Tronchetti Provera: interessati alle Tlc di Ankara



L’Europa, un continente di individui, popoli e valori oppure soltanto un mercato senz’anima? Nel pieno del dibattito sull’adesione della Turchia all’Unione europea arrivano le dichiarazioni del presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera: «Stiamo guardando a tutto ciò che succede nel settore delle telecomunicazioni in Turchia», dove sono imminenti le privatizzazioni. Ben altro interesse e ben diverse preoccupazioni arrivano da altri settori della vita pubblica.
Da noi intervistato, il direttore del mensile e del sito internet Asia News, padre Bernardo Cervellera, ci ha espresso l’opinione secondo cui non vi sono ragioni storiche o culturali perché la Turchia entri in Europa. «Se si parla di una collaborazione tra Turchia e Europa allora sono favorevolissimo», spiega, ma «da un punto di vista storico e culturale, Ankara non dovrebbe far parte dell’Unione europea».
«Non vedo quindi - aggiunge ancora il direttore di Asia News - la presenza turca in Europa come definitoria dell’Unione europea. A meno che, come sta succedendo, la comunità europea si affermi solo come un corpo economico o di potere politico senza più alcuna radice culturale. Né cristiana, né ebraica ma nemmeno islamica. Eliminando le radici culturali e religiose, allora si può abbracciare tutto. Diventerà però una specie di Commonwealth». «Si può collaborare con l’islam - dice ancora padre Cervellera - nel momento in cui l’islam diventa cooperativo e permette una libertà religiosa totale. Al limite, metterei come condizione ultima per l’entrata della Turchia nella Ue una libertà religiosa totale. Ma in Turchia i cristiani non hanno libertà religiosa, non possono aprire seminari e scuole cattoliche...».


[Data pubblicazione: 22/10/2004]