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  1. #1
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    Angry Trovo vergognoso che dei fascisti siano contro il ponte di Messina

    Significa essere anche contro lo sviluppo. Il Fascismo storico lo avrebbe fatto questo ponte ad occhi chiusi! Invece i "fascisti" nostrani stanno facendo di tutto pur di apparire (invano) simpatici agli occhi della sinistra antagonista, retrograda e cannata! Addirittura si scagliano contro il progetto di una opera pubblica... un opera che il Fascismo storico avrebbe realizzato senza tanti problemi.
    A parte questo mi sto accorgendo che i fascisti di oggi stanno tristemente prendendo una deriva sinistroide che mi lascia molto preoccupato e perplesso: dalla solidarietà ad Indymedia, all'ossessione anticapitalista... e ora anche il ponte di Messina rinnegando, così, la vocazione a costruire opere pubbliche del Fascismo storico!

    15/10/2004
    FSN e AS con gli studenti contro il Ponte sullo Stretto di Messina
    Il Fronte Sociale Nazionale e Alternativa Sociale esprimono solidarietà alla protesta effettuata dagli studenti di Messina con uno sciopero massiccio della scuola, contro la costruzione del Ponte sullo Stretto. Una mega-infrastruttura che viene presentata come la soluzione dei problemi del Mezzogiorno (come se bastasse un ponte a cancellare gli annosi problemi di abbandono delle terre, della disoccupazione, dell’emigrazione, della mafia, e della devastazione ambientale). Le popolazioni locali vedono, invece, in questa “Grande Opera” solo l’ennesima beffa ai danni della gente e di un territorio, ricco di bellezze naturali, parchi marini, montani, specie protette, panorami mozzafiato, già duramente provato dall’edilizia selvaggia e dall’abbandono delle zone montane, dai cantieri sempre aperti dell’autostrada SA-RC e dalle mille opere incompiute ed inutili come le cattedrali nel deserto disseminate in tutto il Mezzogiorno. Il ponte, o meglio il “Mostro sullo Stretto”, è il simbolo di uno “sviluppo” che, dietro il ricatto della disoccupazione e della disperazione legata alla mancanza di lavoro, da decenni continua a imporre ogni genere di opera inutile e dannosa, che non solo non risolve i problemi già presenti, ma al contrario contribuisce, in modo decisivo, a peggiorare la qualità della vita dei figli del Sud.


    Se continuiamo così mi sa che resterò senza riferimenti politici!
    2010:

  2. #2
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    Caro Ichthys ha dimostrato la tua ignoranza in materia, da anni e per primi in orgogliosa solitudine, la federazione reggina del MSFT si batte contro la faraonica ed inutile opera del ponte sullo stretto, altro che progresso...Il Fascismo storico ci avrebbe fatto prima le infrastrutture, le industrie, avrebbe sconfitto la mafia...
    Comunque qualcosina la trovi su www.gioventunazionalerc.tk

  3. #3
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    Sono tutte balle! Voi aspiranti comunisti siete i soliti arroganti e presuntuosi... nonché i veri ignoranti in materia.
    Il ponte serve da stimolo per completare le infrastrutture e la mafia potrebbe interferire anche con le infrastrutture, non ci avevi pensato? E allora che facciamo? Non facciamo niente perché c'è la mafia? Il resto sono tutte fregnacce di sinistra.
    Sì al Ponte sullo Stretto, perchè nonostante la breve distanza dalla costa dirimpettaia spesso le correnti rendono la traversata un inferno, come se già non fosse disagevole la fruizione di traghetti di pessima qualità e maleodoranti!!! Meditate sulla possibilità di varcare lo Stretto di Messina in pochi minuti, specialmente con l'utilizzo della rete ferroviaria, anch'essa destinata ad un salto di qualità di prim'ordine!!! Sì al Ponte sullo Stretto, perchè non dovrà necessariamente comportare l'abbattimento delle abitazioni dei villaggi interessati: come è stato fatto allora in tutti i luoghi del mondo dotati della costruzione di opere del genere, vedi Giappone, baie americane, Australia, ecc. Per caso vi son perite tutte le abitazioni e vi son verificate prevenute insofferenze popolari!? Sì al Ponte sullo Stretto, perchè adesso i detrattori mi tirano fuori la storia che i laghi di Ganzirri rischierebbero di scomparire, quando gli stessi per almeno un decennio hanno silenziosamente visto a lasciato ch'essi si infognassero producendo un'aria malsana a scapito della salute di residenti e passanti!!!
    Si al ponte, si al capitale nell'interesse nazionale, no al fascismo di sinistra e al suo solidarismo con la sinistra antagonista.
    A parte quelle stupide scuse, quali dati tecnici avete per dire no al ponte? Sentiamo... Vi rovina forse il paesaggio? Pensi che lo sviluppo di un'area dipenda da un inutile paesaggio? Secondo me il ponte migliora il paesaggio.

