L'inflazione è scesa al 2,1% ed il premier esulta: "una buona notizia per il potere d'acquisto degli italiani", così La Repubblica riporta la gioia del premier.
A mio sommesso parere è questa la prova provata dell'ignoranza del premier sulle leve che muovono l'economia.
Mi spiego. A settembre tutti - ma proprio tutti - si sono resi conto del vertiginoso aumento del petrolio e dunque dell'elevato livello del costo della benzina, dunque dei trasporti e dell'energia in generale. Purtroppo non solo il petrolio aumenta, bensì - da tempo - tutte le commodities, le materie prime quotate sui mercati internazionali. E lasciamo perdere i perchè.
E' un fatto comunque che se aumentando i costi delle materie prime, diminuisce il ritmo dell'inflazione, vuol dire che i consumi crollano.
E se i consumi crollano, di cosa vuol gioire il premier?
Io tremo. Essenzialmente perchè ciò significa che i guadagni dei commercianti diminuiscono. E dunque anche i 7,5Mrd di Euro che la finanziaria affida alla revisione degli studi di settore sono sovrastimati. (Oppure verranno pagati dai soliti gonzi - presenti anche nella classe dei commercianti, credetemi).
Eppure il premier gioisce. Lasciatemelo dire: che cretino!
Informauro




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