Rapporto Annuale 2004
Laos (the Lao People's Democratic Republic)
Repubblica Democratica Popolare del Laos
Capo di Stato: Khamtay Siphandone
Capo del governo: Bounyang Vorachit
Pena di morte: mantenitore
Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: ratificata
Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: non firmato
L?annoso conflitto armato fra il governo e le forze di etnia hmong, rimasto nascosto all?opinione pubblica internazionale soprattutto a causa dell?accesso limitato al paese, ha ottenuto una maggiore attenzione all?estero in seguito a una visita da parte di due giornalisti stranieri a un gruppo di ribelli nascosti nella jungla. La successiva pubblicità e l?imbarazzo da parte delle autorità laotiane avrebbero determinato una repressione militare in cui sono rimasti feriti decine di civili. Allo stesso tempo sono aumentati gli attacchi deliberati o indiscriminati da parte di gruppi armati dell?opposizione, con lancio di bombe in zone affollate di civili e sugli autobus. È risultato difficile individuare i responsabili degli attacchi poiché erano contemporaneamente attivi diversi gruppi armati dell?opposizione, compresi gruppi insurrezionalisti di etnia hmong. Ad agosto il Comitato delle Nazioni Unite per l?eliminazione della discriminazione razziale (CERD) ha complessivamente criticato la situazione sui diritti umani civili e politici nel paese. La mancanza di libertà di espressione, l?amministrazione della giustizia e la corruzione della magistratura hanno continuato a destare grave preoccupazione.
Contesto
Il Laos ha continuato a rinviare la ratifica del Patto internazionale sui diritti civili e politici e del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che aveva firmato nel dicembre 2000. Il paese si attesta fra paesi più poveri al mondo ed è ritenuto il terzo produttore mondiale di oppio. Il turismo costituisce un punto di forza dell?attività economica. I principali progetti di infrastrutture che ricevono finanziamenti di capitale estero comprendono una grande diga per fornire energia idroelettrica alla vicina Thailandia, e la costruzione attraverso il Laos di un?autostrada che collegherà la Cina alla Thailandia.
Sono continuati gli incontri bilaterali e i progetti di assistenza con il Vietnam, compresi quelli riguardanti la difesa e la sicurezza, e sono aumentati analoghi incontri con la Cina. Le forti pressioni eserciate dalla lobby hmong negli Stati Uniti hanno attirato l?attenzione sulla preoccupante situazione dei diritti umani e della libertà di culto mentre il governo degli Stati Uniti avviava iniziative per normalizzare i rapporti di commercio a sostegno della propria politica di impegno per il Laos.
A gennaio sono stati nominati nuovi ministri e governatori provinciali in un rimpasto del governo. A ottobre Bouasone Bouphavanh è stato nominato vice primo ministro, con delega agli affari interni. È stato incaricato, si è riferito, anche della sicurezza, in un momento di crescente tensione dovuta alle insurrezioni.
Secondo quanto riferito, sono continuati gli arresti e le vessazioni nei confronti di membri delle chiese cristiane non autorizzate. È risultato estremamente difficile ottenere informazioni verificabili sulla persecuzione religiosa e altre violazioni dei diritti umani, a causa delle restrizioni ufficiali imposte alla libertà di espressione e del limitato accesso ad osservatori indipendenti sui diritti umani.
Le autorità del Laos hanno continuato a chiedere l?estradizione dalla Thailandia di 16 cittadini laotiani, ritenuti membri di un gruppo di opposizione coinvolti in un attacco armato nel 2000 nella provincia di Champassak, nonostante la sorprendente sentenza emessa a giugno da un tribunale thailandese che aveva respinto tale richiesta in base a motivazioni non chiare.
Conflitto etnico hmong
A gennaio, due giornalisti australiani hanno visitato un gruppo ribelle di etnia hmong che combatte contro le autorità sin dai tempi della caduta del precedente governo laotiano nel 1975. Il loro reportage ha posto sotto i riflettori dell?attenzione internazionale l?annosa insurrezione da parte dei ribelli di etnia hmong e di altre minoranze. Le autorità laotiane avrebbero reagito con un aumento della pressione militare su isolati gruppi di ribelli, che comprendevano un elevato numero di bambini, donne, disabili e malati cronici. Tali gruppi dipendono per il loro sostentamento dai pascoli e la repressione militare avrebbe determinato la morte di decine di civili per fame e malattia, compresi almeno 200 tra donne e bambini.
Ad agosto, il Laos è stato oggetto del controllo periodico da parte del CERD. Il Comitato ha chiesto al Segretariato Generale delle Nazioni Unite di adottare ulteriori provvedimenti, tra cui l?invio di una missione "per assistere [il Laos] a rispettare gli obblighi in materia di tutela dei diritti umani e a eliminare ogni forma di discriminazione razziale". In risposta alle suddette raccomandazioni e alle notizie di un crescente numero di civili feriti, le agenzie delle Nazioni Unite in Laos avrebbero cercato di avvicinare i gruppi ribelli per poter fornire loro l?assistenza umanitaria di cui avevano disperato bisogno, compresi cibo e medicinali.
