Guido Cavalcanti, può considerarsi l'anima più estrema, o del radicalismo ermetico, dei Fedeli D'Amore.
La sua amicizia spirituale e umana con Dante, non gli impedì mai di esprimere all'Alighiero le sue perplessità circa la sua posizione troppo filocattolica.
Naturalmente, è palese che all'interno dei Fedeli D'Amore ogni membro esprimesse una sua peculiare posizione politica.
Ritengo, senza avere nessuna prova scientifica in merito, che il Cavalcanti nelle seguenti rime che riporterò, esprimesse la sua volontà concreta di affiliarsi ad una setta catara, più affine alle sue vedute spirituali.
Ecco le rime:
XXIX - Una giovane donna di Tolosa
sonetto
Una giovane donna di Tolosa,
bell'e gentil, d'onesta leggiadria,
è tant'e dritta e simigliante cosa,
04 ne' suoi dolci occhi, della donna mia,
che fatt' ha dentro al cor disiderosa
l'anima, in guisa che da lui si svia
e vanne a lei; ma tant'e paurosa,
08 che non le dice di qual donna sia.
Quella la mira nel su' dolce sguardo,
ne lo qual face rallegrare Amore
11 perché v'è dentro la sua donna dritta;
po' torna, piena di sospir', nel core,
ferita a morte d'un tagliente dardo
14 che questa donna nel partir li gitta.
XXX - Era in penser d'amor quand' i' trovai
ballata media
Era in penser d'amor quand' i' trovai
due foresette nove.
L'una cantava: - E' piove
gioco d'amore in noi - .
05 Era la vista lor tanto soave
e tanto queta, cortese e umìle,
ch'i' dissi lor: - Vo', portate la chiave
di ciascuna vertù alta e gentile.
Deh, foresette, no m'abbiate a vile
10 per lo colpo ch'io porto;
questo cor mi fue morto
poi che 'n Tolosa fui. -
Elle con gli occhi lor si volser tanto
che vider come 'l cor era ferito
15 e come un spiritel nato di pianto
era per mezzo de lo colpo uscito.
Poi che mi vider così sbigottito,
disse l'una, che rise:
- Guarda come conquise
20 forza d'amor costui! -
L'altra, pietosa, piena di mercede,
fatta di gioco in figura d'amore,
disse: - 'L tuo colpo, che nel cor si vede,
fu tratto d'occhi di troppo valore,
25 che dentro vi lasciaro uno splendore
ch'i' nol posso mirare.
Dimmi se ricordare
di quegli occhi ti puoi - .
Alla dura questione e paurosa
30 la qual mi fece questa foresetta,
i' dissi: - E' mi ricorda che 'n Tolosa
donna m'apparve, accordellata istretta,
Amor la qual chiamava la Mandetta;
giunse sì presta e forte,
35 che fin dentro, a la morte,
mi colpir gli occhi suoi - .
Molto cortesemente mi rispuose
quella che di me prima avea riso.
Disse: - La donna che nel cor ti pose
40 co la forza d'amor tutto 'l su' viso,
dentro per li occhi ti mirò sì fiso,
ch'Amor fece apparire.
Se t'è greve 'l soffrire,
raccomàndati a lui - .
45 Vanne a Tolosa, ballatetta mia,
ed entra quetamente a la Dorata,
ed ivi chiama che per cortesia
d'alcuna bella donna sie menata
dinanzi a quella di cui t'ho pregata;
50 e s'ella ti riceve,
dille con voce leve:
- Per merzé vegno a voi - .
Come si evince, la Mandetta [vv 30,35], donna accordellata istretta...
teniamo conto che Tolosa fù un fiorente centro del pensiero cataro e cortese.
Suppongo che, il Cavalcanti avesse preso contatti con una setta catara di Tolosa, coperta e ben protetta.
Si può pensare anche ad una "sezione francese" degli stessi Fedeli D'Amore, o fantasticando, ad una magione Templare supercoperta.
Non avendo nessuna prova storica e documentaria, le mie sono solo supposizioni, mi piacerebbe leggere l'intervento di Voi forumisti ed un Vostro parere in merito.
Con deferenza
geom.antonio
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I due Amici, Dante e Cavalcanti.


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