    Tra i vostri links metteteci anche i vostri amichetti più stretti: http://www.noponte.org ... e leggi che "belle" cose che scrivono sul conto dei fascisti e dello stesso partito paracomunista MSFT nel loro forum! Il vostro è tutto fiato sprecato, non riuscirete mai ad avvicinarvi o a rendervi simpatici ai loro occhi, non vi vogliono!
    2010:

  4. #4
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    COMITATO SI AL PONTE
    http://www.network54.com/Forum/281294

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  5. #5
    Orazio Coclite
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    Io invece sono decisamente contrario. Perché il mito del progresso non mi appartiene affatto. Anzi, sono favorevole al regresso, alla dismissione dell'alta tecnologia (a parte internet, naturalmente ) e al ritorno a ritmi di vita più naturali e semplici.

    Ma forse, non essendo io mai stato fascista, allora non incorrerò nelle ire di Ichthys, che deprecava le prese di posizione di chi fascista, nel 2004, lo è...

    saluti.

  6. #6
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    In origine postato da Orazio Coclite
    Io invece sono decisamente contrario. Perché il mito del progresso non mi appartiene affatto. Anzi, sono favorevole al regresso, alla dismissione dell'alta tecnologia (a parte internet, naturalmente )
    Infatti pensavo a questo.

    e al ritorno a ritmi di vita più naturali e semplici.
    Immagino, allora, che non usi l'automobile, giusto?

    Comunque quello che conta, ti piaccia o no, è il PIL... e nel mondo una nazione è giudicata per quello che produce e non per i ritmi naturali dei quali non gliene frega niente a nessuno!

    Ma forse, non essendo io mai stato fascista, allora non incorrerò nelle ire di Ichthys, che deprecava le prese di posizione di chi fascista, nel 2004, lo è...

    saluti.
    Visto che ormai ognuno si fa il suo fascismo... io mi dichiaro liberal-nazionalista.
    2010:

  7. #7
    Orazio Coclite
    Ospite

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    In origine postato da Ichthys
    Immagino, allora, che non usi l'automobile, giusto?
    Giusto.


    Comunque quello che conta, ti piaccia o no, è il PIL... e nel mondo una nazione è giudicata per quello che produce e non per i ritmi naturali dei quali non gliene frega niente a nessuno!
    Ah, il mito del PIL. Interessante constatare come anche nel nostro ambiente ci sia chi non ancora abbastanza smagato si lascia cullare dal mito del progresso di cui il PIL è dogmatica e significativa espressione. Già, perchè l'economista ci insegna che se il PIL raddoppia noi si sta bene il doppio, ma la cosa è onestamente difficile da credere, e basti guardare alle azioni che causano l'innalzarsi del PIL. Ad esempio, un bosco che va in fiamme e che viene allora usato per costruirci un condominio o un fiume inquinato dagli scarichi chimici causeranno un danno irreparabile all'ambiente, agli animali, alla terra e all'uomo che ci vive in prossimità, però alzeranno entrambi il PIL nazionale. Ma fanno lo stesso con la qualità della vita? Proprio no, perché maggiore PIL non significa affatto maggiore qualità della vita, e soprattutto significa arrendevolezza ai meccanismi economici che mi sembra da queste parti si è sempre cercato di combattere, ancora prima che i pelosi ne facessero un loro cavallo di battaglia.
    Certo non pretendo troppa lungimiranza da chi magari è rimasto ancora agli anni '20 non rendendosi conto che è passato oramai qualche annetto dai tempi in cui Mussolini andava a fare le mietiture coi contadini, e quello che magari poteva essere visto come un bene, è oggi magari un male.
    Questa del progresso è una corsa verso l'abisso dell'entropia, come cavalli dopati e coi paraocchi siamo incoscienti di fronte alla fine, tanto dal non renderci conto di che direzione disastrosa ha preso oramai il mondo.
    E mi ricordo al riguardo un intervento 'ecologista' su questo forum che veniva minimizzato e cassato dall'astuto di turno perché l'ecologismo sarebbe roba da 'comunisti', mentre ci sono cose più importanti, tipo la messa in latino. Ora, fatto salvo il valore che la messa in latino riveste, le due cose non sono nemmeno minimamente paragonabili, perché qui si sta parlando della distruzione della nostra culla ancestrale, della fine della biodiversità della Natura, un danno irreparabile e senza ritorno.
    La crescita non può certo essere infinita, e sempre più spazio si sta facendo nell'opinione pubblica per l’economia della non-crescita. Questo a fronte della realizzazione dei fallimenti finora perseguiti.