Condizioni di detenzione
Non vi sono state indicazioni di miglioramento delle spaventose condizioni nelle carceri, denunciate negli anni precedenti. Sono continuate le denunce di torture e maltrattamenti diffusi. In un caso, è stato riferito che le guardie carcerarie avevano ustionato i testicoli di un detenuto. In generale, i detenuti non hanno ricevuto cure mediche e cibo a sufficienza, soprattutto coloro che non potevano contare sull?assistenza dei familiari. I detenuti affetti da malattie mentali sono stati trattati in modo particolarmente duro. Si ritiene che nelle strutture di detenzione, gran parte degli episodi di violenza tra detenuti fossero istigati dalle guardie carcerarie. In un caso segnalato, è stata denunciata la falsificazione della data di nascita di due minorenni di etnia hmong per poterli trarre in stato di arresto come fossero adulti. Le prove raccolte hanno continuato a suggerire che ai prigionieri di etnia hmong fosse riservato un trattamento più duro rispetto agli altri reclusi.
*Pa Fue Khang e Thao Moua, rispettivamente autista e guida di due giornalisti europei e il loro interprete di nazionalità statunitense, sono stati arrestati assieme a un certo numero di cittadini laotiani ai primi di giugno, dopo aver visitato un accampamento di ribelli di etnia hmong e le loro famiglie nella provincia di Xien Khouang. Le pressioni internazionali hanno ottenuto il rilascio tempestivo dei cittadini stranieri, dopo che erano stati condannati a 15 anni di reclusione in un processo palesemente iniquo durato due ore, che è apparso avere connotazioni politiche. Erano stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale, complicità in reato, detenzione di armi da fuoco ed esplosivi, possesso di droga, distruzione di prove e tentata fuga. Nello stesso processo, Pa Fue Khang e Thao Moua sono stati condannati rispettivamente a 15 e 12 anni di reclusione, dopo essere stati dichiarati colpevoli di reati analoghi. A differenza dei cittadini stranieri, non è stato loro consentito di avvalersi di assistenza legale. A fine anno erano ancora in carcere. Secondo quanto riferito, dopo l?arresto i cittadini laotiani del gruppo sono stati incatenati con ceppi ai piedi, presi a bastonate e colpiti con catene da bicicletta dalla polizia, uno di loro fino a perdere conoscenza. La sorte di almeno un altro detenuto hmong, che sarebbe stato arrestato nello stesso episodio, rimane ignota.
Prigionieri politici
È stato mantenuto il segreto ufficiale in merito alle detenzioni per motivi politici. La raccolta di informazioni indipendenti e imparziali è stata ostacolata dal mancato accesso al paese e dalle restrizioni alla libertà di espressione.
*Khamtanh Phousy, prigioniero di coscienza, è stato rilasciato ad aprile dopo aver scontato una condanna a sette anni di reclusione comminatagli per essersi convertito al Cristianesimo e per i suoi rapporti con persone all?estero.
*Nel corso dell?anno sono emerse informazioni contrastanti in merito alla sorte di cinque prigionieri di coscienza, incarcerati dal 1999. Si tratta di membri del Movimento studentesco laotiano per la democrazia, arrestati dopo aver tentato di tenere una manifestazione pacifica a Vientiane nell?ottobre 1999, per richiedere il rispetto dei diritti umani, il rilascio dei prigionieri politici, un sistema politico multipartitico ed elezioni per una nuova Assemblea nazionale. In risposta agli appelli dei soci AI, le autorità hanno affermato che tre di loro ? Thongpaseuth Keuakoun, Khamphouvieng Sisaath e Seng-Aloun Phengphanh ? erano stati dichiarati colpevoli di tradimento e condannati a 10 anni di reclusione, e che altri due, Phavanh Chittiphong e Khamlane Kanhot, erano stati dichiarati colpevoli di "attentato sovversivo contro la nazione" e condannati ciascuno a 5 anni di reclusione. Secondo alcune fonti ufficiose i cinque sarebbero stati condannati all?ergastolo, mentre altre davano alcuni di loro morti in custodia. Le autorità hanno contestato l?identità di altri due, Bouavanh Chanhmanivong e Keochay, che sarebbero detenuti dal 1999 assieme al gruppo.
*I prigionieri di coscienza, Feng Sakchittaphong e Latsami Khamphoui, entrambi sessantaduenni, ex funzionari di governo, sono rimasti nel Campo Prigione 7 in una zona inaccessibile della provincia di Houa Phan. Erano stati arrestati nel 1990, dopo essersi adoperati in favore di pacifici cambiamenti politici ed economici ed erano stati condannati a 14 anni di reclusione nel 1992 in base alla legislazione sulla sicurezza nazionale, al termine di un processo iniquo. Le condizioni di detenzione di questi due uomini sono rimaste molto dure e l?accesso alle famiglie fortemente limitato.
*Sono rimasti ancora rinchiusi nel Campo Prigione 7 Sing Chanthakoummane e Pangtong Chokbengboun. Erano stati arrestati nel 1975 e detenuti senza accuse né processo per 17 anni, a scopo di "rieducazione", prima di essere condannati all?ergastolo al termine di un processo iniquo nel 1992.
Pena di morte
Secondo quanto riferito, 27 persone sono state condannate a morte durante l?anno, almeno quattro per reati di droga. Non risultano esecuzioni. Nonostante un certo numero di reati continuino ad essere passibili di pena di morte non si registrano esecuzioni da oltre dieci anni.
Dichiarazioni di AI
Laos: Charges and whereabouts of the detained Laotians must be made public (AI Index: ASA 26/006/2003)
Laos: 15-year prison sentence ? following a two-hour trial (AI Index: ASA 26/008/2003)
Laos: Three foreigners released but Lao nationals are tortured and remain in detention (AI Index: ASA 26/010/2003)
Laos: Use of starvation as a weapon of war against civilians (AI Index: ASA 26/013/2003)
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