San Piero ha fatto il miracolo riformista
In preparazione del congresso Ds, Piero Fassino ha presentato una sua mozione, corredata da una “lettera di sostegno” di Massimo D’Alema e sottoscritta da Napolitano, Reichlin e Trentin, dai leader dell’area liberal Morando, Petruccioli e Tempestini, da tutti i segretari regionali, da presidenti di regione, parlamentari e sindaci. Manca la firma di Veltroni, ma ci sarà. Vi sono i socialisti e i repubblicani confluiti con la Cosa 2. Tutti col segretario. L’opposizione di sinistra è limitata e divisa. Ma le sue posizioni politiche ormai coincidono con quelle di Rifondazione comunista, e pensa di avere vinto il primo round: niente Federazione-riformista ma la Grande Alleanza Democratica prodiana. Le cosiddette primarie di febbraio saranno interessanti non perché si sceglierà il candidato a Palazzo Chigi, che è già scelto, ma per verificare quanti consensi ottiene fra i Ds Bertinotti. Il quale tratterà con Prodi sulla base di quel consenso. Fassino alla sua destra non ha più un’area riformista, perché dopo tre anni il partito è tutto riformista. Quindi non è più vero che nella sinistra italiana il riformismo è sempre una minoranza. C’è un salto storico: il miracolo di San Piero da Torino.
troppo ottimista sto articolo




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