    Quindi si posino per un attimo i soliti libri e si dedichi magari un po' di tempo a scoprire meglio cose a cui prima si è dedicato poco tempo. Qui c'è bisogno di una revisione totale delle basi per adattarle ai tempi entranti. Si studino quindi autori del calibro di Charles Champetier, Sale Kirkpatrick, Gary Snyder, Serge Latouche e anche i vecchi classici tipo Edward Abbey, Henry David Thoreau o Ralph Waldo Emerson.
    Consiglio ancora una volta il libello introduttivo di Massimo Centini, 'Wilderness' (Xenia).

    Saluti.

  8. #8
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    Mah, diciamo che mi collocherei a metà fra voi due.
    Definire "vergnognose" le posizioni contro il ponte sullo stretto mi pare eccessivo: sono posizioni opinabili, che io personalmente non condivido (sono a favore del ponte), ma legittime.

    Capisco perfettamente, e in molta parte condivido, le riserve sul progresso tecnico espresse da Orazio. Non siamo negli anni '30 e l'Italia, da dopo la guerra, mi pare sia stata cementificata abbastanza per aggiungere altri danni.
    Tuttavia mi preme anche mettere in guardia da un eccessivo culto della natura incontaminata, molto presente nel nostro ambiente.
    Una visione fascista (nel senso più metafisico, tradizionale e spiritualista del termine) del mondo non è una visione naturalistica, ma civile, storica.
    Ciò che rende grande la stirpe italica (e la civiltà greco-romana da cui è scaturito l'occidente) non è il fatto di vivere nei boschi, secondo ritmi naturali e in armonia col creato: di questo sono capaci anche i Maori. Ma il fatto di aver creato arte, cultura, letteratura, templi, statue, pensiero filosofico e in seguito cattedrali, borghi, castelli, affreschi ecc.
    Tutto ciò non esiste in natura. Come non esiste la polis, la civitas, il concetto quindi di appartenenza a un'istituzione umana che si perpetua e si tramanda.
    La città è l'estrinsecazione materiale e spaziale di questo principio. Certo, molto più l'Atene del V secolo o la Roma repubblicana o la Firenze medicea che la Milano, la Parigi, la Londra di oggi.
    Ma se l'alternativa è il bosco, con le sue bacche e radici, io preferisco anche Milano o Londra.
    Non c'è dubbio che i modelli cui ho fatto riferimento erano modelli che integravano bene le strutture e i portati della vita civile, dalle strade agli acquiedotti, ai ponti, alle città, con la natura, mentre oggi siamo alla totale rovina, grazie a un modello disordinato e anarchico, che distrugge e non armonizza, ripercuotendosi contro sé stesso. Ma è anche vero che il paesaggio italiano è soprattutto un paesaggio "atificiale": i colli toscani, i paesaggi appenninici in genere, la pianura padana, le prealpi, gli altipiani murgiani, hanno una fisionomia che è il risultato di un intervento profondo degli uomini, nei secoli, che ha stravolto i loro connotati originari, ma che ha creato dei luoghi dello spirito che ancora oggi ci soffermiamo ad ammirare.
    Purtroppo noi siamo, chi più chi meno, influenzati da un certo spirito romantico teutonico e da un certo naturalismo d'Oltralpe, che, da Schelling fino alle celebrazioni nazionalsocialiste per il solstizio e le feste adamitiche nei boschi, ha caratterizzato molta cultura tedesca e ha avuto una parte non secondaia nelle elaborazioni culturali di molta destra. Sono suggestioni non prive di fascino e molti spunti e proposte che ne derivano possono essere accolte. Ma secondo me le nostre categorie di riferimento devono essere altre: noi non discendiamo da tribù che vivevano in uno stato semibrado fino a non molti secoli fa, ma da popoli che hanno millenni di urbanesimo e di civiltà evoluta alle spalle.

