“Se l’andamento dei fatti continuerà a seguire quella procedura di decadenza che oggi imperversa negli spazi di vita degli organismi etnici europei, entro una cinquantina di anni questi diventeranno spazi di morte, densi di reliquie, resti e reliquati dei popoli tradizionali del Continente…….I governi europei non si limitano a non-fare il bene, fanno il male, ne sono attivamente complici, favorendo la penetrazione, nelle terre tradizionali delle etnie europee, di crescenti masse terzomondiali.
Non esiste alcun dubbio ragionevole: la terzomondializzazione dell’Europa è, assieme alla globalizzazione economica, l’obiettivo tattico di una oligarchia finanziaria internazionale che, perseguendo disegni di egemonia planetaria, sottopone a un processo generale di deformazione le particolari etniche (naturali e culturali) che gli essere umani assumono nella loro vita storica……………….omissis…………. ( nella società mondiale)….un universo dove, protetti da eserciti privati, i megaricchi condurranno l’esistenza in clausure lussuose, circondate da bidonville sterminate in cui individui senza razza, senza religione, senza famiglia, senza lavoro si riveleranno troppo ottusi e troppo incapaci per sapersi ribellare.
Non occorre particolare acutezza di sguardo: è sufficiente penetrare , adesso, in una delle numerose megalopoli dell’Asia sudorientale, dell’Iberoamerica, dell’Africa e scorgervi la fisionomia mostruosa che assume una società nell’epoca del mondialismo, qualora al dissolvimento e al disfacimento dei suoi caratteri non si opponga una accorta strategia di resistenza e di coesione etnica. Per noi delle comunità padane, questa strategia di resistenza deve dimostrarsi lungimirante, tenace, coerente; libera da sentimenti e risentimenti, essa deve considerare centrale, nella costellazione dei suoi obiettivi, la difesa necessaria ed intransigente della nostra sovranità etnica della nostra terra padana”.
Parte conclusiva del libro di ALBERTO LEMBO “Mondialismo e resistenza etnica” Ar 1999




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