmi dicendo che è proprio con l'affinamento dello Stato, con l'inflazione della produzione legislativa e del diritto amministrativo, con la sottrazione del territorio alla "consuetudine" e in sostanza alle comunità (ben distinte dalle amministrazioni), che l'ambiente è andato talmente a bagashe da suggerire interventi di museificazione. Se lo Stato diverrà proprietario dell'ente parco non avremo più fondi (manco ci sono per la ricerca contro il cancro), ma sicuramente meno strumenti di difesa rispetto agli pseudo-ambientalisti, meno possibilità di intervenire con efficacia per rendere umanamente "abitabile" il monte. Saremo in balia di qualche satrapo, sempre meno sovrani della nostra terra, laddove la sovranità non credo debba essere esercitata a un altro livello politico, ma dal buon senso di chi il monte lo vive, lo conosce e ha tutto l'interesse di proteggerlo.
    La proposta di legge, per informazione, è co-firmata dall'on. Bottino.

    caro zena sei troppo prolisso....bastava dire che " il carozzonone NON VA AVANTI da se ".

    Riusciresti a vendere per PARCO NAZIONALE un insieme di rovi abitato da cinghiali ?

  3. #3
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    Predefinito Re: Parco di Portofino

    Originally posted by ZENA
    Il parco probabilmente passerà sotto l'ala dello Stato, già "proprietario" di quello marino. Qualcuno spero si ricordi come è sorto quest'ultimo: un ex ministro dell'ambiente, già militante di una formazione moderata come Democrazia proletaria, una sera viene quatto quatto a cenare al Carillon, fa due più due e decreta la nascita di un'area protetta inizialmente pensata per assassinare deliberatamente il diportismo. Miracoli di un paese in cui lo Stato può tutto, in cui la consuetudine non è diritto, in cui andando a dormire alla sera con un progetto, ci si alza alla mattina e ci si accorge che tutto è cambiato. Miracoli di una Roma ben lontana dal diritto romano.
    Venendo alla questione, negli Stati Uniti gli ecologisti sarebbero insorti, a ragione, dicendo che l'ambientalismo burocratico i parlamentari se lo possono mettere laddove non picchia il sole. Leggere Kirpatrick Sale o Edward Goldsmith per credere. Qui in Italia, dove l'ecologismo è né più né meno che statalismo, si applaude. Eppure non credo di ingannarmi dicendo che è proprio con l'affinamento dello Stato, con l'inflazione della produzione legislativa e del diritto amministrativo, con la sottrazione del territorio alla "consuetudine" e in sostanza alle comunità (ben distinte dalle amministrazioni), che l'ambiente è andato talmente a bagashe da suggerire interventi di museificazione. Se lo Stato diverrà proprietario dell'ente parco non avremo più fondi (manco ci sono per la ricerca contro il cancro), ma sicuramente meno strumenti di difesa rispetto agli pseudo-ambientalisti, meno possibilità di intervenire con efficacia per rendere umanamente "abitabile" il monte. Saremo in balia di qualche satrapo, sempre meno sovrani della nostra terra, laddove la sovranità non credo debba essere esercitata a un altro livello politico, ma dal buon senso di chi il monte lo vive, lo conosce e ha tutto l'interesse di proteggerlo.
    La proposta di legge, per informazione, è co-firmata dall'on. Bottino.

    zena,
    ti concedo il beneficio dell' età.

    io ho sicuramente più anni di te, e mi ricordo di quando il parco (istituito per decreto dal centralista mussolini) era effettivamente sottratto al potere locale.

    allora infatti esisteva solo il gabbiotto della forestale e credo non più di 4 guardie.
    i sentieri erano puliti, non c'era il traffico di auto che c'è oggi, non venivano abbattuti alberi secolari per sbaglio.

    poi sono venute le regioni, l' allargamento, le diecine di impegati, i comuni litigiosi, l' assemblea del parco, la consulta del parco, la confraternita del parco, il consiglio di gabbinetto del parco etc. etc.

    in genere non amo i verdi italiani, preoccupati più di silvia baraldini che degli alberi, ma se il ministro in questione una volta tanto non ha cappellato, dico meno male.

    rassegnati.
    in italia, l' unica forma possibile di tutela del patrimonio ambientale o artistico, è la completa sottrazione a qualsiasi influenza locale.

    con pochissime eccezioni date da comunità culturalmente avanzate, nelle quali l' amore per l' ambiente è superiore alla lusinga del soldo.

