A un anno dalla tragedia: i giacobini servi dell’Anticristo okkupano l’America.
(4 novembre 2008/4 novembre 2009) [1]
I pericoli della riforma sanitaria di Obama
Intervista al prof. Paul Morrow
A cura di Thomas McKenna.
La riforma sanitaria di Obama è stata rimandata a ottobre. I vescovi americani temono che, a parte aspetti da loro [non da noi, perché sono un bluff anche questi N.d.R.] giudicati positivi come la copertura previdenziale dei più poveri, ci sia la destinazione di fondi dei contribuenti per allargare il già spaventoso numero di aborti. Ma non solo. Nella filosofia dei disegni di legge del [presidente] [ultra]liberal, viene eliminata anche la finora garantita obiezione di coscienza.
Nonostante le rassicurazioni di Obama al Papa sia sulla sua intenzione di ridurre gli aborti che quella di mantenere l’obiezione di coscienza, quest’ultima formulata in occasione in occasione della laurea honoris causa ricevuta dall’Università di Notre-Dame, dai progetti di legge presentati dal Governo in Congresso si desume che né l’una né l’altra cosa effettivamente accadranno.
Intervistiamo in merito il prof. Paul Morrow, ordinario di Ostetricia e Ginecologia della facoltà di Medicina Keck dell’Università del Sud della California e vicepresidente della St. Gianna Physician’s Guild, che riunisce i medici cattolici.
Prof. Morrow, medici e operatori sanitari negli Stati Uniti stanno affrontando crescenti sfide sulla futura maniera di praticare la medicina. Vediamo che l’amministrazione Obama ha fatto una proposta per abolire il regolamento emanato dal presidente Bush che permette agli operatori sanitari di non fornire servizi in base a obiezioni morali. Questo regolamento si collegava a sua volta a una legge di 30 anni fa che stabiliva l’obiezione di coscienza per coloro che non vogliono praticare aborti. Che succederà se questa proposta di Obama sarà approvata e l’obiezione di coscienza eliminata?
Noi della St. Gianna Physician’s Guild abbiamo scritto al Ministero della Sanità protestando per il tentativo di eliminazione di questo diritto in base a considerazioni morali, etiche e professionali. Purtroppo questa proposta è in armonia con la linea del Collegio Americano di Ostetrici e Ginecologi (ACOG). Questo ente, anche se privo di statuto legale, vanta un grande prestigio e può influire sia sulla politica che sull’opinione pubblica. Il suo comitato etico ha recentemente emanato un parere, stabilendo che la coscienza del medico deve piegarsi a quella del paziente, in base a un presunto principio etico definito come diritto del paziente di decidere sulle cure mediche senza interferenza degli operatori sanitari. Questi possono sì illustrarlo sulle sue condizioni, ma non prendere decisioni.
Una cosa che può sembrare ragionevole, ma che nella pratica significa l’obbligo per il medico di dover fare la volontà del paziente oppure l’obbligo d’indicare al paziente un altro medico che possa prestare il servizio richiesto, senza nessun margine all’obiezione di coscienza. L’American Medical Association è d’accordo con questa posizione dell’ACOG. Questa pratica capovolge le “protezioni” – Il Provider Refusal Rule – emanate dal presidente Bush nel 2008, che prevedevano una migliore applicazione di tre precedenti leggi federali, garantendo il diritto del personale e delle strutture sanitarie di non esser costretti al coinvolgimento in aborti procurati. Questo regolamento allarga, infatti, una legge di 30 anni che contiene una “clausola di coscienza” per tutti coloro che, dai medici ai portieri delle strutture, non vogliono essere coinvolti in aborti, ma che nemmeno possono essere costretti a consigliare i pazienti su questioni tali come la contraccezione, pianificazione familiare, trasfusione di sangue e vaccini, se vi si oppongono per ragioni morali. Barck Obama propone di abrogare queste facoltà o protezioni, in consonanza con la sua forte ideologia abortista e in retribuzione dell’appoggio ricevuto in campagna elettorale da Planned Parenthood, una rete nazionale di fornitori di aborti che riceve sostegno finanziario [oggi con Obama, non ieri N.d.R.] dal governo federale. Il cardinale Francis George di Chicago, attualmente della Conferenza Episcopale Americana, si è espresso apertamente contro questa proposta affermando che essa avvia la nostra Nazione dalla democrazia al dispotismo: «Il rispetto della coscienza personale e la libertà di religione come tali assicurano la nostra libertà elementare dalla oppressione. Nessun governo deve interporsi fra l’individuo e Dio. Questo è quanto si suppone che sia l’America[ieri…oggi sempre meno con il servo dell’Anticristo obama N.d.R.]», ha detto.