    Per quanto riguarda il ponte, mi premerebbe una cosa (ma non ci spero): che fosse progettato da architetti italiani, in modo da essere comunque un'ennesima, tardiva spressione del genio italico. Stanti le mie riserve verso tutta l'architettura moderna, la ritengo comunque un'opera monumentale e che portà essere ricordata: uno degli aspetti detestabili della modernità in architettura è che si diseminano le periferie e le campagne di un mare di schifezze anonime, in un tutto disorganico e caotico, senza pretese. Il gusto della monumentalità e l'idea stessa di un'opera grandiosa, organica, che costituisca un vestigio del nostro tempo, in generale così opaco e decadente, lo trovo apprezzabile.

  9. #9
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    In origine postato da Ichthys
    [B]Infatti pensavo a questo.

    [B]

    Immagino, allora, che non usi l'automobile, giusto?

    Comunque quello che conta, ti piaccia o no, è il PIL... e nel mondo una nazione è giudicata per quello che produce e non per i ritmi naturali dei quali non gliene frega niente a nessuno!



    Visto che ormai ognuno si fa il suo fascismo... io mi dichiaro liberal-nazionalista.
    Potenti Dei, come Federzoni ? Altro che nostalgismo "postFascista ...."


    Fuor di battuta, la questione che pone Ichtys è seria, attualissima e periodicamente riproponentesi nel mondo del socialismo nazionale .... che ha tra i suoi rifrimenti, per dirne due, sia Darrè che Speer, sia il Futurismo che il Tradizionalismo.

    Ricordo un'antica discussione nella Direzione Nazionale del FdG, in cui anzichè dividerci tra rautiani ed almirantiani, o al limite tra evoliani e gentiliani, litigammo per ore (a schieramenti trasversali) sul nucleare .... con metà di noi che sosteneva che era un affronto al "mondo naturale", per il solo fatto di produrre scorie permanenti per decine di milioni di anni, e l'altra metà che ironizzava su come si potesse ipotizzare una Europa "autonoma indipendente libera ed armata", "ne' U$A ne' URSS", ma denuclearizzata ed armata di valorosi arceri su bighe.

    Naturalmente, avevano ragione entrambi.

    E' una questione che non ho saputo risolvere nemmeno nel mio foro interiore (e forse ciò emerge nel progetto di "fattoria ipertecnologica" che sto realizzando, e sul quale giustamente ironizzava Iron81).

    Sul tema specifico del Ponte sullo Stretto, mi sento di aggiungere solo due cose :
    - che, per le stesse ragioni per cui i leghisti sono contrari (unire l'Italia ? Giammai), noi dovremmo essere favorevoli (proponendo se mai che al ponte che unisse lo stretto di Messina venissero abbinati scavi per allargare il Canale di Sicilia che separa l'Europa dall'Africa) ;
    - che io fui subito contrario alla proposta Beruls-canesca del Ponte tra le cinque grandi opere, nella convinzione - che tuttora albergo - per cui il Berlus-canaglione ed i suoi canes non avrebbero fatto alcun Ponte, ma solo chiacchiere in materia di ponte, e sperperato per progetti, società strumentali etc. miliardi (di €uri) senza costrutto ;
    - che. nella attuale situaizone di difficoltà di finanziamento degli investimenti, le esigenze intrastrutturali sono tali che, nell'interesse della stesa Sicilia, meglio sarebbe stato costruire un eficente sistema di trasporto merci su acqua ("autostrada" tirrenica e, da noi, Corridoio Adriatico) e, dappertutto, incentivare e migliorare la formazione professionale, segnatamente quella universitaria ed ingegneristica.

    Nella critica di Ichtys ad AS colgo un elemento fondatissimo : pur essendo un partito piccolissimo, occorre dotarsi delle strutture decisionali partitiche, necessarie per affrontare i problemi più delicati, ed assumere posizioni condivise. Non è possibile che il primo - FN, FSN, o questo o quel responsabile locale - che gli gira de fa 'na cosa la fa, sua sponte, ed a nome di AS, vincolando poi la posizione politica di tutti gli altri.

  10. #10
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    Con una Salerno Reggio Calabria messa da panico! I cantieri finiranno nel 2040. Con le infrastrutture Siciliane simili alle Mulattiere, ma dove ca**o lo vuoi fare sto ponte!
    2 Sono le cose: O sei ignorante, o boh! C'avrai il ciclo mestruale.

 

 
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