    che non mi sembra proprio sia il nostro caso.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Parco di Portofino

    Originally posted by BITRE
    zena,
    ti concedo il beneficio dell' età.

    io ho sicuramente più anni di te, e mi ricordo di quando il parco (istituito per decreto dal centralista mussolini) era effettivamente sottratto al potere locale.

    allora infatti esisteva solo il gabbiotto della forestale e credo non più di 4 guardie.
    i sentieri erano puliti, non c'era il traffico di auto che c'è oggi, non venivano abbattuti alberi secolari per sbaglio.

    poi sono venute le regioni, l' allargamento, le diecine di impegati, i comuni litigiosi, l' assemblea del parco, la consulta del parco, la confraternita del parco, il consiglio di gabbinetto del parco etc. etc.

    in genere non amo i verdi italiani, preoccupati più di silvia baraldini che degli alberi, ma se il ministro in questione una volta tanto non ha cappellato, dico meno male.

    rassegnati.
    in italia, l' unica forma possibile di tutela del patrimonio ambientale o artistico, è la completa sottrazione a qualsiasi influenza locale.

    con pochissime eccezioni date da comunità culturalmente avanzate, nelle quali l' amore per l' ambiente è superiore alla lusinga del soldo.

    che non mi sembra proprio sia il nostro caso.

    saluti
    Amen.
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    Predefinito Re: Re: Parco di Portofino

    Originally posted by BITRE
    zena,
    ti concedo il beneficio dell' età.

    io ho sicuramente più anni di te, e mi ricordo di quando il parco (istituito per decreto dal centralista mussolini) era effettivamente sottratto al potere locale.

    allora infatti esisteva solo il gabbiotto della forestale e credo non più di 4 guardie.
    i sentieri erano puliti, non c'era il traffico di auto che c'è oggi, non venivano abbattuti alberi secolari per sbaglio.

    poi sono venute le regioni, l' allargamento, le diecine di impegati, i comuni litigiosi, l' assemblea del parco, la consulta del parco, la confraternita del parco, il consiglio di gabbinetto del parco etc. etc.

    in genere non amo i verdi italiani, preoccupati più di silvia baraldini che degli alberi, ma se il ministro in questione una volta tanto non ha cappellato, dico meno male.

    rassegnati.
    in italia, l' unica forma possibile di tutela del patrimonio ambientale o artistico, è la completa sottrazione a qualsiasi influenza locale.

    con pochissime eccezioni date da comunità culturalmente avanzate, nelle quali l' amore per l' ambiente è superiore alla lusinga del soldo.

    che non mi sembra proprio sia il nostro caso.

    saluti
    E una domanda: prima dell'istituzione del parco i sentieri come erano? Gli alberi venivano abbattuti per errore? Io non contesto semplicente la statalizzazione del parco, ma la sua burocratizzazione. Certo, non dico che un controllo locale sarebbe più efficace, per quanto forse meno tirannico. Non lo dico perchè, in questo paese, regioni, province e comuni sono propaggini dello Stato. Quindi delle schifezze. L'errore è a monte ed è la burocrazia, la scarsa vena democratica, l'ancor più assente senso civico vigente in questo paese senza senso. L'errore è stato separare gli abitanti dalla loro terra (come da tutto ciò che è pubblico), piuttosto che responsabilizzarli. L'errore è aver fatto diventare le comunità delle semplici associazioni di individui privati alla ricerca dell'inganno legislativo ,individui rivolti quindi alla ricerca del proprio interesse, perfino speculativo. Mi rendo conto di andare a parare fra i massimi sistemi, ma purtroppo è li che individuo il "male". Istituire un parco per decreto, con cui tutelare prima i cinghiali degli stessi esseri umani, non risolve i problemi dell'ambiente, della qualità della vita, di una civiltà più ecologica.
    Non sei d'accordo?

