“Quelli che per tanti secoli sono stati i successivi tradimenti consumati dall’uomo solamente contro Dio dopo la riforma protestante, hanno preso il nome di illuminismo, di razionalismo, di umanesimo e ora di laicismo. Nel laicismo convergono le più disparate, le più diverse concezioni del mondo, da quelle dei liberali -tra i quali sono anche i credenti- a quelle del comunismo ateo; da quelle dei massoni, dei radicali a quelle del socialismo. In nome del laicismo si è così data battaglia alla Chiesa. La parola laico, voi lo sapete, non ha per sé quel senso tristo che vogliono darle i laicisti. Laico è la parola che si trova anche consacrata nelle Sante Scritture per indicare il cittadino di Dio; e la parola laico è consacrata anche dal Codice di diritto canonico perché ha il suo posto nella Chiesa…Il laicismo vorrebbe invece fare del clero, del sacerdote, del Vescovo, un segregato nella sacrestia. Per alcuni laici basta portare una veste di sacerdote o di religioso per essere esclusi e perdere il diritto d’insegnare nelle scuole di Stato…Il laicismo, dunque, mentre parla di libertà dell’uomo, di riconoscimento dei suoi diritti, li nega a quelli che vogliono professare e agire secondo la dottrina cristiana. Il laicismo ha negato, si può dire, tutto ciò che è bello nella vita cristiana di un popolo, ha negato la civiltà cristiana, ha negato la pax cristiana…E quali sono invece i frutti della civiltà laica, della civiltà dell’anti-Chiesa? Sono i frutti di una sfrenata libertà che è giunta alla licenza dei costumi, che è arrivata quasi alla putrefazione…sono stati quelli di avviare il mondo verso una sete insaziabile di godimenti…Il laicismo che cosa ha tirato fuori? Il piacere, il piacere fino alle estreme conseguenze, fino alla putrefazione, fino a quella mania luciferina di godere; di godere qualsiasi cosa che possa soddisfare questi appetiti bestiali che snervano e rendono impotente anche il giovane, una volta così fiorente…il mondo ha voluto la “sua” pace, il pacifismo dei laicisti…”
“E’ di moda oggi, specialmente presso certi giovani, giudicare, criticare, sradicare tutto ciò che non sa di novità, di moderno, di sovvertimento. Pecorelle che tendono l’orecchio più al richiamo del mercenario che alla voce del Buon Pastore; guardano con mal celato anelito più al di fuori che al di dentro. E il povero cristiano è sbalordito nel sentire tanta acredine spumata da certi comunistelli delle sacrestie, nel sentire in ogni tono che tutto è arretrato. In particolare il solo effetto che proviene dalla loro azione nel campo sociale è scardinare, scalzare, distruggere, radere al suolo, preparare insomma la strada…a chi? Basta guardare a chi ha in mano le fila di questa devastazione. Noi diciamo, all’ Anticristo, e non temiamo smentita: l’Anticristo per noi è chiunque sta per una società contro Dio o anche semplicemente senza Dio. E chi si allea o tende la mano verso costoro, obbedisce e spiana la strada, senza saperlo, all’Anticristo”
“La Chiesa che da Gesù è stata dotata di tutti i mezzi per condurre l’uomo alla salvezza, non soltanto fa del bene sotto l’aspetto spirituale e soprannaturale, ma anche sotto l’aspetto sociale; questa Chiesa insegna che anche lo Stato è debitore a Dio, perché non soltanto l’individuo è creato da Dio, non soltanto l’individuo gioisce dei beni che Dio ha dato alla natura, ma gli individui insieme, come società, dipendono anche da Dio, la società stessa dipende da Dio…Questa società dunque non può essere laica; come non può essere laico l’individuo e d’altra parte non può privarsi dei benefici sociali che possano venire dall’azione santificatrice della Chiesa. Questa società, se è dallo Stato benevolmente trattata, rifonde su di esso i vantaggi che possono venire dalla collaborazione cordiale e dalla concorde intesa, senza la quale nasce il conflitto. Infatti essendo due poteri che comandano e hanno diritto di comandare ai cittadini o ai fedeli che sono gli stessi individui, possono in mancanza di accordo, mettere in contrasto le coscienze dei cittadini e dei fedeli: cittadini e insieme fedeli. Se questo accordo è osservato, ne vengono tanti benefici sociali…Ma se la politica tocca l’altare, come si può lasciare che la Chiesa, che l’altare siano profanati, come si può ammettere che un Sacramento, per es. il matrimonio, sia manomesso, profanato dai laici? E’ dunque evidente che la Chiesa deve intervenire per giudicare se quelli che hanno il potere pubblico si servono del potere pubblico per il bene dei cittadini sia sotto l’aspetto morale che sotto l’aspetto soprannaturale, perché tutto deve essere diretto al fine ultimo. Non siamo stati creati soltanto per stare in una patria terrena; cerchiamo l’eterno e non possiamo, per le cose temporali, perdere le eterne…” Alfredo Ottaviani, Chiesa e antichiesa (discorso ai dirigenti studenti della GIAC, 1 novembre 1956)




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