Fonte : Ansa
USA: ANCHE PIONIERI ITALIANI NELL'EPOPEA DEL FAR WEST
WASHINGTON -
A inventare gli spaghetti western non fu Sergio Leone, ma uno strano italiano che, nel 1823, risali' il fiume Mississippi in canoa, con un ombrello rosso in mano e una tuba in testa. L'ombrello rosso doveva convincere gli indiani in cui s'imbatteva che era solo un matto innocuo; la tuba per ricordare che Giacomo Costantino Beltrami, pur lontano dalla sua Bergamo, era sempre un aristocratico.
Si era imbarcato a New Orleans, alla foce del grande fiume, e, da solo, arrivo' nelle grandi praterie dell'attuale Minnesota. Visse con i nativi, partecipo' alla caccia al bisonte e torno' in Italia. Ma il suo resoconto di viaggio lascio' una traccia talmente profonda nella conoscenza del Nuovo Mondo che, per riconoscenza, a lui lo Stato del Minnesota dedico' una contea, la Beltrami County.
Beltrami fu solo uno dei tanti italiani stregati dalla frontiera del west, come ricorda Cesare Marino, antropologo e consulente dello Smithsonian Institute, in un incontro all'Istituto italiano di cultura (IIC) di Washington sui viaggiatori italiani tra gli indiani d'America.
''Sotto bandiere inglesi, francesi e spagnole, molti italiani si sono avventurati in America - dice l'antropologo - spesso producendo i resoconti piu' sinceri sui locali''. I gesuiti, ad esempio, raccolsero un'enorme mole di materiale linguistico ed etnografico, in italiano, inglese e latino.
Anche le insegne sabaude furono piantate nel Nuovo Mondo: nel 1665, il reggimento Carignano, ''prestato'' da Tommaso Emanuele di Savoia al re di Francia Luigi XIV, sbarco' in Quebec per combattere gli irochesi. Alla fine della guerra, molti dei duecento soldati piemontesi si unirono a donne indigene, stabilendosi lungo il corso del fiume Richelieu, nella regione conosciuta oggi appunto come Carignan.
Vi sono anche avventurieri, come il conte Paolo Andreani, l'uomo che nel 1790 i giornali di Milano definirono ''il Dedalo italiano'' per aver volato, primo italiano, su una mongolfiera.
Andreani, libertino e giocatore in fuga dai debiti, prese il largo per l'America dove, con una lettera di raccomandazione di Vittorio Alfieri, si presento' al presidente dei neonati Stati Uniti, George Washington. Ma qui il nobiluomo lombardo si appassiono' alla causa degli indiani d'America e uno scontro con il ministro della guerra Henry Knox sulla politica di sterminio per la conquista del West gli costo' l'espulsione dal Paese.




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