BASTA CON LA GUERRA BASTA CON L'OCCUPAZIONE IRAQ LIBERO PARTECIPIAMO IL 30 OTTOBRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA LIBERIAMO LA PACE. VIA SUBITO LE TRUPPE DALL'IRAQ
Alle donne e agli uomini che si oppongono alla guerra
Volantino di Bastaguerra della manifestazione del 30 Ottobre a Roma
Bastaguerra Roma
30 ottobre 2004
Siamo ancora una volta qui - e ancora ci saremo le prossime volte - sotto il governo a palazzo Chigi, per puntare il dito contro chi ha dato ordine di occupare militarmente l'Iraq e appoggiare l'infame guerra imperiale di Bush e Blair. Dopo più di 30.000 morti ammazzati in Iraq dal 20 marzo del 2003 ad oggi - che si aggiungono ai milioni di morti da embargo e da uranio impoverito - e mentre sotto i nostri occhi si svolge il massacro di Falluja e del triangolo sunnita, c'è ancora chi tentenna sul ritiro delle truppe o vorrebbe aspettare le fantomatiche elezioni irachene del gennaio 2005. Elezioni / farsa che si faranno in un paese devastato, dopo una feroce e globale repressione della resistenza ,oppure fatte solo in una parte del paese, per fare da schermo al governo filoamericano e illegale di Allawi. Così la guerra illegale lascia il posto ad una occupazione militare illegale, ad un governo illegale, ad una Conferenza internazionale di Pace illegale, gestita dagli attuali occupanti/invasori. Questi ultimi non sono stati mai sanzionati dalla comunità internazionale o dal tribunale Penale Internazionale che dovrebbe invece condannarli come criminali di guerra ed imporgli non solo il ritiro immediato delle truppe e delle basi militari, ma l'abolizione delle leggi illegalmente imposte per il governo del paese e la rapina delle sue risorse, il risarcimento degli immensi danni prodotti con la guerra, il risarcimento delle vittime civili e delle infami torture nelle carceri dell'Iraq. I nostri soldati fanno da sentinella ai pozzi di petrolio dei contratti ENI a Nassiriya e il popolo irakeno è sottoposto ad una tragedia epocale ed a massacri inauditi, che colpiscono soprattutto le città ribelli. Laddove continua la resistenza, legittima difesa dall'invasore, che dobbiamo sempre distinguere dai gruppi terroristici, i cui metodi ripudiamo. Poichè l'occupazione militare dell'Iraq è un crimine internazionale, chiediamo che l'Italia si dissoci dalle complicità di guerra ritirando le truppe immediatamente e prima della cosiddetta conferenza di Pace, per isolare politicamente gli Stati Uniti e fare massa critica - insieme agli altri paesi che si sono dissociati da Bush, come la Spagna. Ma sappiamo che oggi chiedere il ritiro delle truppe non è più sufficiente perchè il problema cruciale è LA LIBERAZIONE DELL'IRAQ; infatti a queste truppe possono subentrare quelle della NATO, magari sotto comando ONU, oppure quelle della polizia irakena collaborazionista con gli occupanti. Nel frattempo la bandiera americana sventolerà arrogante sul suolo dell'Iraq e soprattutto sui suoi pozzi di petrolio e su tutti i suoi appalti per la ricostruzione. Perciò diciamo NO ad ogni ipotesi di invio di nuove truppe della Nato in Iraq, diciamo NO ALL'IMPEGNO MILITARE ITALIANO in Iraq, che è costato finora 600.000.000 di euro con i quali si potevano alleviare in Italia i problemi sociali più urgenti, dalle case per gli immigrati e i precari ai redditi di cittadinanza. BASTA CON LA GUERRA BASTA CON L'OCCUPAZIONE IRAQ LIBERO PARTECIPIAMO IL 30 OTTOBRE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA LIBERIAMO LA PACE. VIA SUBITO LE TRUPPE DALL'IRAQ
Bastaguerra (Roma )
ottobre 2004
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Fonte:www.peacelink.it
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30 ottobre, a Roma contro la guerra
martedì, 12 ottobre, 2004
Il Comitato Fermiamo la Guerra ha approvato la piattaforma per la manifestazione nazionale del 30 ottobre a Roma contro la guerra in Iraq. L’occasione d’incontro sarà quella della giornata del 29 ottobre, data della firma del Trattato Costituzionale che si terrà a Roma. Le reti delle organizzazioni hanno previsto per la mattinata presidi di piazza per la controinformazione, e nel pomeriggio il Forum per la Democrazia Costituzionale Europea con un momento di dibattito unitario. Il Comitato Fermiamo la Guerra conferma il mandato a lavorare perchè dal Forum Sociale Europeo venga promossa una giornata di mobilitazione europea sulla Palestina l'11 dicembre, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
“C’è un alternativa allo scontro di civiltà, giù le armi e liberiamo la pace. Via subito le truppe dall’Iraq. Basta con la guerra, il terrorismo, il neoliberismo. Per la giustizia sociale e l’incontro di civiltà, per la pace, i diritti, la democrazia, la partecipazione”.
Un’altra Europa è possibili e necessaria
CONTRO LA GUERRA PERMANENTE
Vita e libertà per il popolo iracheno e per gli ostaggi.
Stop immediato ai bombardamenti. Cessate il fuoco, fine dell'occupazione,
ritiro delle truppe dall'Iraq.
La comunità internazionale deve impegnarsi per una soluzione politica che
restituisca sovranità al popolo iracheno, coinvolgendo tutte le componenti
irachene inclusa la società civile e le forze che hanno scelto la strada
della resistenza.
Per una pace giusta in Medio Oriente: due stati per due popoli. Fine all'
occupazione dei territori palestinesi, no al muro illegale.
Vita, diritti e dignità per il popolo kurdo e per il popolo ceceno.
L'EUROPA RIPUDI LA GUERRA
assumendo il contenuto dell'articolo 11 della Costituzione Italiana.
Prevenzione dei conflitti, riduzione delle spese militari e disarmo.
CONTRO LE POLITICHE DEL TERRORE E DELLA BARBARIE
Contro ogni forma di terrorismo da chiunque perpetrato -stati,
organizzazioni o individui.
No alla aggressione dei fondamentalisti neoconservatori contro il mondo
islamico, che alimenta lo "scontro di civiltà".
No all'uso della "lotta al terrorismo" per colpire diritti civili e
democratici, dissenso e conflitto sociale.
NO AL RAZZISMO
No alle leggi xenofobe. No ai Centri di Permanenza Temporanea. No alle
deportazioni.
Libertà di circolazione e pieni diritti ai migranti.
No all'Europa fortezza. Cittadinanza di residenza.
Per una Europa solidale con i sud del mondo.
DIRITTI SOCIALI GARANTITI
Diritto al lavoro, alla casa, al reddito, alla salute, all'istruzione, alla
previdenza.
No alla precarietà e allo smantellamento dello stato sociale.
No alle politiche neoliberiste in Italia, in Europa, in tutto il mondo.
Fonte: Comitato Fermiamo la guerra
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Fonte:www.unimondo.org
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