Bricolo: si sbaglia di grosso chi pensa che su una cosa così importante possano decidere le solite lobby
Provera: ci batteremo per realizzare il progetto di Bossi, un referendum democratico
«Dar voce alla gente, sì a un referendum sull’ingresso della Turchia in Europa». Sono bastate tre parole di Umberto Bossi che la Lega si è subito messa al lavoro per attuare l’ultima intuizione del Segretario federale. «La gente dovrà esprimersi tramite una consultazione popolare prima che ogni decisione sia presa sull’adesione di Ankara all’Ue», ha dichiarato il ministro Roberto Castelli lasciando la casa di Umberto Bossi a Gemonio.
«La nostra non sarà una battaglia facile ma lotteremo per far valere le nostre convinzioni», ha affermato il presidente della Commissione Esteri al Senato Fiorello Provera sottolineando che «coloro che si oppongono al referendum sull’ingresso della Turchia in Europa hanno paura di essere sconfitti. È curioso che i paladini della democrazia siano nemici dello strumento democratico più puro, quello referendario. Quelli che oggi ci attaccano sono gli stessi che non perdono occasione per parlare di diritti e citare la Costituzione. È un paradosso».
«Sull’assenza di libertà religiosa nel Paese islamico - ha aggiunto Provera - ricordo le parole dell’ex cancelliere tedesco Helmut Khol che, in un’audizione congiunta di Camera e Senato, ha espresso la sua contrarietà all’ingresso nell’Unione di uno Stato come la Turchia dove “alle chiese non è consentito di suonare le campane”».
«Sul referendum non torneremo indietro. È il popolo che si deve pronunciare sull’ingresso nell’Ue della Turchia, un Paese che, geograficamente e culturalmente, è lontanissimo dall’Europa». Con queste parole anche Federico Bricolo, vicepresidente del gruppo della Lega alla Camera, si è detto pronto a dar battaglia. «Si sbaglia di grosso - prosegue Bricolo - chi pensa che un’iniziativa del genere, che vede contraria la maggioranza dei cittadini del nostro Paese, possa essere presa dai singoli partiti nel Parlamento, magari sotto la pressione delle lobby. La questione non fa nemmeno parte del programma della CdL e dunque noi ci sentiamo liberi di portare avanti la nostra idea».
[Data pubblicazione: 19/10/2004]




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