USA 2004/ NYT: BUSH, UN PRESIDENTE GUIDATO DALLA FEDE
16/10/2004 - 185
La fede su cui Bush si basa spacca il partito repubblicano
New York, 16 ott. (Apcom) - Un presidente illuminato dalla fede, una presidenza le cui scelte si sono basate non su fatti e analisi ma sulla certezza pseduo-messianica di avere sempre ragione. Il magazine del sabato del New York Times dedica un lungo articolo al binomio fede-Bush, spiegando che il decisionismo illuminato del Presidente americano ha spaccato persino i ranghi repubblicani.
"Se George W. Bush vince le prossime elezioni, il 3 novembre ci sara' una guerra civile all'interno del partito repubblicano". Questa affermazione arriva non da un fervente democratico, ma da Bruce Bartlett, ex consigliere di Ronald Regan e membro dell'amministrazione di George Bush Senior. Bartlett ha confidato i suoi dubbi a Ron Suskind, un giornalista che ha passato buona parte degli ultimi dieci anni nei circoli politici di Washington per il Wall Street Journal. Suskind ha anche scritto le memorie politiche di Paul O'Neill, l'ex segretario al Tesoro di Bush.
Secondo Bartlett, una buona parte dello staff della Casa Bianca si e' resa conto che l'istinto che Bush spesso cita per spiegare le sue decisioni "deriva da una strana, messianica idea di quello che Dio gli ha detto di fare". Cosi' si spiega la sicurezza di Bush circa il fatto che l'unica maniera di eliminare al Qaida e il fondamentalismo islamico e' di uccidere tutti i terroristi.
"Bush e' sinceramente convinto di avere una missione da compiere per mandato di Dio - continua Bartlett - e questa fede assoluta elimina la necessita' di analisi. La definizione stessa di fede e' proprio la capacità di credere in cose non corroborate da prove empiriche". (Segue)




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