E’ difficile credere all’esistenza di un’Italia sana e produttiva che tiene testa alla concorrenza straniera. Difficile perché quello che ci viene regolarmente proposto dalle maggiori testate nazionali è un catastrofismo economico che ci parla soltanto dell’aumento del petrolio e di come il governatore di Bankitalia ha bocciato i nostri conti pubblici. Eppure nel tessuto del paese scorre molta vita produttiva. Sia, come già accennato ieri, nel sud Italia dove le imprese sono aumentate in poco tempo di 28mila unità, sia a livello di esportazioni con l’estero.
Il dato, che non avrete mai il piacere di leggere sulla stampa italiana, pur arrivando dall’Ocse, è significativo. Secondo l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aumenta l’interscambio commerciale dei paesi del G7 e in particolare dell’Italia. In generale le esportazioni dei paesi maggiormente industrializzati sono salite nel secondo trimestre 2004 del 3% su base trimestrale contro il 2,3% del primo trimestre e del 10,2% su base annua dal precedente 7,1% e le importazioni sono aumentate rispettivamente del 3% dall’1,8% e del 9,6% dal 7,2%. Dati alla mano l’Italia ha aumentato non soltanto le importazioni, salite del 3,9% trimestrale, dall’1,7% e del 5% annuo dal precedente 2,4%. Ma ha anche registrato uno degli aumenti più significativi delle esportazioni pari al 6,6% trimestrale dal -2,3% dei tre mesi prima, con un rialzo su base annua del 5,2% dalla precedente flessione dello 0,4.




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