Lettera semiaperta al Senatore Giuseppe Leoni, neodirettore del quotidiano laPadania
Gent.mo Direttore,
Così, se non vado errando, la mia ultima letterina aperta all’onorevole Fausto Bertinotti, serie Turchia sì o no, non l’è piaciuta!
Era forse troppo indiscreta? Troppo insensata? Troppo salata? Troppo pepata? Troppo maleducata?
Eppure ho fatto ben attenzione a non scrivervi alcuna inopportuna frase che potesse divenire, per voi della redazione, potenziale ancorché involontaria fonte di noie legali. In ogni caso, avendola sottoscritta con tanto di nome-and-cognome anagrafico, corredato d’indirizzo di posta elettronica, numero di telefono e conto corrente bancario – quest’ultimo rivolto a eventuali ricche ammiratrici – ebbene non avreste dovuto preoccuparvi oltre misura delle eventuali ipotetiche critiche della solita magistratura amica della Lega.
Sono certo di non avere scritto, nella suddetta lettera, esagerate esclamazioni quali “oppporcccappp … “ e nemmeno “porca vacca” e nemmeno “roba turca, tutta cacca”.
Non per nulla il nostro è il famoso bel paese, dove l’unica cosa che conta, in stretta osservanza all’etica di centro-destra-sinistra, è l’uso di TONI PACATI, meglio se pacatissimi, come poco fa dimostrato dai cortesissimi interlocutori a Radio Padania Libera, con la partecipazione del senatore nonché Presidente Fiorello Provera e altro parlamentare Frigato (?) della Margherita, i quali hanno esposto le loro senz’altro validissime e razionali valutazioni sui perché e percome dell’eventuale adesione della “questione turca”, da una parte (Provera) evocando il rischio che in fin dei conti i Turchi siano incapaci e indisposti a integrarsi accettando e rispettando le nostre leggi, senza lasciare affogare altre malcapitate bagnanti vestite da cima a fondo, e infatti a fondo furono lasciate affogare dagli antistanti eroici osservatori di rigorosa osservanza musulmana; mentre dall’altra parte (Frigato), sempre con gentilissima eloquenza, rispondeva affermando che, ciò malgrado, non v’era serio motivo per non tentare un bel “fidanzamento” temporaneo con la candidata turca.
Oh, quanti bei cordialissimi sofismi!
Ma anche questa volta, nessuno s’è nemmeno sognato di formulare un semplice quesito: che cosa mai ESATTAMENTE impedirebbe alla Turchia di compiere le più favolose acrobazie su un percorso di reale progresso democratico SENZA fare parte dell’Unione Europea?
Chi lo impedirebbe? Maometto in persona o qualche altro “potere forte”, come quel tale Tronchetto Provino argutamente da voi citato proprio su la Padania odierna?
Più che “poteri forti”, questi delle telecomunicazioni, con tutti gli altri astutissimi industrialoni italioni, bisognerebbe chiamarli “poteri SPORCHI”, coloro che dagli anfratti lobbistici mondialisti manipolano l’allargamento della UE in chiave esclusivamente affaristica, a loro esclusivo vantaggio personale.
La questione è tutta li: fare entrare in Europa chiunque e qualsiasi cosa purché a subirne le conseguenze e i costi siano i soliti popolazzi pecoronidi europei!
Rivolgiamo loro un accorato appello, à la Cambronne: merde à eux, pour l’éternité!
Opppsss … ho forse usato un esagerato eloquio troppo pacato? Oppporcccazzz …
Se così fosse, le chiederei senz’altro venia. Anzi, le prometterei di dire tre AVE e cinque PATER entro sera, per tutta la settimana. E m’impegnerei anche a fare un bel fioretto ogni prima domenica del mese di maggio.
Sperando che, nel frattempo, i lettori de la Padania non s’addormentino …![]()
Pace e bene a tücc …


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