È incredibile che il nostro governo e il nostro sistema legale non permettano a un operatore sanitario di obiettare in coscienza un atto moralmente offensivo: in particolare l’uccisione di esseri completamente innocenti e indifesi, e quello di scoraggiare l’aborto su domanda. Mai dovrebbe prendere l’iniziativa per forzare gli operatori sanitari a un tale atto moralmente ripugnante.
I lobbisti pro-aborto dicono che queste protezioni impediscono alle donne di avere un accesso pieno al controllo delle nascite. Ma qui non si parla di contraccezione, bensì di aborto procurato, e loro vogliono eliminare tutte le restrizioni che esistono ancora ad esso e, in più, aumentare il suo finanziamento statale. D’altronde, è un sofisma dire che il Provider Refusal Rule limita i servizi sanitari, autorizzando i fornitori a rifiutare i servizi, come la contraccezione che farebbero ridurre gli aborti. La realtà è l’opposto. La perdita delle protezioni ridurrà i servizi sanitari perché l’abolizione dell’obiezione di coscienza forzerà medici, farmacisti, ospedali e altri enti sanitari a ritirarsi dal mercato. Proteggere il diritto degli operatori sanitari a dare giudizi professionali in base alle loro convinzioni morali – non quelle dei pazienti o quelle del governo – è un diritto umano fondamentale.
Lei è accademico in una grande facoltà di Medicina e lo è stato per gran parte della sua vita. Ci potrebbe dire qualcosa sul mutamento lungo gli anni delle pratiche mediche e se questa tendenza a forzare le coscienze potrebbe influire su studenti in medicina che vogliono seguire la loro vocazione ma nello stesso tempo rimanere cattolici fedeli?
Mi sono laureato nel 1962, poi mi sono specializzato in ostetricia e ginecologia e, finalmente ho scelto il campo della ginecologia oncologica. Visto che le tematiche calde dei problemi morali in medicina riguardano sia l’inizio che la fine della vita, la mia carriera di 45 anni si è svolta nel cuore delle battaglie etiche. Dunque, ero in servizio quando furono messi sul mercato i contraccettivi ormonali e appartenevo al corpo accademico di una grande facoltà medica laica quando la Corte Suprema inventò, diciamo così, il diritto di aborto nella nostra Costituzione. È difficile fare un bilancio dell’effetto nella pratica medica avuto da molti mutamenti in campo scientifico, sociale, legale, amministrativo, geopolitico e persino ecclesiastico accaduti durante la mia vita professionale.
Gli Stati Uniti e l’Europa sono divenuti progressivamente più secolarizzati: contraccettivi ormonali e non ormonali sono divenuti “merce di prima necessità” nella nostra cultura. L’aborto, persino nelle fasi finali della gravidanza, è diventato un criterio di cura sanitaria. Va detto che entrambe le cose sono grandi affari economici su scala mondiale. La contraccezione ormonale fu lanciata sul mercato nei primi anni Sessanta, quasi contemporaneamente all’inizio del concilio pastorale Vaticano II. Fra il ’65 e il ’68 ero primario di ginecologia in un ospedale cattolico di Chicago. I vescovi americani sembravano insicuri sulla moralità dell’uso di contraccettivi ormonali [i frutti del conciliabolo di roncalli, l’amico dei nemici della Chiesa e della Cristianità N.d.R.]. Ciò disorientò grandemente sia i fedeli che il personale medico cattolico, col risultato di una diffusa pratica della contraccezione e persino della sterilizzazione e dell’aborto fra i cattolici, a volte realizzati con l’approvazione di centri di studi cattolici e di certi ecclesiastici [si vedano in proposito le profezie de La Salette e di Fatima N.d.R.].
Mentre constato che in genere gli ospedali cattolici non hanno ceduto alla pratica generalizzata dell’aborto nel nostro Paese, lo stesso non si può dire nei riguardi della contraccezione e persino della sterilizzazione. Poi, se consideriamo che la maggioranza degli studenti di medicina in facoltà laiche non sono cattolici, e che nelle facoltà cattoliche la maggioranza non segue il Magistero della Chiesa, possiamo concludere che non è difficile scendere a patti con la mentalità dominante.