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Parco di Portofino

    Originally posted by BITRE
    zena,
    ti concedo il beneficio dell' età.

    io ho sicuramente più anni di te, e mi ricordo di quando il parco (istituito per decreto dal centralista mussolini) era effettivamente sottratto al potere locale.

    allora infatti esisteva solo il gabbiotto della forestale e credo non più di 4 guardie.
    i sentieri erano puliti, non c'era il traffico di auto che c'è oggi, non venivano abbattuti alberi secolari per sbaglio.

    poi sono venute le regioni, l' allargamento, le diecine di impegati, i comuni litigiosi, l' assemblea del parco, la consulta del parco, la confraternita del parco, il consiglio di gabbinetto del parco etc. etc.

    in genere non amo i verdi italiani, preoccupati più di silvia baraldini che degli alberi, ma se il ministro in questione una volta tanto non ha cappellato, dico meno male.



    rassegnati.
    in italia, l' unica forma possibile di tutela del patrimonio ambientale o artistico, è la completa sottrazione a qualsiasi influenza locale.

    con pochissime eccezioni date da comunità culturalmente avanzate, nelle quali l' amore per l' ambiente è superiore alla lusinga del soldo.

    che non mi sembra proprio sia il nostro caso.

    saluti

    AMEN !

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    Predefinito Re: Re: Re: Parco di Portofino

    Originally posted by ZENA
    E una domanda: prima dell'istituzione del parco i sentieri come erano? Gli alberi venivano abbattuti per errore? Io non contesto semplicente la statalizzazione del parco, ma la sua burocratizzazione. Certo, non dico che un controllo locale sarebbe più efficace, per quanto forse meno tirannico. Non lo dico perchè, in questo paese, regioni, province e comuni sono propaggini dello Stato. Quindi delle schifezze. L'errore è a monte ed è la burocrazia, la scarsa vena democratica, l'ancor più assente senso civico vigente in questo paese senza senso. L'errore è stato separare gli abitanti dalla loro terra (come da tutto ciò che è pubblico), piuttosto che responsabilizzarli. L'errore è aver fatto diventare le comunità delle semplici associazioni di individui privati alla ricerca dell'inganno legislativo ,individui rivolti quindi alla ricerca del proprio interesse, perfino speculativo. Mi rendo conto di andare a parare fra i massimi sistemi, ma purtroppo è li che individuo il "male". Istituire un parco per decreto, con cui tutelare prima i cinghiali degli stessi esseri umani, non risolve i problemi dell'ambiente, della qualità della vita, di una civiltà più ecologica.
    Non sei d'accordo?

    prima dell' istituzione del parco c'era un altra società, un' altro rapporto con il dio denaro.

    sui massimi sistemi posso forse trovare qualche punto di contatto, ma ti invito ad una riflessione:

    chi o cosa ha "separato gli abitanti dalla loro terra (come da tutto ciò che è pubblico), piuttosto che responsabilizzarli."?

    L'errore di "aver fatto diventare le comunità delle semplici associazioni di individui privati alla ricerca dell'inganno legislativo ,individui rivolti quindi alla ricerca del proprio interesse, perfino speculativo"
    di chi è?

    mi sembra che tu stia addossando grandi colpe a qualche "elite" che dispone mentre, ti ricordo, sono tanti anni che per fortuna la gente in italia decide con la propria testa, tramite il voto.

    se poi i risultati sono questi, dobbiamo solo fare autocritica (intendo in senso generale, come comunità).

    non farei della demagogia sui cinghiali, che vanno regolamentanti, e che comunque, bisogna riconsoscere, non sono in questo momento protetti dall' ente parco ma da un singolo movimento politico (i verdi) che però è assolutamente connivente con le peggiori nefandezze perpetrate giornalmente sotto il profilo ambientale.

    attenzione poi a distinguere tra cinghiale e cinghiale.

    quello che alimenta la (giusta) protesta contro gli ungulati pensando alla strada da farsi con il gippone perché così la sua capannetta abusiva diventa un bel bocconcino utile a monetizzare, così come quello che rimesta tra l' ignoranza di qualche abitante per acchiappare qualche voticino nelle frazioni, sono da abbattere al pari dei loro cugini pelosi.

    saluti

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Parco di Portofino

    Originally posted by BITRE
    prima dell' istituzione del parco c'era un altra società, un' altro rapporto con il dio denaro.

    sui massimi sistemi posso forse trovare qualche punto di contatto, ma ti invito ad una riflessione:

    chi o cosa ha "separato gli abitanti dalla loro terra (come da tutto ciò che è pubblico), piuttosto che responsabilizzarli."?

