Incredibile, possibile che noi dobbiamo sopportare di tutto dall'ue e dal suo fiancheggiatore prodi????
In fondo cosa vuoi che gliene freghi a uno come Prodi delle 25 000 famiglie italiane che ci vivono sull'industria dello zucchero. Delle restanti famiglie se n'è già infischiato introducendo l'euro e cosi abolendo di fatto il ceto medio in italia. In fondo ha ragiunto il suo obbietivo, un popolo di proletari pronti a combattere la guerra dell'odio di classe tanto voluta dalle sinistre.
La famiglia italiana non ce la fa più ad arrivare a fine mese e questo furfante vuole ricandidarsi per le elezioni?????
Ecco a voi l'articolo non linkabile preso dalla Stampa:
SINDACATI DEI LAVORATORI, PRODUTTORI E INDUSTRIALI CONTESTANO LA BOZZA FISCHLER
Zucchero, l’Italia boccia l’Ue
«Con la riforma a rischio 25 mila posti di lavoro»
«La bozza di riforma dell’organizzazione comune del mercato dello zucchero proposta dal commissario Franz Fischler è del tutto inaccettabile». Lo sostengono i sindacati dei lavoratori, le associazioni dei produttori di bietole e gli industriali del settore in un documento congiunto in cui chiedono al governo di intervenire presso la Commissione Ue perché venga rinviata l’approvazione del documento prevista per il 14 di luglio. Assozucchero, Anb, Cnb, Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil sostengono infatti che la proposta, se approvata, trasformerà radicalmente il settore provocando una situazione «nella quale potrebbero sopravvivere solo i Paesi continentali, con la totale scomparsa dell’intero settore bieticolo-saccarifero italiano, con tutte le ricadute sociali ed economiche ad esso connesse». Se la bozza non sarà modificata l’Italia vedrebbe scomparire intere aree produttive con un danno stimabile in 836 miliardi di euro ed inevitabili ripercussioni sull’occupazione. A rischio ci sono i 2300 dipendenti dei 19 zuccherifici, 4550 avventizi e 18 mila occupati nell’indotto. In tutto quasi 25 mila persone. Da qui la richiesta al governo di intervenire su Bruxelles «introducendo correttivi sostanziali per assicurare la sopravvivenza di un settore di fondamentale importanza per l’economia nazionale». Lo zucchero è l’ultimo comparto della Pac non ancora intaccato dalla riforma. L’obiettivo della proposta Fischler, precisano fonti comunitarie, è quello di continuare a garantire la coltura dello zucchero in Europa, ma con una produzione più competitiva e più in linea con gli standard ambientali varati dalla riforma della Pac, che salvaguardi i redditi dei produttori e che tenga conto delle situazione dei Paesi più poveri tra i Paesi in via di sviluppo. Tre le principali modifiche introdotte. La prima: restano le quote di produzione nazionali ma vengono ridotte. Complessivamente la riduzione a livello comunitario è di quasi tre milioni di tonnellate. Il taglio porterebbe ad una forte riduzione del prodotto esportato e quindi dei sussidi Ue all’export. La seconda: il progetto prevede l’introduzione di aiuti disaccoppiati (ossia slegati dalla produzione) per i produttori di barbabietola da zucchero. La terza: il prezzo di intervento viene soppresso e sostituito con un prezzo di riferimento che sarà del 33% inferiore a quello attuale». Il punto di partenza di produttori, sindacalisti e industriali è che «la bozza di riforma si basa sui pilastri della nuova Pac che non sono adattabili alla nostra bieticoltura, nella premessa obbligatoria che s’intenda salvarla». Poi arrivano le critiche di merito: i prezzi garantiti sono troppo bassi sia per l’industria che per il produttore (la riduzione del prezzo bietola è del 25% nel 2005 e del 37% nel 2008); la compensazione dell’integrazione al reddito è fissata solo nel 60% e totalmente disaccoppiata. Suscita perplessità anche il fatto che l’applicazione della riforma verrebbe anticipata di un anno, cioè dal 2005, e gli effetti terminerebbero nel 2008 «un periodo troppo breve per un’Ocm così complessa». Augusto Bocchini, presidente di Confagricoltura, va all’attacco: «Ci prepariamo a difendere gli interessi dei produttori di bietole con una nuova lunga e difficile battaglia. L’ipotesi elaborata non garantisce una equilibrata ripartizione dei benefici dell’Ocm tra i diversi Paesi Ue».




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Quando avrà stroncato tutte le principali attività italiane per favorire quelle tedesche-francesi, forse si capirà il palo nel c... che ci siamo presi con questa maledetta unione!