Tanti dei nostri giovani medici cattolici oggi non hanno una adeguata formazione e, di conseguenza, non si accorgono neppure di star facendo qualcosa d’immorale. Va peggio anche nel periodo dio pratica ospedaliera che devono fare dopo gli studi. Nel caso di ginecologia e ostetricia, si devono affrontare direttamente le questioni che riguardano la contraccezione, l’aborto, la sterilizzazione e l’infertilità, con procedure moralmente obiettabili quali la fertilizzazione in vitro, la masturbazione per ottenere sperma, la donazione di sperma e di ovuli, il ricorso a madri surrogate e via dicendo. Nella mia specialità il campo più problematico per un fedele sono i contraccettivi, oggi ritenuti normali farmaci che sarebbe irragionevole non prescrivere, anche quando sono abortivi.
Cosa pensare della facoltà che il governo o altri enti si attribuiscono di fornire le coordinate morali ai medici su come devono esercitare la professione?
Ovviamente lo ritengo inaccettabile. Roba da stati totalitari. Forse in Europa, che è più secolarizzata, lo Stato è più interventista che in America, c’è qualcosa del genere. Tuttavia, io mi oppongo a ciò non solo da cattolico ma da uno che crede nella libertà religiosa e nella libertà di coscienza. Qui non stiamo parlando d’intervenire nella libertà di movimento delle persone per evitare un’eventuale epidemia letale, o cose del genere. La gente deve avere libertà per scegliersi i medici in accordo con i loro valori e i medici devono avere la libertà di praticare la medicina conforme alle loro convinzioni morali.
L’aborto è sempre al centro di tutti questi dibattiti di coscienza. Fu legalizzato in America 36 anni fa e continua a tenere la ribalta fra i grandi temi nazionali. Il progresso della medicina aggiorna in qualche modo la questione?
Ci sono due aspetti importanti che riguardano il progresso scientifico sull’aborto. Primo, lo sviluppo delle tecnologia a ultrasuoni, e ora anche dell’ultrasuono tridimensionale, che fanno vedere chiaramente le caratteristiche e le fattezze dell’embrione o del feto già all’inizio della gravidanza.
L’informazione genetica rivela che persino l’ovulo fertilizzato costituisce un essere umano unico, giacché possiede un genoma unico derivato dal patrimonio genetico paterno e da quello materno. Non c’è nessun dubbio scientifico sul fatto che l’ovulo fertilizzato costituisce un essere umano completamente nuovo. Da cattolici abbiamo sempre ritenuto inviolabile la vita individuale dal momento del concepimento, ma ora abbiamo il modo di sostenerlo scientificamente.
È vero che coloro che accettano l’aborto diranno che sì, certo, geneticamente è un essere umano, ma non una persona, quindi, non ha altro valore che quello concessogli dalla madre. La Corte Suprema ha stabilito che questo essere umano può venire abortito in qualsiasi momento prima della nascita, in conformità alle regolamentazione dei governi statuali. Questo è irrazionale e irresponsabile. Abbiamo a che fare con un infante umano completo, solo che sta nel grembo materno e non fuori. Sarebbe stato ragionevole attendersi che le nuove acquisizioni scienti che avrebbero inibito la pratica dell’aborto, ma non sembra che sia così.
L’altro aspetto importante che riguarda lo sviluppo scientifico in tema di aborto si collega al primo aspetto, perché è una conseguenza dello sviluppo dell’ultrasuono e della genetica e anche di certi esami sanguigni. Ora è possibile diagnosticare durante la gravidanza difetti congeniti, malattie genetiche, anomalie. Se è vero che questa informazione alcune volte può essere usata in modo costruttivo, purtroppo nella maggioranza dei casi la diagnosi di una seria anomalia porta alla raccomandazione da parte dell’ostetrico d’interrompere la gravidanza e all’accettazione del paziente.
Vorrei aggiungere che per secoli il Giuramento d’Ippocrate fu l’espressione più rispettata dell’etica medica in Occidente. Esso veniva formulato al momento della laurea e vietava esplicitamente l’aborto e l’eutanasia. È interessante far notare che molte persone oggi non lo conoscono e quando lo leggono, credono che si tratti di una dichiarazione pro-life radicale. Invece fu scritto 2000 ani fa da un pagano ed è stato riverito lungo i secoli come la dichiarazione per eccellenza di quello che il medico deve essere. Soltanto in anni recenti lo hanno modificato per includere l’aborto. Ora è caduto generalmente in disuso. Nella St. Gianna Physician’s Guild l’abbiamo ritoccato per renderlo più conforme al Magistero della Chiesa e solo i medici che lo firmano possono appartenere alla nostra associazione.
Gadu bless obama
God Bless America