    L'errore di "aver fatto diventare le comunità delle semplici associazioni di individui privati alla ricerca dell'inganno legislativo ,individui rivolti quindi alla ricerca del proprio interesse, perfino speculativo"
    di chi è?

    mi sembra che tu stia addossando grandi colpe a qualche "elite" che dispone mentre, ti ricordo, sono tanti anni che per fortuna la gente in italia decide con la propria testa, tramite il voto.

    se poi i risultati sono questi, dobbiamo solo fare autocritica (intendo in senso generale, come comunità).

    non farei della demagogia sui cinghiali, che vanno regolamentanti, e che comunque, bisogna riconsoscere, non sono in questo momento protetti dall' ente parco ma da un singolo movimento politico (i verdi) che però è assolutamente connivente con le peggiori nefandezze perpetrate giornalmente sotto il profilo ambientale.

    attenzione poi a distinguere tra cinghiale e cinghiale.

    quello che alimenta la (giusta) protesta contro gli ungulati pensando alla strada da farsi con il gippone perché così la sua capannetta abusiva diventa un bel bocconcino utile a monetizzare, così come quello che rimesta tra l' ignoranza di qualche abitante per acchiappare qualche voticino nelle frazioni, sono da abbattere al pari dei loro cugini pelosi.

    saluti
    Io non credo che la società civile sia per sé stessa negativamente caratterizzabile. E' lo Stato che l'ha resa tale, ed è lo Stato, inteso modernamente, ad aver rescisso i legami inter-comunitari e delle comunità col proprio ambiente circostante. Viviamo oggi in uno Stato solo formalmente democratico, perchè la gente non è e non vuole essere POLITICAMENTE matura. Sente anzi la "polis" come un'ambito da fare amministrare, e non da vivere partecipativamente. Delega ad altri poteri che potrebbe trattenere per sé; li delega attraverso un voto, un'investitura data speso in base a simpatia, "appeal", scarsa consapovelezza della sfera giuridica. Le breccie perchè le peggiori tendenze individualiste, speculative, anti-civili potessero emergere sono state tutte aperte. Tu sai che, costituzionalmente, il parlamentare rappresenta l'intera nazione, intesa come corpo di tutti i cittadini. E' semplice astrazione, perchè il cittadino non viene visto come essere sociale appartenente a corpi intermedi quale realmente è. In tal modo non viene nemmeno rappresentato. Ed ecco dove si origina la partitocrazia. Non ti sembrino idee strane, perchè trovano un gran numero di sostenitori in ogni tradizione politica, meno quella giacobina oggi vincente.
    Chiaramente, in questo contesto, può sembrare che museificare l'ambiente, sottoponendolo a rigidi vincoli e direttive burocratiche, può rappresentare il male minore. Sempre male è, dal mio punto di vista. Il monte è un bene di chi il monte lo vive, e quale migliore tutela riceverebbe se la sua comunità se ne facesse democraticamente responsabile? Sembra utopia, oggi. Un sogno, domani. Forse diventerà realtà, dopodomani. L'importante è che, chi percepisce il valore della politica, lo dissoci fortemente dallo Stato, il cui "senso" non ha mai portato a nulla, la cui presenza è troppo lontana e impalpabile per alimentare il senso civico, la cui partecipabilità è pari allo zero, le cui premesse nazionaliste sono fittizie e irreali. In alternativa, non si uscirà mai dalla sindrome del Gattopardo.

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Parco di Portofino

    [QUOTE]Originally posted by ZENA

    Io non credo che la società civile sia per sé stessa negativamente caratterizzabile. E' lo Stato che l'ha resa tale..........

    r) scusa ma lo stato, per te cosa è?
    un luogo fisico (il municipio)?
    una persona (il carabiniere)?
    oppure sei tu che voti?



    Chiaramente, in questo contesto, può sembrare che museificare l'ambiente, sottoponendolo a rigidi vincoli e direttive burocratiche, può rappresentare il male minore. Sempre male è, dal mio punto di vista.

    r) aggiudicato.
    scegliamo allora il male peggiore?



    Il monte è un bene di chi il monte lo vive,

    r) no, il monte è un bene di tutta l' umanità.
    di chi lo vive ed anche di chi, magari, ci viene una volta solo nella vita.




    L'importante è che, chi percepisce il valore della politica, lo dissoci fortemente dallo Stato

    r) vuoi dire che è meglio associarlo al proprio tornaconto? o a cosa, allora, alla squadra del cuore?

  10. #10
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    Predefinito

    A me vivere anche solo di mali minori non piace, specialmente quando con la buona volontà si possono progressivamente modificare le cose. Ovvero lo Stato, che intendo come quel monopolio della legge e della forza che trova legittimità in un principio astratto e irreale: la nazione. Tale concetto, non a caso, è assai simile a quello di umanità, e in Francia sono spesso andati di pari passo. Con risultati non sempre mirabili.

 

 
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