Escono "The Corporation" sulla ricerca patologica del profitto
e un'inchiesta sul gruppo terroristico: esiste o è un marchio?
Al Qaeda e l'incubo multinazionali
tutti i segreti in due libri-shock
Tra le novità anche un altro viaggio impossibile di Lapierre
un noir struggente di Longo e le spie italiane nel 1940
di DARIO OLIVERO
Al Qaeda non è la Spectre, la multinazionale del crimine contro la quale combatteva James Bond. Magari lo fosse. Perché almeno sarebbe una struttura monolitica, con i suoi organigrammi, le sue cellule, le sue compartimentazioni, i sui capi mandamento. Terribile, ma chiara. Spaventosa ma individuabile. Invece non è così. Leggendo il libro di Jason Burke, Al Qaeda la vera storia (tr. it. B. Amato, Feltrinelli, 16), lo scenario che esce è, se possibile, ancora più inquietante di quanto sia nella percezione comune. Perché secondo Burke Al Qaeda non esiste. Non esiste come organizzazione terroristica intesa come grande piovra con i tentacoli in tutti i palcoscenici del fondamentalismo islamico. Burke è inviato del britannico Observer e il suo saggio raccoglie molte di documenti impressionante. Al Qaeda, dice, è sicuramente formata da uno zoccolo duro di dirigenti e militanti con un passato comune nella guerra afgana contro i sovietici. Poi ci fu una diaspora che li portò in giro per il mondo a esportare know how terroristico e fare proseliti spesso in concorrenza con Osama Bin Laden. E' per esempio il caso di Al Zarqawi che, pur professandosi "socio" di Al Qaeda in Iraq, per anni reclutò militanti in proprio togliendoli allo sceicco saudita. Ma allora che cos'è Al Qaeda? E' un'etichetta, un logo, un franchising del terrorismo internazionale. Che non solo fa comodo a chi la utilizza ma anche a chi la combatte. Al Qaeda diventa per i governi che combattono il terrorismo un comodo nemico da mostrare all'opinione pubblica e diventa per alcuni un comodo alibi da usare per scopi di politica interna (nuove leggi di emergenza, riduzione delle libertà individuali). Insomma, Al Qaeda è utile a molti. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
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http://www.repubblica.it/2004/j/sezi...7/libri47.html




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