Coda ai check- in del Colombo disagi e proteste
Dopo il Nautico assalto ai voli
Genova «Mi sono alzato a notte fonda. Sono arrivato in aeroporto alle 5,50, vale a dire oltre un'ora e mezza prima della partenza del mio volo per Parigi, eppure sono rimasto a terra. Davanti a me c'erano almeno 200 persone e solo quattro check-in attivi. Oltretutto c'era un'unica grande coda per tutte le destinazioni, nazionali e internazionali. Un sistema come quello in uso alle Poste, solo che lì almeno chiamano il tuo numero...».
E' la protesta di Marco Marcellino, presidente del comitato ligure della Federazione italiana motociclismo, il quale ieri mattina ha perso al Colombo l'aereo per Parigi delle 7,25 denunciando un problema organizzativo «intollerabile per uno scalo con ambizioni internazionali». Problema che la direzione dell'aeroporto nega decisamente, anche se ammette che ieri «l'affluenza di passeggeri superiore alla media ha determinato la partenza in lieve ritardo dei voli per Roma e Napoli». L'aereo per la capitale, secondo fonti aeroportuali, si è alzato dalla pista alle 7,10 anziché alle 6,55 e quello per Napoli alle 7,05 invece che alle 6,55. C'è chi giura che i ritardi siano stati anche più pesanti.
Il sospetto è che, ieri mattina, l'eccezionale concentrazione di passeggeri legata alla chiusura del salone nautico abbia messo a dura prova l'organizzazione del Colombo. I ritardi registrati sui voli nazionali del mattino sarebbero il sintomo più evidente. Innegabili anche i disagi e le lunghe attese ai check-in. Code che sarebbero state provocate anche dal nuovo sistema di transenne per incanalare i clienti ai banchi dell'accettazione. In pratica si forma un unico "serpentone" che, dopo pochi metri viene smistato a seconda delle destinazioni. «Davanti a me c'erano almeno cinquanta persone dirette a Roma - lamenta Marcellino - Solo che, nel mio caso, il pilota non ha voluto aspettare neppure dieci minuti».
«Bastava chiedere alle persone davanti di passare», suggerisce un portavoce dell'aeroporto: «E comunque il volo per Parigi è stato chiamato ad alta voce». «E' vero - replica Marcellino - ma come potevo evitare la coda?».
I responsabili dell'aeroporto parlano di «inconveniente isolato», negano che esistano carenze di organico e sottolineano che «ieri sono stati imbarcati senza difficoltà tutti i passeggeri».
Il Secolo XIX - 19/10/2004
CIAO
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