Mario Luzi "Senatore a vita"
«Altissimi meriti nel campo letterario e artistico». Non ci voleva il decreto presidenziale con il quale Ciampi lo ha nominato per senatore a vita per sapere che questa è la carta d’identità di Mario Luzi. Novant’anni tra una settimana, il poeta fiorentino esordì nel 1935, con La barca, raccolta rigorosamente legata al gusto ermetico, alla ricerca di una parola nobile ed evocatrice, capace di creare un gioco di immagini ostico e affascinante. Da allora sono passati settant’anni. Tema dominante della poesia di Mario Luzi è divenuta l'angosciosa contrapposizione tempo-eternità, individuo-cosmo. Il discorso che ne nasce (affidato a un pregnante linguaggio analogico) muove da una sorta di limbo lirico verso una realtà carica di presenze, di “altri”: questo colloquio col mondo degli uomini e della storia si piega a volte a dialogo familiare, altre volte diventa presa di coscienza del lacerarsi di una civiltà.
Ma dall’immersione nel magma dei linguaggi contemporanei, nella contraddizione di un’indagine inesausta su una poesia densa, esatta, e al contempo incapace di afferrare una verità stabile (tali soprattutto le sue raccolte degli anni ’60 e ’70), è emersa negli ultimi anni una lucida coscienza civile. Lo stile si è rarefatto, è divenuto più chiaro, spesso icastico. Al tema della fede, alla tensione etica che percorre tutta l’opera di Luzi, si è affiancata una sensibilità più decisamente politica. Capace di trasformare la lirica in commento poetico agli eventi di questi anni, come nel recente Dottrina dell'estremo principiante.
Anche per questo itinerario la nomina a senatore a vita, al di là della sua connotazione politica (di centrosinistra) rappresenta soprattutto il coronamento di una carriera poetica che ha fatto di Luzi non solo una delle voci più importanti del Novecento, ma anche uno dei più profondi interpreti del suo tramonto.
«Per me si tratta del riconoscimento della Nazione, che arriva attraverso il presidente Ciampi, persona di cui ho la
massima stima», ha commentato il poeta che si è definito «onorato ed emozionato» e che oltre a Ciampi («Grazie presidente, è proprio un regalo inaspettato per i miei novant'anni», ha voluto ringraziare «i tanti amici che si sono dati da fare pechè arrivasse questa nomina».
Lo scorso 8 ottobre sulla scrivania di Ciampi è arrivata una lettera (promotore il senatore diessino Stefano Passigli), con la firma di 32 senatori di tutti gli schieramenti e la richiesta della nomina a senatore a vita di Luzi. Tra i firmatari tre vicepresidenti del Senato, Lamberto Dini, Domenico Fisichella e Cesare Salvi, e poi Stefano Boco, capogruppo dei Verdi, Luigi Compagna (Udc), Francesco D'Onofrio, capogruppo Udc, Tiziano Treu, Luigi Zanda e Albertina Soliani (Margherita), Sergio Zavoli (Ds).
Un altro appello per la sua nomina era partito dai sindaci di Firenze e Gubbio, Leonardo Domenici e Orfeo Goracci, raccogliendo migliaia di adesioni.
Da L'unità


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